A Vestenanova si intensificano gli sforzi per proteggere la pecora Brogna dagli attacchi dei lupi. L'assessore regionale Dario Bond ha annunciato la creazione di una task force specializzata per individuare e rimuovere gli esemplari più aggressivi, con l'obiettivo di prevenire ulteriori predazioni.
Nuova stazione per il monitoraggio dei lupi
È stata istituita una nuova «Stazione permanente di rilevazione della presenza del lupo» a Castelvero, frazione di Vestenanova. L'iniziativa, promossa dall'assessore regionale alla Montagna Dario Bond, mira a monitorare attivamente il territorio per contrastare le predazioni. L'assessore ha visitato la zona dopo le segnalazioni di attacchi a 10 esemplari di pecora Brogna. Questi animali erano stati acquistati da Mirella Faggionato, un'imprenditrice agricola, per la manutenzione dei pascoli. I recenti attacchi l'avevano portata a considerare l'abbandono dell'attività.
Bond ha definito la Lessinia una «zona rossa», sottolineando l'urgenza di intervenire. L'obiettivo è individuare e rimuovere i lupi più aggressivi per ridurre il numero di attacchi. La strategia prevede la creazione di una task force dedicata. Questa squadra sarà composta da membri della Polizia provinciale di Verona e di Belluno, oltre all'Ufficio faunistico di Verona. Sarà inoltre nominato un «coordinatore lupo» per le province più colpite.
Tecnologia e esperti al servizio della protezione
La regione sta verificando la disponibilità di sistemi di prevenzione e difesa avanzati. Questi aiuteranno a proteggere le reti utilizzate da allevatori come la signora Faggionato. È atteso a breve un sopralluogo da parte del professor Marco Apollonio, uno zoologo dell'Università di Sassari considerato un'autorità nel campo dello studio dei lupi. A metà maggio, inoltre, verranno impiegate 50 fototrappole, trasferite da Belluno.
Oscar Da Rold, coordinatore operativo delle Polizie provinciali del Veneto, ha spiegato che, nonostante i pochi giorni a disposizione prima dello stop legale alle catture (previsto per il primo maggio), si cercherà di individuare i percorsi dei lupi. Questo permetterà di organizzare catture mirate. Dal primo agosto, con la ripresa delle attività, si sarà pienamente operativi nello studio del territorio. Verranno impiegati diversi strumenti tecnologici.
Tra questi figurano dispositivi per la protezione degli animali a rischio, fototrappole e radiocollari con allarmi satellitari. Questi ultimi si attiveranno a 500 metri da zone abitate o a rischio. Saranno utilizzate anche squadre di droni equipaggiati con termocamere. Non mancheranno dissuasori visivi e sonori, e, se necessario, munizioni speciali come pallettoni in gomma. Questa strategia segna un cambio di passo rispetto al passato.
Un nuovo approccio operativo contro le predazioni
Ivano Confortini, responsabile regionale per la gestione faunistico-venatoria e la pesca a Verona, ha definito questo approccio una «rivoluzione». Ha evidenziato come si stia passando da una fase di mera precauzione a una strategia operativa. L'obiettivo è intervenire direttamente sugli esemplari che dimostrano maggiore aggressività. Questa nuova impostazione è volta a risolvere il problema in modo più diretto ed efficace.
Si valuta anche l'utilizzo di fondi dedicati ai Comuni di confine per finanziare queste iniziative. La tecnologia giocherà un ruolo cruciale, integrata con l'analisi dei dati forniti dall'Università di Sassari. Questo permetterà di identificare singoli animali e interi branchi. Stefano Vendrami, tecnico faunistico presente sul posto con Bond, ha paragonato l'operazione al monitoraggio intensivo già effettuato a Belluno con il professor Apollonio. Ha sottolineato l'importanza di conoscere il territorio per poter catturare i lupi.
L'obiettivo è evitare la situazione verificatasi in Alpago, dove circa 40 aziende hanno chiuso in tre anni a causa delle predazioni. Il professor Apollonio, contattato telefonicamente, ha confermato l'importanza di minimizzare le perdite di capi Brogna. La collaborazione tra istituzioni, esperti e tecnologia è fondamentale per garantire la sopravvivenza di questa razza ovina e la sostenibilità delle attività agricole nella regione.
Domande frequenti sulla protezione della pecora Brogna
Cosa sta succedendo alla pecora Brogna a Vestenanova?
A Vestenanova, la pecora Brogna è minacciata dagli attacchi dei lupi. L'assessore regionale Dario Bond ha avviato un'operazione per proteggere questi animali, creando una task force e implementando nuove tecnologie di monitoraggio e difesa.
Quali misure verranno adottate per proteggere le pecore?
Verranno utilizzate fototrappole, radiocollari satellitari, droni con termocamere, dissuasori visivi e sonori. L'obiettivo è individuare e catturare i lupi più aggressivi per ridurre le predazioni e proteggere gli allevamenti.
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