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Indagini a Belvedere di Spinello rivelano un sistema idrico compromesso con acqua non potabile distribuita ai cittadini. Sequestri di infrastrutture e avvisi di garanzia per l'ex e l'attuale sindaco, oltre al responsabile tecnico, per presunte omissioni e rischi per la salute pubblica.

Sequestro di infrastrutture idriche a Belvedere di Spinello

Le forze dell'ordine hanno eseguito un sequestro preventivo. L'autorità giudiziaria ha disposto il provvedimento. Diverse infrastrutture del sistema idrico sono state interessate. L'operazione ha coinvolto un pozzo vicino al fiume Neto. Anche una pompa di sollevamento è stata sequestrata. Una vasca di raccolta è rientrata nel provvedimento. Una pompa dosatrice e tratti della condotta sono stati inclusi. Questi elementi sono cruciali per l'approvvigionamento idrico. La zona interessata è Belvedere di Spinello, nel Crotonese.

Avvisi di garanzia per amministratori comunali

Contestualmente ai sequestri, sono stati notificati avvisi di garanzia. Le notifiche riguardano figure chiave dell'amministrazione comunale. L'ex sindaco ha ricevuto un avviso. Anche l'attuale primo cittadino è indagato. Il responsabile dell'area tecnica del Comune è stato raggiunto dall'avviso. Queste azioni seguono un'attività investigativa mirata. La Procura della Repubblica di Crotone ha coordinato le indagini. Il procuratore Domenico Guarascio ha diretto l'operazione. Le ipotesi di reato sono serie.

Presunte omissioni nella gestione dell'acqua

Le indagini avrebbero fatto emergere gravi criticità. Si parla di omissioni e condotte penalmente rilevanti. La gestione del sistema di approvvigionamento idrico è sotto esame. Le accuse includono omissione o rifiuto di atti d'ufficio. Vi sono anche delitti colposi contro la salute pubblica. Queste accuse sono formulate a vario titolo. La condotta sarebbe stata continuata e aggravata nel tempo. Il sistema idrico del centro abitato è stato alimentato in modo anomalo. Per anni, un circuito strutturalmente critico ha operato. Acque da fonti diverse e non omogenee confluivano nella stessa rete. La qualità dell'acqua distribuita era compromessa.

Utilizzo illecito di acqua da pozzo non potabile

Accanto alla fornitura ufficiale, veniva utilizzata acqua da un pozzo. Questo pozzo si trova nell'area del fiume Neto. Originariamente, era destinato ad altre finalità. La prospettazione accusatoria evidenzia la mancanza di un adeguato sistema di potabilizzazione. L'acqua prelevata dal pozzo non era conforme alla normativa. Il meccanismo di adduzione illecita è considerato l'aspetto più grave. L'acqua veniva aspirata tramite pompa. Veniva poi convogliata verso una vasca di raccolta. Questa vasca si trova in località Barretta. Da lì, veniva rilanciata verso il serbatoio comunale. Il serbatoio è situato in località Montecastello, denominato 'Capoluogo'.

Mescolanza di acque e rischio sanitario

Nel serbatoio comunale, l'acqua del pozzo si mescolava con quella della rete ufficiale. La rete ufficiale era destinata alla distribuzione di acqua potabile. Questa miscelazione avveniva senza un effettivo processo di potabilizzazione. L'acqua del pozzo non veniva trattata adeguatamente. Di conseguenza, l'acqua non conforme finiva per essere distribuita. L'intera utenza cittadina riceveva acqua potenzialmente contaminata. Questo ha esposto la popolazione a un concreto rischio sanitario. Gli investigatori sottolineano la gravità della situazione.

Superamenti dei limiti e revoca del divieto

Accertamenti tecnici e sanitari hanno confermato le criticità. Arpacal e Asp hanno eseguito verifiche nel tempo. I risultati avrebbero mostrato ripetuti superamenti dei limiti. Parametri come torbidità, cloruri e sodio erano fuori norma. La presenza di batteri coliformi ed Escherichia coli è stata rilevata. Questi batteri sono pericolosi per la salute umana. Anomalie di questo tipo avrebbero richiesto interventi urgenti. L'accusa sostiene che tali interventi non sono stati adottati. Non sono stati mantenuti nel tempo in modo efficace. Un divieto di utilizzo dell'acqua per uso umano fu disposto nel settembre 2024. Questo divieto fu revocato successivamente. La revoca sarebbe avvenuta senza un effettivo rientro dei parametri di legge. Criticità chimiche e microbiologiche persistevano. L'installazione di una pompa dosatrice di cloro fu ritenuta insufficiente. Gli inquirenti la considerano un intervento parziale. Mancavano automatismi, monitoraggio continuo e un vero impianto di filtrazione.

Le persone hanno chiesto anche:

Cosa è successo a Belvedere di Spinello?

A Belvedere di Spinello sono in corso indagini su un presunto sistema idrico che distribuiva acqua non potabile. Sono stati eseguiti sequestri di infrastrutture idriche e notificati avvisi di garanzia all'ex e all'attuale sindaco, oltre al responsabile tecnico del Comune.

Perché l'acqua a Belvedere di Spinello non era potabile?

Secondo le indagini, il sistema idrico utilizzava una miscela di acqua proveniente dalla rete ufficiale e acqua prelevata da un pozzo vicino al fiume Neto, quest'ultima priva di un adeguato sistema di potabilizzazione. Questa mescolanza, senza trattamenti efficaci, avrebbe reso l'acqua non conforme ai parametri di legge e potenzialmente dannosa per la salute.

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