Un uomo di 42 anni è stato condannato ad Ancona a quattro anni di carcere per aver adescato online una minorenne di 12 anni. L'indagine ha rivelato anche il possesso di centinaia di file pedopornografici.
Condanna per adescamento e pedopornografia ad Ancona
La giustizia ha emesso una sentenza severa ad Ancona. Un uomo di 42 anni dovrà scontare quattro anni di reclusione.
Le accuse includono atti sessuali con una minorenne. Sono state contestate anche la detenzione e la diffusione di materiale pedopornografico.
La decisione è arrivata dal tribunale di Ancona. La giudice Francesca De Palma ha pronunciato la sentenza con rito abbreviato.
L'imputato è un tecnico informatico. All'epoca dei fatti risiedeva nella provincia di Cremona. La sua età era di 42 anni.
La vicenda della giovane vittima e le indagini
Al centro del procedimento giudiziario vi è la storia di una giovane ragazza. Aveva solo 12 anni all'inizio della vicenda. Ora ne ha 16.
La ragazza ha deciso di confidarsi con i suoi insegnanti. Ha parlato anche con una psicologa scolastica. Aveva manifestato evidenti disagi a scuola.
La minore ha raccontato di aver conosciuto l'uomo su una chat. Era un sito per incontri tra sconosciuti. L'estate del 2022 fu il periodo del primo contatto.
Inizialmente ci furono solo semplici messaggi scambiati. Successivamente si passò allo scambio di numeri telefonici. I contatti proseguirono su WhatsApp.
Tra settembre e ottobre 2022, l'uomo avrebbe raggiunto la ragazza ad Ancona. Le visite documentate sono state cinque.
Estensione delle indagini e ritrovamento di materiale illecito
La denuncia è partita dalla madre della giovane vittima. Le forze dell'ordine hanno raccolto la segnalazione. La Squadra Mobile ha avviato le indagini.
Le indagini hanno ampliato il quadro delle accuse. L'uomo avrebbe adescato online altre tre minorenni. Avevano tra i 12 e i 13 anni.
Queste altre vittime risiedevano in diverse città. Tra queste Bergamo, Parma e Crema. L'uomo chiedeva loro foto e video.
Raccomandava esplicitamente di non parlare con nessuno. La riservatezza era un elemento chiave delle sue richieste.
Nel maggio 2023 è scattata una perquisizione. Gli investigatori hanno sequestrato diversi dispositivi. Tra questi il cellulare dell'uomo.
L'analisi forense dei dispositivi è stata approfondita. Ha portato al rinvenimento di quasi 500 file pedopornografici. C'erano anche le chat con le vittime.
Il materiale sequestrato riguardava anche la giovane vittima di Ancona. L'indagine ha quindi confermato le accuse.
Il percorso processuale e la difesa
L'uomo era stato precedentemente raggiunto da una misura cautelare. Questa misura è stata successivamente revocata. Non è rimasto in carcere in attesa del processo.
Durante il dibattimento, l'imputato ha sempre negato le accuse. Ha respinto ogni addebito.
Era difeso dagli avvocati Danilo Pichierri e Carlo Pellegri. La difesa aveva anche presentato certificazioni mediche.
La minorenne di Ancona si è costituita parte civile. Ha intrapreso questa azione legale per ottenere un risarcimento.
I suoi legali sono Silvia Paoletti e Roberto Regni. La sua partecipazione al processo è stata fondamentale.