Oltre 700 persone unite contro la violenza
Una folla di oltre 700 persone si è riunita a Bergamo per una fiaccolata silenziosa in memoria di Valentina Sarto, la barista 41enne brutalmente uccisa dal marito. L'iniziativa, organizzata per dire basta alla violenza di genere, è partita ieri sera, venerdì 20 marzo, dall'abitazione della vittima.
Il corteo, illuminato da centinaia di fiaccole, ha preso il via da via Pescaria, luogo del tragico femminicidio, per poi snodarsi per le vie della città fino a raggiungere lo Stadio. Un momento di profondo raccoglimento e solidarietà per rendere omaggio a Valentina e testimoniare vicinanza alla sua famiglia.
La partecipazione delle istituzioni e della cittadinanza
Tra i partecipanti alla fiaccolata, oltre alla cittadinanza comune che ha voluto esprimere il proprio cordoglio, erano presenti anche i familiari di Valentina Sarto. Un segno tangibile di vicinanza e supporto in un momento di immenso dolore.
Hanno preso parte all'iniziativa anche diverse figure istituzionali. La sindaca di Bergamo, Elena Carnevali, ha espresso il suo cordoglio e la sua vicinanza alla famiglia, partecipando attivamente al corteo. Presenti anche membri della giunta comunale e consiglieri di minoranza, a testimonianza dell'unità cittadina di fronte a un simile dramma.
Il percorso e le parole della sindaca
Il corteo silenzioso ha percorso un itinerario che da via Pescaria ha raggiunto via Crescenzi, per poi concludersi nel piazzale antistante il Lazzaretto, vicino allo Stadio. Lungo il tragitto, il numero dei partecipanti è cresciuto, raggiungendo le 700 unità.
Nel punto di arrivo, la sindaca Elena Carnevali ha preso la parola, dopo aver precedentemente abbracciato il fratello della vittima, Simone. Le sue parole hanno sottolineato l'importanza di non dimenticare Valentina e di continuare a lottare contro ogni forma di violenza.
I dettagli sull'autopsia
Le indagini sulla morte di Valentina Sarto proseguono. I risultati dell'autopsia, attesi per oggi, dovrebbero confermare la causa del decesso della 41enne. Si parla di 19 coltellate, di cui due risultate fatali, inferte nella zona cervicale e della gola, un dettaglio agghiacciante che sottolinea la brutalità dell'aggressione.