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A Bergamo, Vincenzo Dongellini, 49 anni, accusato di aver ucciso la moglie Valentina Sarto, ha scelto di non rispondere alle domande dei magistrati. L'episodio ha scosso la comunità, culminando in un presidio silenzioso e una fiaccolata.

Omicidio Valentina Sarto: Dongellini non parla con i PM

Vincenzo Dongellini, 49 anni, si trova in carcere a Bergamo. È accusato di aver assassinato la moglie Valentina Sarto con diverse coltellate. L'uomo ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere durante l'interrogatorio. Ha scelto il silenzio di fronte al procuratore aggiunto Maria Cristina Rota e al sostituto Antonio Mele. La sua difesa è affidata all'avvocato Stefania Battistelli. Il gip ascolterà presto Dongellini. La polizia scientifica ha effettuato i rilievi sul luogo del delitto. La vittima avrebbe subito tra le 6 e le 8 coltellate. I colpi sono stati inferti alla schiena e al collo. L'autopsia è fissata per domani. Sarà eseguita presso l'obitorio dell'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. L'esame autoptico chiarirà l'ora esatta del decesso. La morte è stimata tra le 10 e le 11. Questo avviene circa un'ora e mezza prima della chiamata ai soccorsi. Dongellini ha chiamato la figlia 22enne. La figlia vive a Cremona. Ha dichiarato di aver tentato il suicidio dopo il fatto.

Commemorazione e fiaccolata per Valentina Sarto a Bergamo

La comunità di Bergamo si è stretta attorno alla memoria di Valentina Sarto. Si è tenuto un presidio silenzioso fuori dall'abitazione teatro del femminicidio. Numerosi residenti e donne hanno partecipato all'evento. Era presente anche la sindaca di Bergamo, Elena Carnevali. Uno striscione recitava: «La violenza sulle donne non ha mai scusanti». Egidio Siciliano, presidente del Centro di quartiere San Colombano, ha parlato ai presenti. Ha sottolineato la richiesta di vicinanza da parte dei cittadini. «Se non teniamo accesa noi questa fiaccola le cose andranno sempre peggio», ha affermato. «Essere presenti qui stasera significa ribadire che non vogliamo disinteressarci di queste vigliaccherie», ha aggiunto Siciliano. Per domani sera è stata indetta una fiaccolata. L'evento partirà alle 20:30. Il corteo prenderà le mosse dalla casa di Valentina. L'indirizzo è via Pescaria 26. Raggiungerà il piazzale dello Stadio New Balance Arena. Il Comune di Bergamo ha invitato tutti a partecipare. Le associazioni del territorio sono invitate ad aderire. L'obiettivo è testimoniare un impegno quotidiano contro la violenza. La partecipazione è un segno di solidarietà. Rappresenta una ferma condanna di ogni forma di violenza.

Il dolore della madre di Valentina Sarto: "Scusa, non ti ho protetta"

Il messaggio della madre di Valentina Sarto, Lia Ventura, è straziante. Lo ha condiviso sui social network. «Avevi 41 anni e lui ti ha tolto la vita senza pietà», scrive la madre. «Mi hai portato via da me e da chi ti amava veramente». Lia Ventura promette di tenere sempre Valentina nel suo cuore. La immagina ora riunita con i suoi cari scomparsi. «Ora starai con nonna nonno e Pina che ti terranno stretti fra le loro braccia», continua il commovente post. «Tu correrai tra i prati bellissimi con il tuo Dick e gli angeli». La madre aggiunge: «La mamma ti penserà sempre e ti porterò con me nel cuore». Spera in un ricongiungimento futuro: «Un giorno ci rivedremo e potremmo abbracciarci come facevamo quando stavamo insieme». Le parole di amore sono commosse: «Ti amo, amore di mamma». Il senso di colpa è palpabile: «Scusami se non sono riuscita a proteggerti da lui e a portarti via e portarti qui da me». La madre conclude con un grido di dolore: «Ti amo e mi manchi tantissimo». La foto allegata al post mostra Valentina con un angelo. Il dolore della madre è un simbolo della sofferenza di tante famiglie.

Movente e contesto del femminicidio a Bergamo

Il movente del femminicidio di Valentina Sarto sembra essere di natura passionale. Le indagini preliminari non hanno rivelato dissidi evidenti o precedenti episodi di violenza tra la coppia. Tuttavia, una vicina ha riferito di aver sentito litigare spesso i coniugi. La coppia, secondo le prime ricostruzioni, stava affrontando una separazione. Questo dettaglio emerge da articoli precedenti sulla vicenda. La separazione potrebbe aver innescato la tragedia. Vincenzo Dongellini era stato dimesso dall'ospedale. Era stato poi trasferito in carcere. L'uomo era stato ricoverato dopo aver tentato di togliersi la vita. La sua condizione è stata monitorata attentamente. Il contesto della separazione è cruciale per comprendere le dinamiche. Spesso le separazioni sono momenti di alta tensione. Possono sfociare in atti estremi. La testimonianza della vicina aggiunge un tassello importante. Suggerisce che le tensioni fossero presenti. Nonostante non ci fossero denunce formali. La sindaca Carnevali ha espresso rabbia e impotenza. Ha ribadito l'impegno a non fermarsi. Questo femminicidio si aggiunge a una scia di violenza. La violenza contro le donne rimane un problema grave. Le autorità locali stanno intensificando gli sforzi. Per prevenire e contrastare questi crimini. L'attenzione mediatica è alta. La comunità di Bergamo è scossa. La speranza è che la giustizia faccia il suo corso. E che si possa prevenire il ripetersi di simili tragedie. La vicenda di Valentina Sarto è un monito. Sottolinea la necessità di un impegno collettivo. Per sradicare la violenza di genere. La cronaca di Bergamo riporta spesso episodi simili. La lotta contro il femminicidio è una priorità. Le istituzioni sono chiamate a rispondere. Con azioni concrete e supporto alle vittime. La solidarietà espressa dalla comunità è un segnale positivo. Indica la volontà di non rimanere indifferenti.