Bergamo: fiaccolata silenziosa per Valentina Sarto
Fiaccolata in memoria di Valentina Sarto
Una fiaccolata silenziosa è stata organizzata a Bergamo per venerdì sera, 20 marzo, in memoria di Valentina Sarto, la 41enne vittima di femminicidio. L'iniziativa, promossa dal Comune di Bergamo e dalla rete interistituzionale Antiviolenza Bergamo-Dalmine, mira a essere un momento di raccoglimento e di vicinanza alla famiglia, ma anche un forte segnale contro la violenza di genere.
Il ritrovo è fissato per le ore 20:30 in via Pescaria 26, luogo in cui è avvenuto il tragico delitto. Da qui, il corteo si snoderà lungo via Crescenzi fino a raggiungere il piazzale dello Stadio New Balance Arena.
Un appello alla partecipazione cittadina
L'amministrazione comunale invita tutta la cittadinanza a partecipare a questo momento di commemorazione. Vengono inoltre sollecitate le associazioni del territorio ad aderire, per testimoniare un impegno collettivo e condiviso contro la violenza sulle donne. L'obiettivo è rafforzare la consapevolezza che la lotta alla violenza di genere richiede un'azione quotidiana e costante da parte di tutta la comunità.
Il dolore del Consiglio delle Donne
Il Consiglio delle Donne di Bergamo ha espresso profondo dolore e sgomento per il tragico evento. In una nota, l'organismo sottolinea come questo ennesimo femminicidio colpisca non solo la vittima, ma l'intera comunità. Viene ribadita la vicinanza alla famiglia di Valentina Sarto e ai suoi cari, condividendone il dolore.
Il Consiglio evidenzia come il femminicidio non sia un fatto isolato, ma l'esito estremo di una visione arcaica e prevaricatrice ancora presente nella società. Viene sottolineata l'urgenza di contrastare tale fenomeno con strumenti educativi, politici e sociali, promuovendo una cultura basata sul rispetto, sull'autodeterminazione e sulla libertà femminile.
Rafforzare prevenzione e educazione
L'appello del Consiglio delle Donne si estende alle istituzioni, alle realtà educative e a tutta la cittadinanza, chiedendo di non rimanere indifferenti. Si sollecita il rafforzamento delle politiche di prevenzione, il sostegno ai centri antiviolenza e la promozione di percorsi educativi sul rispetto e sulle differenze, a partire dalle nuove generazioni. Viene affermato con forza il diritto di ogni donna a vivere libera e sicura, con la promessa che il Consiglio continuerà a battersi affinché tragedie simili non si ripetano.