Cronaca

Bergamo saluta Stefano Caglioni, l'artista "Ol Cagliù"

23 marzo 2026, 04:26 4 min di lettura
Bergamo saluta Stefano Caglioni, l'artista "Ol Cagliù" Immagine generata con AI Bergamo
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Bergamo perde una figura iconica: Stefano Caglioni, "Ol Cagliù", artista eclettico e spirito libero, è venuto a mancare. La città lo ricorda per la sua musica, i suoi quadri e la sua presenza vivace.

Addio a Stefano Caglioni, "Ol Cagliù"

La città di Bergamo è in lutto per la scomparsa di Stefano Caglioni. La figura eccentrica e amata, conosciuta da tutti come “Ol Cagliù”, si è spenta ieri. Avrebbe compiuto 76 anni il prossimo mese. La sua morte lascia un vuoto nel cuore di molti bergamaschi.

Caglioni era considerato una sorta di “Ligabue” bergamasco. La sua personalità unica e il suo spirito libero hanno attraversato decenni di storia locale. La sua vita è stata un percorso artistico e filosofico, iniziato con la maturità classica. Si diplomò infatti al liceo classico Paolo Sarpi nel lontano 1968.

La notizia della sua scomparsa è giunta dalla casa di riposo Santa Maria Ausiliatrice di Bergamo. Qui Caglioni era ricoverato da circa 15 anni. Le sue condizioni di salute si erano aggravate nel tempo. La sua presenza in città era un punto di riferimento per molti.

Un artista dallo spirito libero e dalla vita intensa

Stefano Caglioni era una figura che tutti a Bergamo conoscevano. Non era raro incontrarlo per le vie del centro. Spesso lo si vedeva passeggiare con la sua amata chitarra al fianco. Altre volte portava con sé i suoi quadri, pronti per essere mostrati o venduti.

Le sue mete preferite erano luoghi iconici della città. Tra questi spiccavano Piazza Vecchia, nel cuore della Città Alta. Era solito anche fermarsi nella piazzetta Santo Spirito. Lì, davanti alla chiesa, intonava melodie sacre come il “Salve o Regina”. Un'altra immagine ricorrente era vederlo seduto all'imbocco di S.Alessandro bassa.

Vestito con un abito bianco, che ricordava quello papale, sedeva su un gradino. Queste apparizioni contribuivano a creare il suo mito. Un artista che viveva la sua arte in modo totalizzante. La sua presenza rendeva la città più viva e colorata. Un vero e proprio personaggio locale.

Dalla filosofia di Fourier al viaggio in India

Dopo il diploma al liceo classico, Stefano Caglioni intraprese gli studi universitari. Si laureò infatti con una tesi dedicata a Charles Fourier. Quest'ultimo era un noto socialista utopico. Visse a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo. La sua filosofia influenzò profondamente il pensiero di Caglioni.

Un altro momento cruciale nella sua vita fu il viaggio in India. Questo avvenne nel 1973. L'esperienza segnò una svolta radicale. Seguì un maestro di yoga e meditazione, uno yogi. Questo percorso spirituale cambiò la sua prospettiva.

Al suo ritorno in Italia, Caglioni portò con sé una nuova visione del mondo. Desiderava vivere un'esistenza libera e autentica. Questa filosofia rispecchiava lo spirito di libertà degli anni '70. Un'epoca di grandi cambiamenti sociali e culturali.

Una vocazione artistica di famiglia

Stefano Caglioni ha sempre dipinto. L'arte era per lui una vocazione innata. La sua passione per la pittura era radicata nella sua famiglia. Già sua nonna e suo padre si erano dedicati alla pittura. Questo background familiare contribuì a coltivare il suo talento.

Nel corso degli anni, Caglioni sviluppò uno stile artistico del tutto personale. Il suo stile era originale, creativo e mai banale. Le sue opere si distinguevano per la loro unicità. Evitava la scontatezza e la banalità, puntando sempre all'innovazione.

La sua arte è stata riconosciuta e celebrata attraverso diverse mostre. La prima esposizione significativa risale al giugno 1996. Fu allestita all'interno della suggestiva chiesa di S.Agostino. Questo evento segnò un importante riconoscimento per l'artista.

Le mostre e il legame con la tifoseria

Nel 2000, un'altra importante rassegna dedicata a Stefano Caglioni ebbe luogo. Questa volta la mostra si tenne al Quadriportico del Sentierone. L'evento fu organizzato e promosso da un vasto gruppo di amici e sostenitori.

Questa comunità di ammiratori era molto ampia e variegata. Tra i suoi più fedeli sostenitori spiccavano anche i tifosi dell'Atalanta. Per la tifoseria nerazzurra, “Ol Cagliù” rappresentava un vero e proprio simbolo. La sua figura trascendeva l'ambito artistico.

Purtroppo, dal 2010 la sua produzione artistica subì un'interruzione. Le ragioni erano legate a motivi di salute. Da allora, Caglioni aveva trovato residenza presso la casa di riposo di Bergamo. Qui è stata allestita la camera ardente per l'ultimo saluto.

L'ultimo saluto nella chiesa di Ognissanti

I funerali di Stefano Caglioni sono stati fissati per martedì. La cerimonia si terrà alle ore 14:15. La funzione religiosa avrà luogo nella chiesa di Ognissanti. Quest'ultima si trova all'interno del cimitero di Bergamo. La città si prepara a dare l'ultimo commosso addio al suo artista.

La notizia della sua scomparsa ha suscitato profonda tristezza. Molti ricordano la sua allegria, la sua creatività e la sua unicità. “Ol Cagliù” ha lasciato un'impronta indelebile nella memoria collettiva bergamasca. La sua arte e il suo spirito libero continueranno a vivere nei ricordi di chi lo ha conosciuto e amato.

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