La sicurezza sul lavoro resta una priorità, nonostante i progressi. Safety Expo 2026 a Bergamo evidenzia la necessità di investire di più nella prevenzione per ridurre infortuni e incidenti mortali.
Infortuni sul lavoro: dati e tendenze
L'attenzione alla prevenzione è in aumento. Tuttavia, i dati più recenti indicano che la sicurezza nei luoghi di lavoro rappresenta ancora una sfida aperta. Nei primi sette mesi del 2026, sono state registrate 256.471 denunce di infortunio sul lavoro. Questo dato segna un incremento del 4,9% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Parallelamente, si osserva una diminuzione delle denunce con esito fatale. Il numero è sceso da 432 a 422, registrando un calo del 2,3%. Queste cifre sono considerate provvisorie dall'Inail. L'istituto sottolinea la necessità di continuare a investire nella prevenzione.
Safety Expo 2026: un punto d'incontro
Questi temi sono stati al centro della prima giornata di Safety Expo 2026. L'evento si è svolto presso la Fiera di Bergamo. La manifestazione riunisce oltre 300 espositori e migliaia di visitatori. Partecipano imprese, istituzioni, associazioni e professionisti del settore.
L'obiettivo è promuovere un confronto articolato sui temi attuali della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. La fiera offre una piattaforma per discutere le migliori pratiche e le innovazioni nel campo della prevenzione.
Oltre la conformità normativa
Daniele Marmigi, direttore tecnico dell'istituto Informa, ha evidenziato un punto cruciale. «Si pone una questione centrale: andare oltre la pura conformità alle norme per costruire sistemi di sicurezza che funzionino davvero», ha affermato.
«Regole, procedure, formazione e tecnologie sono strumenti fondamentali», ha aggiunto Marmigi. «Devono tradursi nell'organizzazione del lavoro e nei comportamenti delle persone. Contribuiscono concretamente a ridurre il rischio». L'efficacia delle misure di sicurezza dipende dalla loro reale integrazione nei processi lavorativi.
Resistenze e consapevolezza
Lorenzo Fantini, esperto in politiche della prevenzione e consulente in materia di salute e sicurezza sul lavoro, ha riscontrato delle criticità. «C'è ancora una forte resistenza», ha dichiarato.
Questa resistenza si manifesta su due fronti. Da un lato, i lavoratori mostrano una certa difficoltà nel comprendere appieno il tema della prevenzione. Dall'altro, non tutti gli imprenditori sono pienamente consapevoli dell'importanza della sicurezza. La percezione del rischio e l'adozione di comportamenti sicuri richiedono un impegno costante.
L'Italia nel contesto europeo
Confrontando la situazione italiana con il resto d'Europa, Fantini ha delineato un quadro con luci e ombre. «Sui dati siamo nella media europea», ha sostenuto.
Tuttavia, l'Italia presenta una statistica preoccupante. «Siamo uno dei Paesi che ha più morti sul lavoro», ha sottolineato Fantini. Pur definendolo un'«anomalia statistica», ha ribadito che «ogni morto sul lavoro è un dramma che dobbiamo ovviamente evitare, come ogni infortunio».
La cultura della prevenzione
Durante l'iniziativa è stato posto l'accento sulla necessità di costruire una solida cultura della prevenzione. Questo processo deve iniziare fin dalla scuola. L'obiettivo è preparare i giovani prima del loro ingresso nel mondo del lavoro. Una formazione precoce può incidere significativamente sulla consapevolezza dei rischi.
La sicurezza sul lavoro è un impegno collettivo. Richiede la collaborazione di istituzioni, aziende e lavoratori per creare ambienti di lavoro più sicuri e salubri. La prevenzione è un investimento fondamentale per il benessere dei lavoratori e la produttività delle imprese.