Condividi
AD: article-top (horizontal)

Un giovane di 19 anni ha tentato di togliersi la vita lanciandosi da una finestra al terzo piano dell'istituto tecnico Paleocapa di Bergamo. Un docente è intervenuto prontamente, salvandolo. L'episodio riaccende i riflettori sul disagio giovanile.

Tragedia sfiorata all'istituto Paleocapa

L'incidente è avvenuto lunedì mattina. Si svolgeva una lezione di storia al terzo piano. L'istituto tecnico Paleocapa, situato in via Gavazzeni, è una scuola molto frequentata. Oltre 1.500 studenti frequentano l'istituto. La classe era di prima, indirizzo tessile.

Erano circa le 11. Il professore di storia e letteratura italiana, Salvatore Antonio Muzzupappa, stava tenendo la sua lezione. Si ripassava l'età ellenistica. Improvvisamente, qualcuno ha bussato alla porta. Un ragazzo di 19 anni si è presentato. Frequentava un altro istituto superiore cittadino.

Il professore gli ha chiesto il motivo della sua presenza. Il giovane ha pronunciato il nome di una studentessa presente in aula. Si è diretto verso il suo banco, situato nelle prime file. Era vicino alla finestra. Dalla tasca dei suoi pantaloni spuntava un oggetto sospetto. Il docente lo ha notato subito.

Il gesto disperato e l'intervento eroico

Il professore ha descritto quegli attimi concitati. Ha raccontato la corsa contro il tempo. Il ragazzo ha aperto la finestra. Si trovava al terzo piano, a circa dieci metri d'altezza. Senza esitazione, si è lanciato nel vuoto a testa in giù. Il docente è riuscito ad afferrarlo per un piede e per il pantalone.

È stato un misto di istinto, fortuna e forza. L'adrenalina ha permesso di evitare la tragedia. Il professore pensava: «Adesso mi sfugge, adesso mi sfugge, fatti forza». Ha gridato aiuto. Sentiva che il peso del ragazzo era insostenibile. Gli studenti, visibilmente scossi, si sono attivati.

In soccorso del professore sono arrivati un collaboratore scolastico e un altro docente. Quest'ultimo aveva lezione nell'aula adiacente. Il corpo del giovane era sospeso nel vuoto. Le gambe erano strette tra le mani del professore. Il rischio di una caduta era concreto.

Il ritrovamento del coltellino e le dichiarazioni

Il ragazzo si dimenava. Il professore continuava a tenerlo. Insieme sono riusciti a tirarlo su. Lo hanno fatto stendere. Nel frattempo, è stato allertato il 118. Si è scoperto che quel pezzetto di legno spuntato dalla tasca era il manico di un coltellino. La sua utilità resta da chiarire.

Solo il giovane potrà spiegare il motivo del suo gesto. Il professore Muzzupappa non vuole essere definito un eroe. La sua prontezza di riflessi ha cambiato il corso degli eventi. Il suo istinto non gli ha fatto esitare un istante. «Chiunque avrebbe fatto lo stesso», ha dichiarato. «Sono stato aiutato anche dalla fortuna».

Ha ricordato le urla e il panico. Poi l'intervento del personale scolastico e dei soccorsi. La Polizia di Stato è giunta rapidamente. Ha preso in custodia il giovane. La lezione è poi ripresa. L'argomento trattato è stato il fatto appena accaduto. Anche i ragazzi di prima hanno assistito.

Il disagio giovanile e la sicurezza scolastica

Questo episodio riporta l'attenzione sul disagio giovanile. Accade a pochi giorni dal grave fatto avvenuto a Trescore Balneario. Uno studente tredicenne ha accoltellato la sua professoressa di francese. La scuola era la media “Leonardo da Vinci”.

Il mestiere dell'insegnante è sempre più difficile. Oltre all'insegnamento, è necessaria una vigilanza costante. L'episodio poteva degenerare gravemente. I social media, pur non essendo l'unica causa, possono amplificare fenomeni come il cyberbullismo. Possono diffondere contenuti d'odio. Questo rende più fragili chi ne è coinvolto.

La sicurezza nelle scuole è un tema sempre più centrale. Le istituzioni sono chiamate a fornire risposte concrete. Il supporto psicologico per gli studenti è fondamentale. La prevenzione del disagio giovanile deve essere una priorità. La comunità scolastica deve lavorare insieme.

AD: article-bottom (horizontal)