Aggressioni a sanitari: +53% in Bergamasca nel 2024
Allarme aggressioni nel settore sanitario bergamasco
Nel corso del 2024, la provincia di Bergamo ha registrato un preoccupante aumento degli episodi di violenza nei confronti del personale sanitario. Sono stati documentati ben 505 casi, un dato che supera abbondantemente una aggressione al giorno. Questo incremento, pari al +53% rispetto all'anno precedente, riflette una crescente criticità nel rapporto tra pazienti e operatori.
I dati provengono da un sistema centralizzato gestito dall’Agenzia di controllo del sistema sociosanitario lombardo e dalla Direzione generale Welfare. Le segnalazioni provengono da medici, infermieri, operatori socio-sanitari e personale amministrativo, sia del settore pubblico che privato. L'aumento delle cifre potrebbe essere interpretato anche come un miglioramento nella raccolta dati e una maggiore sensibilità delle vittime nel denunciare, ma una parte di questi episodi rimane sommersa.
Le testimonianze: «Casi all'ordine del giorno»
La gravità della situazione è confermata dalle voci degli stessi professionisti. Guido Marinoni, presidente dell’Ordine dei medici di Bergamo, parla di «casi all’ordine del giorno» e sottolinea come i dati siano «ampiamente sottostimati». Secondo Marinoni, questo fenomeno è specchio di una società sempre più polarizzata, dove figure professionali un tempo rispettate faticano a mantenere il loro riconoscimento sociale.
Anche Stefano Magnone, segretario regionale dell’Anaao-Assomed e chirurgo presso l’ospedale Papa Giovanni XXIII, riporta esperienze dirette. «Un paziente riteneva di non essere stato assistito a dovere e ha iniziato a inveire e urlare con veemenza», racconta, descrivendo la situazione come un tentativo di svuotare il mare con un cucchiaino, a fronte di un diffuso imbarbarimento dei rapporti sociali. La normativa penale, pur inasprita, non sempre risulta un deterrente efficace.
Le aree più a rischio e le contromisure
Le maggiori tensioni si concentrano nel cosiddetto «front office», ovvero nei reparti di emergenza-urgenza e nella medicina di base. Marco Agazzi, presidente dello Snami Bergamo (sindacato dei medici di famiglia), evidenzia una forte esasperazione nella popolazione, talvolta alimentata da una comunicazione mediatica errata su specifici casi di cronaca. L'obiettivo è creare un rapporto più sereno tra operatori e cittadini.
Gianluca Solitro, presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche di Bergamo, definisce gli operatori sanitari come il «punching ball dei pazienti». Per contrastare il fenomeno, l'Ordine ha promosso l'installazione di «panchine viola» negli ospedali bergamaschi, simboli visibili per ricordare l'importanza di prendersi cura di chi si prende cura degli altri. La Regione Lombardia ha risposto stanziando 400mila euro per l'acquisto di bodycam e strumenti di videosorveglianza, con un bando previsto per aprile.
Il quadro lombardo e gli investimenti regionali
A livello regionale, nel 2024 sono stati registrati 8.953 episodi di violenza, in lieve calo rispetto ai 10.664 dell'anno precedente. Gli infermieri rimangono la categoria più colpita, rappresentando il 56% dei casi. La maggior parte delle aggressioni (oltre il 70%) proviene dai pazienti stessi, e i luoghi più a rischio sono i reparti ospedalieri (45,7%) e i pronto soccorso (27,5%), con un picco di eventi durante la mattinata (42%).
L'assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, ha sottolineato come la protezione del personale sanitario sia fondamentale per garantire un sistema sanitario efficiente e sicuro per tutti. L'assessore alla Sicurezza, Romano La Russa, ha definito gli investimenti in tecnologia come un «passo ulteriore» per aumentare la sicurezza nelle strutture sanitarie lombarde.