Una tragica vicenda scuote Bergamo. Valentina Sarto, 41 anni, è stata brutalmente assassinata dal marito, Vincenzo Dongellini. Le urla della donna, «Lasciami stare», udite dai vicini nella notte, e le testimonianze del nuovo compagno dipingono un quadro inquietante di minacce e violenza.
L'ultimo grido di Valentina e le testimonianze
Le mura domestiche di via Pescaria a Bergamo, quartiere Valtesse, sono state teatro di un dramma terribile. La notte tra lunedì e martedì, i vicini hanno udito distintamente le grida disperate di Valentina Sarto: «Lasciami stare». Queste parole, cariche di terrore, precedevano l'atto finale di violenza che sarebbe avvenuto poco dopo.
Il nuovo compagno di Valentina, Moris Panza, ha raccontato ai media che Vincenzo Dongellini, il marito, la minacciava costantemente. Nonostante le intimidazioni, Valentina esitava a sporgere denuncia contro il consorte. Questa reticenza, dettata forse dalla paura o dalla speranza di una soluzione pacifica, si è rivelata fatale.
Moris Panza ha dichiarato di aver consegnato alla polizia messaggi vocali ricevuti da Dongellini, che attestano le minacce. La vittima aveva confidato al marito la sua nuova relazione, un fatto che sembra aver innescato la furia omicida. La relazione tra Valentina e Moris era iniziata a febbraio, segnando un punto di svolta nella vita della 41enne.
Il femminicidio e il dolore dei familiari
Valentina Sarto, originaria di Bologna e barista, è stata uccisa a coltellate dal marito Vincenzo Dongellini, 49 anni. I fendenti, inferti alla schiena, e il taglio alla gola hanno segnato la fine della sua vita. La scena nella camera da letto era raccapricciante, come riportato dalle forze dell'ordine intervenute sul posto.
La madre di Valentina, Lia Ventura, residente a Pavia, ha affidato il suo dolore ai social network. Le sue parole sono un grido straziante: «Avevi 41 anni e lui ti ha tolto la vita senza pietà». La madre esprime il suo rammarico per non essere riuscita a proteggere la figlia, un sentimento che attanaglia molti genitori in simili circostanze tragiche.
«Ti ha portato via da me e da chi ti amava veramente, ma io ti terrò sempre dentro il mio cuore», ha scritto Lia Ventura, promettendo un ricongiungimento futuro: «Un giorno ci rivedremo e potremmo abbracciarci come facevamo quando stavamo insieme». Il suo amore per la figlia è palpabile, così come il senso di impotenza di fronte a una violenza inaudita.
Anche uno dei fratelli di Valentina ha voluto ricordarla con un commovente post, accompagnato da una foto della sorella vestita da sposa. «Oggi ho scoperto che sei salita nel cielo mentre ero lontano. Ti ricorderò così vestita da sposa», ha scritto, evocando un'immagine di gioia e speranza spezzata dalla tragedia. La foto ritrae Valentina nel giorno del suo matrimonio, un ricordo agrodolce.
L'arresto del marito e le indagini
Vincenzo Dongellini, dopo aver commesso l'omicidio, ha tentato il suicidio in due occasioni. È stato ricoverato all'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo e successivamente trasferito in carcere. L'uomo, originario dell'area di Imola e attualmente disoccupato, deve rispondere dell'accusa di omicidio.
Dongellini ha una figlia di 22 anni da una precedente relazione, che vive a Cremona. È stata proprio lei a dare l'allarme dopo aver ricevuto una confidenza dal padre riguardo al litigio con Valentina. L'uomo, assistito dall'avvocata Stefania Battistelli, non ha ancora reso dichiarazioni al pubblico ministero Mele e al procuratore aggiunto Rota. Si attende l'interrogatorio di convalida per comprendere meglio la sua versione dei fatti.
L'avvocata Battistelli ha riferito che il suo assistito è «ancora molto confuso». Le indagini proseguono a ritmo serrato, con l'audizione dei vicini che potrebbero fornire ulteriori dettagli cruciali, come le urla udite nella notte. La Squadra Mobile sta raccogliendo ogni elemento utile a ricostruire l'esatta dinamica dell'omicidio.
L'autopsia, prevista per venerdì mattina, chiarirà il numero esatto dei colpi inferti e aiuterà a definire le circostanze precise della morte di Valentina Sarto. L'esame autoptico è uno strumento fondamentale per la giustizia in casi di omicidio.
La relazione e la decisione di separarsi
Valentina Sarto e Vincenzo Dongellini stavano insieme da oltre dieci anni. La decisione di sposarsi era arrivata nel maggio del 2025. Dalle apparenze, il loro rapporto sembrava solido, come testimoniano le numerose foto condivise dalla donna sui social media. Tuttavia, dopo il matrimonio, Dongellini avrebbe iniziato a manifestare comportamenti possessivi.
Nonostante la sua presunta gelosia, Dongellini pubblicava sui social frasi che esaltavano il rispetto, la sincerità e la lealtà. Un contrasto stridente con la realtà che emerge dalle testimonianze e dalle indagini. La relazione con Moris Panza, iniziata a febbraio, ha segnato un punto di non ritorno. Valentina aveva confessato al marito la sua nuova relazione, un fatto che si sospetta abbia scatenato la reazione violenta.
Moris Panza ha ribadito la sua preoccupazione per la sicurezza di Valentina: «Le avevo detto tante volte di lasciarlo e sabato eravamo stati dai carabinieri, ma lei non aveva voluto denunciarlo, voleva pensarci». Questo episodio evidenzia la difficoltà delle vittime di violenza domestica nel rompere il ciclo della paura e della sottomissione.
La comunità di Bergamo si è stretta attorno alla famiglia di Valentina. Per venerdì sera, alle 20.30, è stata organizzata una fiaccolata in memoria della vittima. Il corteo partirà da via Pescaria per raggiungere il piazzale dello stadio. L'evento, promosso dal Comune di Bergamo e dalla rete Antiviolenza di Bergamo-Dalmine, vuole essere un momento di riflessione e un segnale forte contro la violenza di genere.
Questo tragico evento riaccende i riflettori sulla piaga del femminicidio e sulla necessità di misure più efficaci per proteggere le donne da ogni forma di violenza. La storia di Valentina Sarto è un monito doloroso che non può essere ignorato. La sua voce, interrotta bruscamente, continua a risuonare nell'appello «Lasciami stare».