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La leggenda del calcio italiano, Beppe Savoldi, ci ha lasciati all'età di 79 anni. Bomber prolifico, ha segnato un'epoca con Atalanta, Bologna e Napoli, lasciando un'eredità indelebile nella storia della Serie A.

Addio a un bomber prolifico

La notizia della scomparsa di Beppe Savoldi ha scosso il mondo del calcio. L'ex attaccante, noto per la sua prolificità sotto porta, si è spento all'età di 79 anni. La sua carriera è stata costellata di successi e reti memorabili, che lo hanno consacrato tra i grandi marcatori della storia calcistica italiana.

Savoldi ha lasciato un segno indelebile nei cuori dei tifosi di diverse squadre, ma in particolare di Atalanta, Bologna e Napoli. La sua abilità nel trovare la via del gol lo ha reso un idolo per generazioni di appassionati, capaci di ammirare la sua classe e determinazione.

La sua dipartita avviene in un momento particolare per il calcio italiano, con la nazionale che si prepara a un incontro cruciale. La sua figura evoca ricordi di un calcio diverso, fatto di talento puro e passione viscerale, capace di emozionare e coinvolgere.

La carriera di Beppe Savoldi

Nato a Gorlago, in provincia di Bergamo, nel 1947, Beppe Savoldi ha dimostrato fin da giovane un talento eccezionale. Il suo esordio nel calcio professionistico avvenne con la maglia dell'Atalanta nel 1965, a soli diciotto anni. La sua prima apparizione fu subito baciata dal gol, segnando in Coppa Italia contro il Verona.

La sua avventura con la Dea proseguì con altre 21 reti, prima del trasferimento al Bologna nel 1968. In Emilia, Savoldi trascorse undici stagioni indimenticabili, diventando un vero simbolo della squadra. Con i felsinei, mise a segno ben 140 gol, conquistando due Coppe Italia e una Coppa Italo-Inglese.

Il suo talento non passò inosservato e nell'estate del 1975, Savoldi fece il grande salto al Napoli. L'operazione di mercato fu imponente, con un costo totale di 1,4 miliardi di lire più il cartellino di Rampanti, tanto da guadagnargli il soprannome di "mister due miliardi". Sotto il Vesuvio, continuò a stupire, realizzando 77 reti e aggiungendo al suo palmarès una Coppa Italia e un'altra Coppa Italo-Inglese.

In totale, la sua carriera vanta 233 gol, di cui 169 in Serie A, un bottino che ancora oggi lo colloca al diciassettesimo posto tra i marcatori all-time del massimo campionato italiano. Un traguardo straordinario che testimonia la sua costanza e la sua classe.

Il ricordo della famiglia e dei club

La notizia della sua scomparsa è stata resa pubblica dal figlio Gianluca, che ha condiviso un commovente messaggio sulla sua pagina Facebook. "Se ne è andato in altra dimensione il nostro grande Beppe", ha scritto, sottolineando come i suoi affetti lo abbiano accompagnato fino all'ultimo.

Gianluca ha ringraziato calorosamente i medici e gli infermieri dell'Ospedale Papa Giovanni XXIII e dell'Istituto Beato Palazzolo di Bergamo per le cure prestate al padre. "Siamo molto fieri di tutto ciò, pur travolti dal dolore", ha concluso, evidenziando l'amore e i valori che hanno sempre contraddistinto la vita di Beppe.

Anche i club con cui Savoldi ha legato maggiormente la sua carriera hanno espresso il loro cordoglio. L'Atalanta, la squadra della sua terra e dei suoi esordi, ha ricordato il suo "bomber prolifico". Il Napoli, attraverso il Presidente Aurelio De Laurentiis e tutta la SSC Napoli, ha espresso "profondo cordoglio per la scomparsa di Beppe Savoldi, straordinario bomber azzurro dal 1975 al 1979 e indimenticabile emblema del calcio italiano".

Il club partenopeo ha rievocato la vittoria della Coppa Italia nel 1976, con Savoldi protagonista di una doppietta in finale contro il Verona. Un momento indelebile nella storia del Napoli.

Un'ombra sul passato e il rapporto con la Nazionale

La carriera di Beppe Savoldi è stata anche segnata da un episodio controverso. Nel 1979, tornato al Bologna, fu coinvolto nello scandalo del "Totonero", il calcio-scommesse. Questo lo portò a una squalifica di tre anni e mezzo.

Grazie a uno sconto di pena concesso dalla Federcalcio, poté tornare in campo per un'ultima stagione con l'Atalanta nel campionato di Serie B 1982-1983. Con 1 gol in 16 presenze, chiuse così la sua lunga carriera da giocatore.

Nonostante i numeri impressionanti, il rapporto di Savoldi con la Nazionale italiana fu piuttosto limitato. Appena 4 presenze e un solo gol con la maglia azzurra. Savoldi stesso, in passato, aveva spiegato le difficoltà incontrate, attribuendole a logiche di "clan" e alla preferenza accordata ai giocatori di squadre più blasonate come Juventus, Torino o Lazio.

"Ai miei tempi era diverso. Contavano i clan", aveva dichiarato. "Assistevo impotente alle convocazioni di chi giocava nella Juventus o nel Torino o nella Lazio: per mantenere gli equilibri, spesso giocavano insieme Bettega e Graziani. E non si può davvero dire che chi andava in campo al mio posto fosse meglio di me".

Il cordoglio della FIGC e un momento di raccoglimento

La Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) e il suo presidente, Gabriele Gravina, si sono uniti al cordoglio dei familiari. "La FIGC e il presidente Gabriele Gravina si uniscono al cordoglio dei familiari di Giuseppe 'Beppe' Savoldi, tra gli attaccanti più prolifici degli anni Settanta scomparso oggi all'età di 79 anni", ha comunicato la federazione.

In sua memoria, è stato annunciato un momento di raccoglimento prima dell'inizio della semifinale dei play-off mondiali tra Italia e Irlanda del Nord, che si sarebbe dovuta tenere quella sera stessa allo Stadio di Bergamo. Un gesto simbolico per onorare la memoria di un grande del calcio italiano, profondamente legato alla città di Bergamo.

La figura di Beppe Savoldi rimarrà impressa nella storia del calcio per la sua capacità realizzativa e per aver rappresentato un'epoca di grande passione sportiva. La sua eredità vive nei record che ha stabilito e nei ricordi dei tifosi che lo hanno amato.

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