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Un amico di Pamela Genini, modella 29enne uccisa a Milano, denuncia minacce e aggressioni subite. Sospetta un piano per zittirlo perché conosce troppi dettagli sul caso. La tomba della giovane è stata profanata nei giorni scorsi.

Amico di Pamela Genini denuncia minacce

Francesco Dolci, imprenditore edile e amico di Pamela Genini, la 29enne vittima di femminicidio, ha parlato pubblicamente. Ha dichiarato di aver subito minacce e aggressioni per mesi. Queste intimidazioni sarebbero mirate a impedirgli di parlare. Dolci teme per la sua vita. Ha affermato di avere ancora molto da dire agli inquirenti per ottenere giustizia per Pamela.

L'imprenditore ha accennato a un «disegno criminoso» volto a zittirlo. Sostiene di sapere «troppe cose». Ha già fornito elementi utili alle indagini. Tuttavia, attende di essere nuovamente chiamato dagli inquirenti per rivelare ulteriori dettagli. La situazione è complessa e rischiosa. Dolci ha sottolineato che le intimidazioni avvengono quotidianamente da parte di soggetti diversi.

Collegamento tra profanazione e minacce

Francesco Dolci ipotizza un legame tra la violazione della tomba di Pamela Genini e le minacce subite. La bara della giovane è stata aperta nel cimitero di Strozza, in Valle Imagna. La sua testa sarebbe stata asportata. Dolci ha dovuto cambiare casa a causa di violazioni di domicilio. La sua vita sarebbe a rischio.

L'ultima aggressione documentata ha riguardato la cassetta della posta. L'imprenditore è convinto che dietro questi eventi ci sia un piano orchestrato da più persone. La profanazione del cadavere e le minacce all'amico sarebbero parte dello stesso disegno. Dolci si mostra ottimista sugli sviluppi delle indagini, grazie anche al suo contributo. Ha però ribadito di non aver ancora rivelato tutto agli inquirenti.

Indagini sulla profanazione e sul movente

Le indagini sulla profanazione della tomba di Pamela Genini procedono nel massimo riserbo. La Procura di Bergamo ha aperto un fascicolo. Le ipotesi di reato sono vilipendio di cadavere e furto. La testa della giovane non è stata ancora ritrovata. Il cadavere è sotto sequestro per una seconda autopsia. Questa servirà a stabilire con precisione quando è avvenuta la profanazione. Sono trascorsi circa cinque mesi dal funerale, avvenuto il 24 ottobre.

La lastra di zinco che sigillava la bara sarebbe stata tagliata e poi riposizionata con silicone. Si ritiene che non possa aver agito una sola persona. Il peso della bara supera i 100 chili. Gli autori del gesto avrebbero agito con cura, ripristinando anche i fiori. Questo per evitare che la violazione venisse notata subito. Il movente non sarebbe economico o estorsivo. Secondo Dolci, qualcuno vuole semplicemente «mettere a tacere».

L'appello della madre

La madre di Pamela Genini ha lanciato un appello straziante. Ha espresso un dolore insopportabile per la perdita della figlia e la profanazione della sua salma. Ha implorato aiuto per ritrovare la testa della giovane. La famiglia non riesce più ad andare avanti. La madre spera che chi ha compiuto questo gesto terribile possa pentirsi.

In carcere per l'omicidio di Pamela Genini si trova l'ex compagno, Gianluca Soncin. È accusato di averla uccisa lo scorso 14 ottobre con oltre trenta coltellate. L'omicidio avvenne nell'appartamento della coppia nel quartiere Gorla a Milano. Le indagini sulla profanazione mirano a identificare i responsabili di questo «scempio disumano».

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