Cronaca

Bergamo: 57enne a processo per diffusione video intimo

14 marzo 2026, 03:15 2 min di lettura
Bergamo: 57enne a processo per diffusione video intimo Immagine generata con AI Bergamo
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Diffusione illecita di materiale esplicito

Un uomo di 57 anni è comparso ieri davanti al Tribunale di Bergamo per rispondere dell'accusa di diffusione illecita di immagini e video sessualmente espliciti, privi del consenso della persona ritratta. L'episodio risale al giugno 2022, quando è scattata la denuncia che ha dato avvio alle indagini.

Secondo quanto emerso, l'imputato avrebbe registrato un video di natura intima con una donna di 46 anni, di origini brasiliane, senza che quest'ultima fosse a conoscenza della ripresa. Il filmato, destinato a rimanere privato, è stato successivamente condiviso tramite WhatsApp tra amici comuni, accompagnato da un messaggio esplicito: «Guardalo fino alla fine e riconosci chi è».

Le indagini e la testimonianza in aula

Le indagini hanno rivelato che il video è stato visionato da almeno una ventina di persone. La parte offesa, venuta a conoscenza della diffusione, ha sporto denuncia. All'epoca dei fatti, l'imputato e la donna convivevano nell'abitazione dell'uomo, sebbene la loro frequentazione non fosse definita una vera e propria relazione sentimentale.

Durante l'udienza, sono stati ascoltati alcuni testimoni che conoscevano entrambi e che hanno confermato di aver visto il filmato. Uno dei testi ha riferito di aver ricevuto una telefonata dalla vittima, la quale esprimeva grande agitazione e piangeva a causa delle immagini che la ritraevano in una situazione compromettente. La donna si è detta determinata a proseguire con la querela, non volendo ritirarla.

Contesto e sviluppi processuali

Il contesto in cui sono maturati i fatti è stato descritto come «sopra le righe», con riferimento anche all'uso di sostanze stupefacenti. Quando i Carabinieri si sono presentati a casa dell'imputato per eseguire un decreto di perquisizione relativo al filmato, l'uomo e la donna si trovavano ancora insieme.

Il processo, condotto dal giudice Rillosi con il pubblico ministero Magnolo, prosegue con l'esame dei testi per chiarire ulteriormente la dinamica dei fatti e le responsabilità dell'imputato nella condivisione del materiale video.

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