Bergamo: Valentina uccisa, il marito arrestato dopo tentato suicidio
Tragedia a Bergamo dove Valentina Sarto è stata uccisa dal marito Vincenzo Dongellini. L'uomo, dopo averla accoltellata, ha tentato il suicidio ed è stato arrestato. La vittima aveva cercato aiuto dai carabinieri.
Femminicidio a Bergamo: Valentina Sarto uccisa dal marito
Una terribile tragedia ha scosso la città di Bergamo. Valentina Sarto, 41 anni, originaria di Bologna, è stata trovata senza vita nella sua abitazione in via Pescaria. Il suo corpo è stato rinvenuto in camera da letto.
A toglierle la vita sarebbe stato il marito, Vincenzo Dongellini, 49 anni. La coppia risiedeva in affitto nell'appartamento al civico 26A da circa due anni. La scoperta macabra è avvenuta nella mattinata di mercoledì 18 marzo.
Gli agenti della Polizia di Stato sono intervenuti dopo l'allarme lanciato dalla figlia di Dongellini, nata da una precedente relazione. La ragazza ha contattato il 118, preoccupata per un violento litigio in corso tra il padre e la moglie.
Una volta entrati nell'abitazione, gli investigatori hanno fatto la tragica scoperta. Il corpo di Valentina Sarto giaceva senza vita nella stanza da letto. Le prime ricostruzioni parlano di un'aggressione a coltellate.
Il tentato suicidio del marito e l'arresto
Dopo aver commesso l'omicidio, Vincenzo Dongellini avrebbe tentato di togliersi la vita. Gli agenti lo hanno trovato accovacciato, ferito da tagli superficiali autoinflitti. Le sue condizioni non sono apparse gravi.
L'uomo è stato immediatamente arrestato. È stato poi trasferito presso l'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Qui è piantonato costantemente dalla polizia in attesa di essere interrogato.
La relazione tra Valentina Sarto e Vincenzo Dongellini durava da circa dieci anni. I due si erano sposati nel maggio 2025. Purtroppo, le minacce da parte del marito sarebbero iniziate poco dopo le nozze.
Una semplice iscrizione in palestra da parte di Valentina avrebbe scatenato la gelosia morbosa di Dongellini. Questo episodio sembra essere stato il catalizzatore di tensioni già esistenti.
Le ricerche di aiuto di Valentina Sarto
La vittima aveva manifestato l'intenzione di lasciare il marito. Questa decisione ha intensificato le minacce nei suoi confronti nelle ultime settimane. La violenza verbale e fisica era diventata una costante.
Pochi giorni prima del tragico evento, Valentina si era recata presso la caserma dei carabinieri di Almenno San Salvatore. Il suo scopo era capire come potersi separare da un uomo violento.
Secondo quanto riferito da Moris Panza, un uomo con cui la 41enne aveva iniziato una frequentazione da qualche settimana, Valentina aveva confessato di essere innamorata di un altro. Panza aveva espresso preoccupazione per la sua sicurezza, invitandola più volte a trovare rifugio da lui o da un'amica a Seriate.
Sabato mattina, 14 marzo, Panza aveva accompagnato Valentina dai carabinieri. «Voleva capire cosa fare», ha spiegato Panza. I militari le avevano consigliato di sporgere denuncia. Tuttavia, Valentina aveva preferito attendere una settimana, sperando che le minacce cessassero.
«Lei gli aveva confessato che era innamorata di un altro», ha aggiunto Panza, sottolineando la gelosia patologica del marito. «Ero convinto fosse in pericolo», ha concluso.
Il quartiere di via Pescaria sotto shock
Il quartiere di via Pescaria a Bergamo, solitamente tranquillo e residenziale, è sotto shock. La zona, caratterizzata da case indipendenti, scuole e studi professionali, si trova non lontano dalla chiesa di San Colombano e dal centro sportivo di via Pilo.
L'idea che un delitto così efferato potesse accadere in questa amena località era impensabile per i residenti. Eppure, è proprio qui che Valentina Sarto ha perso la vita.
I vicini hanno confermato la frequenza dei litigi. «I litigi erano frequenti, si sentiva spesso urlare», ha raccontato una residente. «Credevo si trattasse di bambini», ha aggiunto, manifestando il proprio sgomento.
Alcuni residenti hanno riferito di aver udito grida disperate nella notte. «Abbiamo percepito delle urla di una donna in difficoltà», hanno spiegato. «Lei gridava ‘Lasciami in pace’, saranno state le 4/5 di mattina». Usciti sui balconi, non hanno visto nessuno.
Se avessero notato la coppia rientrare in casa, avrebbero allertato la polizia. La lite che ha portato all'omicidio è scoppiata mercoledì mattina, presumibilmente per motivi passionali.
Le indagini e l'autopsia
La donna è stata colpita più volte con un coltello da cucina. I fendenti sono stati inferti alla schiena e alla gola. I sanitari giunti sul posto non hanno potuto fare altro che constatare il decesso.
Il medico legale, in attesa dei risultati dell'autopsia, si è riservato di quantificare il numero esatto delle coltellate. L'abitazione è stata posta sotto sequestro per consentire i rilievi scientifici.
Dai primi accertamenti degli investigatori, non risultano precedenti interventi delle forze dell'ordine presso l'abitazione di via Pescaria. Non sono emersi problemi pregressi registrati ufficialmente.
Valentina Sarto e Vincenzo Dongellini si erano conosciuti presso il Baretto della Curva Nord, un luogo noto ai tifosi dell'Atalanta, dove lei lavorava. Un luogo di aggregazione che ora assume un contorno ancora più amaro.
L'uomo, Moris Panza, ha ricordato l'ultima volta che l'ha vista: «Era tranquilla, nonostante già in due occasioni lui le avesse messo le mani addosso». La sua preoccupazione per la sicurezza di Valentina era fondata.
L'episodio si aggiunge alla tragica scia di femminicidi che continuano a colpire il nostro Paese. Un monito drammatico sull'urgenza di affrontare il tema della violenza di genere e fornire strumenti efficaci di protezione alle vittime.
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