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Valentina Sarto, 41 anni, è stata brutalmente assassinata a Bergamo dal marito Vincenzo Dongellini con 19 coltellate. L'autopsia conferma che la donna non ha avuto scampo, colpita alle spalle. La madre aveva già segnalato episodi di violenza.

Tragedia a Bergamo: Valentina Sarto uccisa dal marito

La comunità di Bergamo è sconvolta dalla tragica morte di Valentina Sarto, 41 anni. La donna è deceduta a seguito di numerose coltellate inferte dal proprio marito, Vincenzo Dongellini, 49 anni. L'aggressione è avvenuta nella loro abitazione in via Pescaria, zona San Colombano.

Secondo quanto emerso dall'autopsia, eseguita dal medico legale Luca Tajana su incarico del pm Antonio Mele, Valentina Sarto è morta per shock emorragico. Il corpo presentava ben 19 fendenti, alcuni dei quali letali, localizzati in punti vitali come la carotide, la giugulare e la cervicale. Le ferite indicano un accanimento brutale da parte dell'aggressore.

Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile, si concentrano sull'ipotesi di femminicidio. Il marito, Vincenzo Dongellini, è stato ricoverato in psichiatria presso l'ospedale Papa Giovanni XXIII. È previsto un interrogatorio di convalida davanti al gip Federica Gaudino.

L'autopsia conferma l'aggressione alle spalle

L'esame autoptico ha rivelato dettagli agghiaccianti sull'aggressione. Valentina Sarto è stata colpita alle spalle, senza avere la possibilità di difendersi o fuggire. Questo particolare suggerisce un attacco improvviso e premeditato. La donna si trovava in camera da letto al momento dell'assalto.

Il medico legale Luca Tajana ha coordinato le operazioni autoptiche iniziate nella mattinata. La vittima e l'aggressore convivevano da undici anni. La loro relazione era iniziata il 20 febbraio 2015, con il matrimonio celebrato il 24 maggio 2025. La dinamica dei fatti è ancora al vaglio degli inquirenti, ma l'accusa è di femminicidio, un reato che prevede pene severissime, inclusa l'ergastolo.

La notizia ha profondamente scosso i familiari e gli amici di Valentina Sarto. Il padre della vittima, Vincenzo, ha dichiarato di non aver mai apprezzato il genero. Le amiche ricordano Valentina come una persona solare, privata della sua libertà dall'aggressore.

La madre: "Mi diceva che era violento"

Le parole della madre di Valentina Sarto, Lia Ventura, arrivata da Pavia insieme al padre e al fratello della vittima, gettano luce su un possibile contesto di violenza domestica. La madre ha confessato il proprio dolore e il senso di impotenza nel non essere riuscita a salvare la figlia.

«Non sono riuscita a salvarla, ho questo peso sullo stomaco, però ho fatto di tutto», ha dichiarato Lia Ventura con voce rotta dall'emozione. Ha rivelato che, poco dopo il matrimonio, Valentina le aveva confidato la violenza del marito. «Già mi diceva: “Mamma, è violento“», ha raccontato la madre.

La madre ha anche spiegato di aver ricevuto messaggi vocali dalla figlia che testimoniavano le minacce. «Io a insistere: “Vieni da me, lascialo“», ma Valentina rispondeva: «Poverino, mi fa pena». L'ultima conversazione risale a lunedì, quando la figlia le aveva assicurato che tutto andasse bene.

Lia Ventura ha lanciato un appello accorato: «Che venga condannato all’ergastolo, non esca più di galera!». Ha inoltre esortato tutte le donne in difficoltà a cercare aiuto: «Dovete farvi aiutare dalle persone che vi vogliono bene davvero, perché non basta dire ti amo».

Il contesto e la reazione della comunità

La tragica vicenda si è consumata nell'abitazione di via Pescaria, un luogo che doveva essere il nido d'amore della coppia. Ora è teatro di un femminicidio che ha lasciato un segno indelebile a Bergamo. Il padre della vittima, Vincenzo, ha espresso il suo disprezzo per il genero, affermando: «Non mi è mai piaciuto».

Le amiche di Valentina, tra cui Stefania e Sonila, hanno condiviso ricordi commoventi. Sonila ha rivelato che Valentina le aveva raccontato tutto tre settimane prima dell'omicidio, ma esitava a lasciare il marito per il troppo affetto che diceva di provare per lui. Stefania ha sottolineato come Valentina fosse una persona solare, la cui libertà è stata brutalmente spezzata.

La comunità di Bergamo ha risposto con un'ondata di solidarietà. Le amiche stanno organizzando una raccolta fondi per sostenere le spese funerarie. Ieri sera, una fiaccolata silenziosa, promossa dal Comune e dalla rete Antiviolenza Bergamo-Dalmine, ha illuminato la città in segno di lutto e protesta.

La camera ardente sarà allestita presso la casa del commiato Beppe e Alessandra Vavassori in via San Bernardino. L'episodio riaccende i riflettori sulla piaga della violenza di genere e sull'importanza di intervenire tempestivamente di fronte ai segnali di pericolo.

L'uomo, Vincenzo Dongellini, dovrà rispondere delle sue azioni davanti alla giustizia. Le indagini proseguono per ricostruire ogni dettaglio di questa terribile aggressione. La speranza è che venga fatta giustizia per Valentina Sarto e che la sua tragica fine possa servire da monito per prevenire futuri femminicidi.

La vicenda di Valentina Sarto evidenzia ancora una volta quanto sia cruciale il ruolo delle reti di supporto e delle istituzioni nel proteggere le vittime di violenza domestica. Il coraggio di denunciare, spesso ostacolato dalla paura e dalla dipendenza emotiva, è un passo fondamentale per spezzare il ciclo della violenza.

La figura di Vincenzo Dongellini emerge come quella di un uomo che, secondo le testimonianze, manifestava comportamenti violenti e possessivi. La sua azione estrema ha posto fine alla vita di Valentina, lasciando un vuoto incolmabile nei cuori di chi le voleva bene. La giustizia ora dovrà fare il suo corso.

Le autorità locali e le associazioni antiviolenza stanno lavorando per fornire supporto alla famiglia della vittima e per sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema. La memoria di Valentina Sarto vivrà attraverso le iniziative che mirano a contrastare la violenza di genere e a promuovere una cultura del rispetto e dell'amore sano.

La cronaca di Bergamo riporta un altro caso di femminicidio che scuote le coscienze. La speranza è che questo tragico evento possa portare a una maggiore consapevolezza e a un impegno più forte nella lotta contro la violenza sulle donne. La comunità si stringe attorno ai familiari di Valentina in questo momento di profondo dolore.