Bergamo dice addio a Valentina Sarto, 41 anni, uccisa dal marito. I funerali si sono tenuti nella parrocchia di Borgo Santa Caterina, con una folta partecipazione di amici, familiari e tifosi dell'Atalanta. Le parole di cordoglio hanno ricordato la sua forza e il suo sorriso.
Bergamo: l'ultimo saluto a Valentina Sarto
La comunità di Bergamo si è riunita ieri, 25 marzo 2026, per l'ultimo commosso addio a Valentina Sarto. La 41enne, vittima di un tragico femminicidio, è stata ricordata nella parrocchia di Borgo Santa Caterina. Le esequie sono state celebrate da don Pasquale Pezzoli e don Giampaolo Tironi.
Centinaia di persone hanno gremito la chiesa e gli spazi esterni. Molti hanno voluto stringersi attorno ai familiari di Valentina, mostrando solidarietà e dolore. La cerimonia è stata un momento di riflessione profonda sulla violenza e sulla necessità di non abituarsi ad essa.
Le parole pronunciate durante l'omelia hanno sottolineato la fragilità del cuore umano. Un gesto di presunta potenza, come quello che ha strappato Valentina alla vita, si è rivelato invece un atto di estrema debolezza. La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile e un senso di impotenza in chi le voleva bene.
Le parole degli amici: "Una donna piena di sogni"
Silvia e Stefania, amiche intime di Valentina Sarto, hanno letto una lettera toccante. Hanno descritto Valentina come «una ragazza piena di sogni, con tanta voglia di vivere». Hanno ricordato il suo sorriso, sempre presente «nonostante l’inferno che stavi vivendo».
Le amiche hanno evidenziato la sua forza interiore, definendola «la nostra ancora, la nostra sorellina». Hanno rievocato i momenti felici condivisi, in particolare la sua passione per il ballo. «Grazie per aver camminato accanto a noi», hanno detto, augurandole di poter ora «correre avanti dove nessuno può farti del male».
Hanno concluso con un pensiero poetico: «Piccola farfalla, ora vola libera. Ti vogliamo bene». Queste parole hanno suscitato una profonda commozione tra i presenti, testimoniando l'affetto profondo che legava Valentina alle sue amiche.
La partecipazione della comunità e dei tifosi
Alla cerimonia funebre era presente anche la sindaca di Bergamo, Elena Carnevali. La sua presenza ha voluto sottolineare la vicinanza dell'amministrazione comunale alla famiglia e l'impegno a contrastare la violenza di genere.
Un nutrito gruppo di tifosi dell'Atalanta, la squadra del cuore, ha partecipato alle esequie. Valentina Sarto lavorava infatti presso il Baretto, un noto punto di ritrovo per i sostenitori nerazzurri. La loro presenza ha testimoniato il legame di Valentina con la comunità sportiva e locale.
Il dolore era palpabile. All'ingresso del feretro, la mamma Lia e il fratello Simone hanno chinato il capo sulla bara, sopraffatti dal dolore. La madre ha confessato con voce rotta: «Non pensavo che arrivasse fino a quel punto», riferendosi alla violenza subita dalla figlia.
Un addio musicale e commosso
Il rito funebre si è concluso con la musica. Al termine della celebrazione, è stata intonata la canzone «Aspettami» di Vasco Rossi. Un brano che ha accompagnato i pensieri e le emozioni di chi era presente.
All'uscita del feretro, un'altra canzone ha risuonato nella chiesa: «Gli angeli». Un'amica, Francesca, l'ha cantata davanti alla bara, sommersa dalle lacrime. Un momento di pura emozione che ha suggellato l'ultimo viaggio di Valentina.
La comunità di Bergamo, attraverso queste manifestazioni di affetto e cordoglio, ha voluto dare un ultimo, dignitoso saluto a Valentina Sarto. La sua memoria vivrà nel ricordo di chi l'ha conosciuta e amata, e nell'impegno collettivo a combattere ogni forma di violenza.
Contesto: il femminicidio a Bergamo
La tragica vicenda di Valentina Sarto si inserisce in un contesto purtroppo ancora attuale di femminicidi in Italia. Secondo i dati più recenti, la violenza di genere continua a rappresentare una piaga sociale.
Le statistiche nazionali indicano che la maggior parte degli omicidi di donne avviene in ambito familiare o affettivo. Spesso le vittime sono donne che hanno deciso di interrompere una relazione o che hanno manifestato l'intenzione di farlo.
La sindaca Elena Carnevali ha più volte ribadito la necessità di sconfiggere «la cultura del possesso», che vede le donne come oggetti e non come persone con pari dignità. Questo tipo di mentalità è alla radice di molti atti di violenza.
Le autorità locali e nazionali stanno lavorando per rafforzare le misure di prevenzione e protezione per le donne a rischio. Tuttavia, la sensibilizzazione e l'educazione culturale rimangono strumenti fondamentali per un cambiamento duraturo.
La vicenda di Valentina Sarto, purtroppo, evidenzia ancora una volta quanto sia urgente un impegno congiunto per eradicare la violenza contro le donne. Le parole pronunciate durante il funerale, così come la partecipazione della comunità, dimostrano la volontà di non dimenticare e di lottare per un futuro più sicuro.
Il marito di Valentina, Vincenzo Dongellini, è stato dimesso dall'ospedale e successivamente tradotto in carcere. Si attende il suo interrogatorio per chiarire ulteriormente i contorni della vicenda. Le indagini proseguono per ricostruire l'esatta dinamica dei fatti.
Le amiche di Valentina avevano già espresso preoccupazione per le minacce ricevute da Vincenzo. Si parlava di una relazione in crisi e della volontà di separazione, circostanze che purtroppo spesso precedono tragedie simili.
La comunità di Bergamo, scossa da questo evento, si stringe nel dolore, ma anche nella ferma volontà di non abbassare la guardia contro la violenza di genere. Il ricordo di Valentina diventi un monito e uno stimolo ad agire.