Cronaca

Aggressioni medici: Marinoni chiede più cultura e meno conflitti

15 marzo 2026, 22:20 3 min di lettura
Aggressioni medici: Marinoni chiede più cultura e meno conflitti Immagine generata con AI Bergamo
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Giornata nazionale contro violenza sui sanitari

Giovedì 12 marzo si celebra la giornata nazionale dedicata all'educazione e alla prevenzione contro le aggressioni al personale sanitario e socio-sanitario. La Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO) ha lanciato una nuova campagna per sensibilizzare l'opinione pubblica sul crescente fenomeno della violenza, particolarmente diffuso nei reparti di emergenza-urgenza.

Lo slogan scelto, «Il medico per me è uno di famiglia», accompagna uno spot che verrà proiettato durante il convegno nazionale «Curare senza paura» a Perugia. La campagna, già diffusa tramite manifesti e riviste, approderà anche sui canali social della FNOMCeO e, in autunno, nei cinema.

Spot e testimonianze: il valore del medico

Lo spot racconta la storia di un paziente frustrato dall'attesa al Pronto Soccorso, la cui impazienza viene placata dalle testimonianze di altri cittadini. Una signora gli fa notare la gravità di altri casi, mentre una bambina ringrazia commossa la chirurga che le ha salvato la vita. L'inversione di ruoli avviene quando il paziente, entrato finalmente in visita, si preoccupa per la stanchezza del medico, riconoscendo il valore del suo lavoro con la frase: «È impossibile non volere bene ai medici, perché ti fanno stare bene».

Marinoni: conflittualità sociale e ruolo del medico

Il dottor Guido Marinoni, presidente dell'Ordine dei Medici di Bergamo, analizza il fenomeno delle aggressioni evidenziando due fattori chiave. Il primo riguarda le nuove dinamiche relazionali, sempre più mediate dai social network, che favoriscono polarizzazioni e conflittualità. Questo clima si riflette nei rapporti interpersonali, rendendoli più tesi rispetto al passato.

Il secondo aspetto riguarda il mutato ruolo sociale del medico. Secondo Marinoni, la figura medica non gode più dell'autorevolezza di un tempo, rendendo necessaria la ricerca di nuovi strumenti per ricostruire un rapporto di fiducia con i pazienti. Una recente indagine dell'Istituto Piepoli, commissionata dalla FNOMCeO, conferma un'elevata fiducia nella scienza (90%) e nella medicina (90%), così come nel medico di famiglia (81%).

Aspettative e criticità del Servizio Sanitario Nazionale

Marinoni sottolinea come le ampie promesse del Servizio Sanitario Nazionale italiano, a differenza di altri sistemi sanitari esteri, abbiano generato aspettative elevate. Queste si scontrano con problemi concreti come le lunghe liste d'attesa e diritti proclamati ma non sempre esigibili. In questo contesto, il medico si trova a essere il primo interlocutore, costretto a comunicare dinieghi che non dipendono dalla sua volontà ma da decisioni politiche.

Le problematiche quotidiane includono disfunzioni del sistema informatico regionale, la gestione delle liste d'attesa e la carenza di medici di base, con carichi di lavoro spesso insostenibili. Questi fattori contribuiscono a scaricare sul personale sanitario la frustrazione derivante dalle difficoltà del sistema.

Rafforzare norme e investire sulla cultura

Il presidente dell'Ordine dei Medici di Bergamo ritiene che il sistema di deterrenza attuale sia valido e che il rafforzamento delle norme sia un passo positivo. Tuttavia, Marinoni insiste sulla necessità di un intervento parallelo sulla cultura. L'educazione civica nelle scuole e una maggiore consapevolezza sull'uso dei social media sono fondamentali per contrastare l'odio e la conflittualità online, che poi si ripercuotono nella vita reale.

Sul fronte professionale, è strategico formare il personale sanitario su tecniche di comunicazione, distensione e problem-solving per adottare un approccio positivo con pazienti e utenti. Queste competenze, una volta acquisite e potenziate, possono ridurre la conflittualità e migliorare la gestione delle situazioni critiche. Marinoni conclude auspicando una maggiore trasparenza da parte della politica riguardo alle reali capacità e ai limiti del Servizio Sanitario Nazionale.

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