Aggressioni medici: servono più cultura e meno conflitti
Giornata nazionale contro violenza su sanitari
Giovedì 12 marzo si celebra la giornata nazionale dedicata all'educazione e alla prevenzione delle aggressioni contro gli operatori sanitari e socio-sanitari. La FNOMCeO (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri) ha lanciato una nuova campagna per sensibilizzare l'opinione pubblica sul preoccupante aumento della violenza, specialmente nei pronto soccorso.
Lo slogan scelto, «Il medico per me è uno di famiglia», accompagna uno spot che verrà proiettato durante il convegno nazionale «Curare senza paura» a Perugia. La campagna prevede anche affissioni in tutta Italia e contenuti sui social media, con l'obiettivo di raggiungere un vasto pubblico.
Analisi del fenomeno e sfiducia
Il dottor Guido Marinoni, presidente dell'Ordine dei Medici di Bergamo, individua due cause principali dietro le aggressioni. Da un lato, le nuove modalità di interazione sociale, spesso mediate dai social network, che favoriscono polarizzazioni e conflittualità. Dall'altro, una progressiva perdita di autorevolezza del ruolo medico, che richiede nuovi approcci per ricostruire un solido rapporto di fiducia con i pazienti.
Un'indagine commissionata dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici ha rivelato che, nonostante un'alta fiducia nella scienza medica (90%), emergono criticità nelle aspettative dei cittadini. Le promesse politiche, unite a problemi concreti come le lunghe liste d'attesa e la carenza di medici di base, scaricano sui professionisti sanitari la frustrazione per diritti proclamati ma non sempre esigibili.
Soluzioni: deterrenza e formazione
Marinoni riconosce l'importanza del rafforzamento delle norme di deterrenza contro le aggressioni, ma sottolinea come questo non sia sufficiente. È fondamentale investire in un cambiamento culturale, partendo dall'educazione civica nelle scuole e dall'insegnamento di un uso consapevole dei social media per contrastare l'odio online.
Parallelamente, è necessario formare i professionisti sanitari su tecniche di comunicazione e gestione dei conflitti. L'obiettivo è fornire loro strumenti per affrontare situazioni difficili con un approccio positivo, riducendo la conflittualità. Marinoni auspica inoltre una maggiore trasparenza da parte della politica riguardo alle reali capacità e ai limiti del Servizio Sanitario Nazionale.