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Novantaquattro lavoratori di Alcast Tech Foundry e Machining sono a rischio liquidazione. Le organizzazioni sindacali hanno proclamato uno sciopero di otto ore e un presidio davanti al Comune di Bentivoglio per lunedì 30 marzo. La mobilitazione coincide con un tavolo di crisi convocato con la Città Metropolitana di Bologna, che si preannuncia decisivo per il futuro dell'azienda e delle famiglie coinvolte.

Crisi Alcast Tech: stop di 8 ore e presidio

Otto ore di astensione dal lavoro e un presidio di protesta. Le sigle sindacali hanno indetto una mobilitazione a Bentivoglio. La protesta è una risposta diretta alla decisione di Alcast Tech Foundry e Machining. L'azienda ha annunciato l'intenzione di procedere verso la liquidazione. I sindacati definiscono la scelta «di estrema gravità». La giornata di sciopero è fissata per lunedì 30 marzo. L'astensione inizierà alle ore 14. Coincide con un importante tavolo di crisi. L'incontro è stato convocato con la Città Metropolitana di Bologna. La giornata si prospetta cruciale. Non solo per il destino dell'azienda. Ma anche per le decine di famiglie che dipendono da essa.

La storia della fonderia di Bentivoglio

I lavoratori coinvolti nella vertenza sono impiegati in Alcast Tech dal 2023. In quell'anno, la società aveva preso in affitto il ramo d'azienda. Si trattava della storica fonderia Atti di Bentivoglio. L'operazione aveva inizialmente garantito continuità. Si era anche assicurata la salvaguardia dei posti di lavoro. Col tempo, però, il progetto industriale non ha trovato solide basi. Le difficoltà attuali affondano le radici in diversi fattori. Tra questi, la crisi strutturale del settore automotive. Si aggiungono il susseguirsi di amministratori delegati. Manca inoltre una strategia imprenditoriale chiara. Questi elementi, secondo i sindacati, hanno aggravato il dissesto. Hanno portato alla decisione odierna di avviare la liquidazione.

Tavolo di crisi: confronto decisivo

L'incontro del 30 marzo rappresenta il momento clou. Vi parteciperanno le organizzazioni sindacali. Ci sarà anche la Rsu. Saranno presenti i rappresentanti dell'azienda. Parteciperà il curatore fallimentare. Non mancherà la Città Metropolitana di Bologna. L'obiettivo dell'incontro è duplice. Primo: fare chiarezza sul percorso intrapreso dall'azienda. Secondo: individuare soluzioni concrete. Si punta a salvaguardare le professionalità. Si vuole tutelare i livelli occupazionali della fonderia. L'esito del tavolo è atteso con grande trepidazione da tutti gli interessati.

Le richieste dei sindacati: tutela per tutti

Le organizzazioni sindacali hanno ribadito con forza la loro posizione. Chiedono un intervento immediato. Tutte le istituzioni devono agire con prontezza. La priorità assoluta è evitare che i lavoratori subiscano le conseguenze peggiori della crisi. Si chiede l'attivazione di tutti gli ammortizzatori sociali disponibili. È fondamentale la tutela delle competenze professionali. Queste sono state maturate nel corso degli anni. Si chiede la garanzia di continuità reddituale. I lavoratori devono essere riconosciuti come centrali. La loro tutela deve prevalere sugli interessi dei creditori. L'appello pone al centro il valore umano. Viene sottolineata l'importanza sociale del lavoro. Non solo quella economica.

Presidio e sciopero: alta l'attenzione sul territorio

La giornata del 30 marzo sarà scandita dallo sciopero. Si terrà anche un presidio. La protesta si svolgerà davanti al Comune di Bentivoglio. La scelta del luogo è simbolica. Ma anche concreta. Serve a mantenere alta l'attenzione delle istituzioni. Vuole sensibilizzare l'opinione pubblica. La vertenza riguarda un pezzo importante del tessuto industriale bolognese. La mobilitazione invia un segnale chiaro. Lavoratrici e lavoratori non intendono restare a guardare. Non accetteranno passivamente la perdita del proprio impiego. La loro determinazione è alta.

Una vertenza che coinvolge l'intero territorio

La crisi di Alcast Tech non è un episodio isolato. Si inserisce in un quadro più ampio. Riguarda le difficoltà del comparto manifatturiero. In particolare, il settore legato all'automotive. Per questo motivo, la vertenza assume un'importanza strategica. Riguarda la tenuta occupazionale dell'area. Tocca la sopravvivenza di competenze industriali storiche. Mette in discussione la capacità del sistema produttivo. Deve affrontare le trasformazioni del mercato. Il tavolo di crisi del 30 marzo sarà un passaggio cruciale. Servirà a capire se esistono margini concreti. Si cercheranno soluzioni che mettano al centro il lavoro. Si valuterà la possibilità di continuità produttiva.

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