Bergamo: Funerali Valentina Sarto, uccisa dal marito
Si celebrano oggi i funerali di Valentina Sarto, 41enne brutalmente assassinata dal coniuge a Bergamo. Le amiche la ricordano come una persona gentile, vittima di un uomo violento e manipolatore.
Esequie di Valentina Sarto a Bergamo
La comunità di Bergamo si stringe oggi, 24 marzo 2026, per l'ultimo saluto a Valentina Sarto. Le esequie della 41enne, tragicamente uccisa dal marito, si svolgeranno alle 10. La cerimonia funebre avrà luogo nella chiesa parrocchiale di Borgo Santa Caterina. Sarà celebrata da don Pasquale Pezzoli e don Giampaolo Tironi. Quest'ultimo è parroco di Valtesse San Colombano.
La camera ardente è stata allestita presso la Casa del commiato Beppe e Alessandra Vavassori. Si trova in Via San Bernardino. È aperta al pubblico da venerdì sera. Un flusso costante di persone ha reso omaggio a Valentina. Amici, colleghi e semplici conoscenti hanno visitato la camera ardente. Hanno voluto esprimere il loro cordoglio alla famiglia.
Il feretro di Valentina verrà poi accompagnato dalla casa del commiato alla chiesa. Sarà un momento di commiato collettivo. La comunità bergamasca dimostra così il suo profondo dolore. Si unisce alla sofferenza della famiglia in questo momento difficile.
Il fratello Luca chiede giustizia
Tra i presenti alla camera ardente c'era anche Luca Sarto. È il fratello di Valentina, 33 anni. È tornato appositamente dalla Germania per partecipare ai funerali. Ha espresso il suo dolore e la sua incredulità. «L’avevo sentita a Capodanno, il 31 dicembre», ha dichiarato. «È anche il giorno del suo compleanno. Non ero a conoscenza delle violenze che Valentina subiva».
Luca ha vissuto per circa 8 mesi con la sorella e il marito di lei, Vincenzo Dongellini. Questo periodo risale a qualche anno fa. Vivevano a Bellaria, in Emilia-Romagna. «Ero lì con loro per motivi di lavoro, a fare la stagione estiva», ha spiegato.
Il fratello descrive Vincenzo Dongellini come una persona che all'epoca appariva senza problemi. «Uscivamo insieme, andavamo a ballare e a divertirci», ha ricordato Luca. «Qualche volta c’erano liti tra loro due, ma quelle normali, che capitano ogni tanto tra fidanzati. Mai nessuna mano alzata». Queste parole sottolineano la drammatica discrepanza tra la percezione esterna e la realtà vissuta da Valentina.
Anche Luca si unisce al coro di richieste di giustizia. «Spero che quell’uomo rimanga in carcere a vita», ha affermato con amarezza. La sua testimonianza aggiunge un ulteriore tassello alla ricostruzione della dinamica familiare.
Le amiche: "Violento e manipolatore"
Le amiche di Valentina Sarto hanno condiviso parole cariche di dolore e rabbia. Si sostengono a vicenda in questi giorni difficili. «Vincenzo ha manipolato tantissimo la situazione», hanno raccontato alcune di loro. «Si presentava come una persona che non era». Hanno aggiunto dettagli sulla manipolazione psicologica subita da Valentina.
«Diceva che Valentina aveva ‘il cuore di ghiaccio, io ce l’ho buono’», hanno riferito le amiche. «Invece quella con il cuore buono era lei. E così è stato, fino alla fine». Queste parole dipingono un quadro inquietante. Evidenziano la strategia di svalutazione e disumanizzazione attuata dal marito.
Valentina aveva confidato alle sue amiche le violenze e le minacce subite dal marito. «Abbiamo provato a parlare anche con lui, ma minimizzava, faceva finta di niente», hanno rivelato. «Se avessimo immaginato tutto questo già prima, non avremmo mai festeggiato quel matrimonio». Il rimpianto e il senso di impotenza emergono chiaramente dalle loro dichiarazioni.
La violenza domestica, spesso celata dietro una facciata di normalità, ha avuto conseguenze devastanti. Le amiche sottolineano come la manipolazione abbia reso difficile riconoscere la gravità della situazione. Hanno espresso rammarico per non aver potuto intervenire prima.
Bergamo si stringe nel dolore
Il corpo di Valentina Sarto verrà sepolto in provincia di Pavia. Lì risiede la madre, Lia. Bergamo, che ormai era diventata casa per Valentina, continua a raccogliersi nel dolore. La città rende omaggio alla sua memoria in vari modi. Un gesto di vicinanza e solidarietà verso la famiglia.
Durante la partita di calcio tra Atalanta e Verona, disputata domenica alla New Balance Arena, sono apparsi striscioni di cordoglio. Sotto la Curva Nord sono state esposte scritte come «Ciao Valentina» e «Basta femminicidi». Questi messaggi testimoniano la profonda commozione della città.
Valentina Sarto lavorava presso il “Baretto”. È uno storico locale frequentato dai tifosi dell’Atalanta. Era conosciuta per il suo sorriso e la sua gentilezza. La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile. La sua memoria vive nel ricordo di chi l’ha conosciuta e amata. E nella ferma volontà di dire basta alla violenza sulle donne.
Il tragico evento ha scosso profondamente la comunità bergamasca. Ha riacceso i riflettori sulla piaga del femminicidio. La richiesta di giustizia e di maggiore consapevolezza risuona forte. Si spera che da questa tragedia possa nascere un impegno concreto per prevenire simili orrori in futuro. La memoria di Valentina Sarto diventi un monito.
Le indagini sull'omicidio proseguono. Il marito, Vincenzo Dongellini, è attualmente in custodia cautelare. Le autorità stanno ricostruendo con precisione i fatti. Si analizzano tutte le prove a disposizione. La comunità attende risposte e giustizia per Valentina. La speranza è che la sua storia possa contribuire a un cambiamento culturale. Un cambiamento volto a proteggere le vittime di violenza domestica.
La violenza domestica è un fenomeno complesso. Spesso si manifesta con escalation di abusi fisici e psicologici. Il caso di Valentina Sarto evidenzia l'importanza del supporto alle vittime. E la necessità di rompere il silenzio. Le amiche hanno avuto il coraggio di parlare. Hanno rotto il muro di omertà. Hanno reso pubblica la sofferenza di Valentina. Questo atto di coraggio è fondamentale.
La città di Bergamo ha dimostrato grande solidarietà. La partecipazione ai funerali e i messaggi di cordoglio sono una testimonianza tangibile. La vicinanza alla famiglia è un segnale importante. Ma la lotta contro la violenza di genere richiede un impegno costante. Un impegno che va oltre il singolo evento tragico. Richiede azioni concrete a livello sociale e legislativo.
La figura di Valentina Sarto, ricordata per la sua gentilezza e il suo sorriso, contrasta fortemente con la brutalità del suo assassinio. Questo contrasto amplifica il senso di ingiustizia. E rafforza la determinazione a non dimenticare. La sua storia deve diventare un simbolo. Un simbolo di speranza per tutte le donne che vivono in situazioni di abuso. E un monito per chi perpetra violenza.
Il percorso verso una società più sicura e rispettosa è ancora lungo. Eventi come questo ci ricordano quanto sia fragile la sicurezza. E quanto sia importante vigilare. E intervenire tempestivamente. La memoria di Valentina Sarto continuerà a vivere. Verrà portata avanti da chi non si arrende di fronte alla violenza.
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