Cultura

Anaïs Drago al Bergamo Jazz: un jazz che sfida l'equilibrio

18 marzo 2026, 08:01 3 min di lettura
Anaïs Drago al Bergamo Jazz: un jazz che sfida l'equilibrio Immagine da Wikimedia Commons Bergamo
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Anaïs Drago protagonista al Bergamo Jazz Festival

La violinista e performer Anaïs Drago sarà protagonista di un'esibizione al Bergamo Jazz Festival. L'appuntamento è fissato per sabato 21 marzo, alle ore 11, presso l'Accademia Carrara. L'artista presenterà il suo progetto musicale intitolato «Relevé».

L'evento si inserisce nella sezione «Jazz in città», dedicata all'esplorazione degli spazi culturali bergamaschi. Sul palco, Drago sarà affiancata dal clarinettista Federico Calcagno e dal batterista e percussionista Max Trabucco. La performance promette un'immersione in un jazz che va oltre le convenzioni, sfidando le aspettative.

Un percorso musicale non convenzionale

Il cammino artistico di Anaïs Drago si distingue per la sua originalità e la costante ricerca. Vincitrice del prestigioso «Top Jazz 2022» e prima classificata al concorso internazionale «Seifert Competition 2024», Drago è un talento poliedrico. La sua formazione classica al violino si è evoluta abbracciando l'improvvisazione radicale, la composizione e la performance, mescolando jazz, elettronica e teatro musicale.

Nata a Biella nel 1993, la sua carriera è stata segnata da incontri inattesi e da una profonda curiosità. Un primo scossone è arrivato durante l'adolescenza, quando ha sperimentato con la musica folk irlandese. Il vero punto di svolta, tuttavia, si è verificato dopo il diploma in violino classico, quando le è stato chiesto di improvvisare su uno standard jazz, rivelandole un universo musicale sconosciuto.

L'improvvisazione come linguaggio centrale

L'incontro con il jazz ha aperto a Drago nuove prospettive, allontanandola da un percorso professionale già tracciato. Ha iniziato a studiare autonomamente, esplorando linguaggi diversi, per poi approfondire arrangiamento e composizione jazz, dedicando la sua tesi a Frank Zappa. L'improvvisazione è diventata progressivamente il fulcro del suo linguaggio musicale.

Se inizialmente lo spazio vuoto della pagina senza spartito generava un senso di vertigine, oggi la libertà dell'improvvisazione rappresenta la sua comfort zone. La sua musica si nutre di questa tensione verso l'apertura e l'esplorazione, contaminando generi diversi senza mai cercare l'originalità fine a se stessa, ma guidata da una curiosità autentica.

«Relevé»: equilibrio e movimento sul palco

Il progetto «Relevé», che porterà a Bergamo, nasce dal desiderio di tornare a una dimensione più dinamica e relazionale dopo un periodo dedicato al lavoro in solo. La formazione strumentale, priva di strumenti armonici tradizionali come pianoforte o chitarra e di uno strumento di basso, crea un assetto volutamente instabile, una «precarietà» suggerita dall'organico stesso.

Il titolo, tratto dal lessico del balletto classico, evoca il movimento del danzatore che si solleva sulle punte: una posizione apparentemente statica che richiede un continuo lavoro di tensione ed equilibrio. La musica del trio prende forma in questa zona di instabilità, attraverso un dialogo aperto tra le diverse identità sonore dei musicisti, un'intesa umana consolidata nel tempo che si traduce in un continuo riequilibrarsi sul palco.

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