L'Anaste Campania ha rinnovato il contratto collettivo nazionale per i lavoratori del settore socio-sanitario e assistenziale. L'associazione chiede ora alla Regione un adeguamento delle tariffe e dei budget per coprire gli aumenti salariali e garantire la continuità dei servizi.
Rinnovato contratto collettivo nazionale per il settore
L'Associazione nazionale strutture terza età (Anaste) ha siglato un accordo per il triennio 2026-2028. Questo rinnovo riguarda il personale impiegato in strutture sociosanitarie, socioassistenziali, educative e riabilitative. L'intesa pone nuovamente l'accento sul legame tra la qualità dell'assistenza erogata e le risorse economiche destinate ai servizi.
Il presidente di Anaste Campania, Nicola Galdiero, ha espresso soddisfazione per essere stati i primi a rinnovare il contratto nazionale entro i termini previsti. L'associazione ha ottenuto un incremento medio dei minimi contrattuali di 90 euro mensili per i dipendenti. Questo aumento mira a valorizzare le professionalità presenti nel settore.
Focus su sicurezza e formazione dei lavoratori
Oltre agli aspetti retributivi, il nuovo accordo collettivo prevede un rafforzamento delle misure per la salute e la sicurezza sul lavoro. Verranno potenziati i percorsi di formazione e le attività di prevenzione dei rischi. L'obiettivo è garantire un ambiente di lavoro più sicuro e tutelare le competenze dei professionisti.
L'associazione sottolinea come questo impegno verso i lavoratori debba essere supportato da un adeguamento delle tariffe dei servizi. La remunerazione attuale, infatti, non riflette più i costi sostenuti dalle strutture per garantire la qualità dell'assistenza e il rispetto dei nuovi accordi contrattuali.
Richiesta di adeguamento tariffe e budget alla Regione
Nicola Galdiero ha evidenziato la necessità che la Regione Campania riconosca gli aumenti salariali e il conseguente incremento del costo del lavoro. L'Anaste chiede l'avvio immediato di un tavolo di confronto. L'obiettivo è adeguare le tariffe dei servizi e i budget allocati alle strutture. Si chiede anche di rivedere i meccanismi di accreditamento e contrattualizzazione dei servizi.
Investire nella valorizzazione dei lavoratori è fondamentale per migliorare la qualità dell'assistenza. Tuttavia, questo sforzo deve essere accompagnato da risorse economiche adeguate. Senza un aggiornamento delle tariffe, la sostenibilità economica delle strutture private accreditate è seriamente compromessa. Ciò potrebbe avere ripercussioni negative sulla continuità dei servizi offerti a anziani, adulti non autosufficienti e persone con disabilità.
Il ruolo della rete privata accreditata in Campania
L'appello dell'Anaste mira a ottenere un pieno riconoscimento del ruolo svolto dalla componente privata accreditata all'interno del servizio sanitario pubblico. Questa rete assiste una parte significativa della popolazione in diversi ambiti di cura. In Campania, si stima che queste strutture impieghino oltre 20 mila lavoratori. Il personale include figure sanitarie, infermieri, tecnici, operatori sociosanitari e altre professionalità essenziali.
La richiesta dell'Anaste si inserisce in un contesto regionale caratterizzato da diverse problematiche aperte. Tutte queste vertenze condividono l'esigenza di allineare la programmazione sanitaria, i bisogni assistenziali della popolazione e le risorse economiche disponibili.
Diabetologia: nodo delle compensazioni tra ASL
Un fronte di criticità riguarda la diabetologia. Gli operatori lamentano il mancato riconoscimento di circa 850 mila euro di compensazioni tra le Aziende Sanitarie Locali (ASL). Queste risorse, non utilizzate nelle province di Avellino, Benevento e Caserta, potrebbero essere ridistribuite. L'obiettivo è coprire le prestazioni nelle aree di Napoli e Salerno, dove i budget attuali risultano insufficienti.
Secondo i centri diabetologici, questo meccanismo permetterebbe di impiegare fondi già stanziati, senza gravare ulteriormente sul bilancio regionale. La mancata applicazione di tale redistribuzione rischia di causare interruzioni nelle prestazioni a partire dal prossimo novembre. La rete diabetologica campana unisce strutture pubbliche e private accreditate, offrendo percorsi multidisciplinari per la gestione delle complicanze della malattia.
Radioterapia e specialistica ambulatoriale: programmazione da consolidare
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