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A Venezia è stato inaugurato un nuovo centro dedicato alla giustizia riparativa. Il servizio, che coinvolge anche le province di Treviso e Belluno, mira a facilitare il dialogo tra vittime e autori di reato attraverso la mediazione.

Nuovo centro per la giustizia riparativa a Venezia

Un importante servizio di giustizia riparativa ha preso il via a Venezia. La cerimonia di inaugurazione si è tenuta presso Palazzo Zanchi. L'iniziativa è promossa dall'associazione La Voce per la mediazione dei conflitti. Il centro opererà per l'intero distretto della Corte d'Appello di Venezia.

Questo nuovo spazio si propone di offrire un percorso alternativo ai tradizionali procedimenti legali. L'obiettivo è creare un ambiente dove le parti coinvolte in un conflitto possano confrontarsi in modo costruttivo. La mediazione mira a ristabilire un equilibrio e a favorire la comprensione reciproca.

Un servizio esteso a Treviso e Belluno

La presidente dell'associazione, Sara D'Armellina, ha illustrato i dettagli del progetto durante l'evento. Ha sottolineato come il servizio non si limiterà alla sola provincia di Venezia. Sarà infatti esteso anche ai territori di Treviso e Belluno. Questo ampliamento garantisce una copertura territoriale significativa.

La giustizia riparativa, come spiegato da D'Armellina, rappresenta uno spazio di incontro fondamentale. Si rivolge primariamente alle vittime di reati. Coinvolge anche coloro che sono indicati come autori dell'offesa. Inoltre, accoglie chiunque si senta danneggiato, direttamente o indirettamente, dall'evento accaduto.

18 mediatori al servizio del dialogo

All'interno della struttura veneziana opereranno 18 mediatori. Il gruppo è composto da nove donne e nove uomini. L'età dei professionisti varia dai 40 ai 75 anni. Lavoreranno in squadre composte da tre a cinque persone. Questa organizzazione favorisce un approccio collaborativo e multidisciplinare.

I mediatori saranno incaricati di incontrare le persone che desiderano partecipare a questi programmi. L'accesso ai percorsi di mediazione avviene su invio dell'autorità giudiziaria. I programmi sono disponibili in ogni fase del procedimento penale. Possono essere attivati per qualsiasi tipo di reato, anche prima della presentazione di una denuncia formale.

Uno spazio di ascolto e confidenzialità

Lo spazio di mediazione è concepito come un luogo di ascolto privo di giudizio. I mediatori non forniscono consigli o soluzioni dirette. Il loro ruolo è facilitare il dialogo tra le parti. Questo approccio mira a promuovere una risoluzione autonoma e condivisa dei conflitti.

Il servizio è aperto sia agli adulti che ai minori. L'ambiente è garantito come confidenziale e riservato. L'accesso è libero, incoraggiando la partecipazione di chiunque ne senta la necessità. La riservatezza è un pilastro fondamentale per creare un clima di fiducia.

Supporto istituzionale e benefici

All'inaugurazione erano presenti diverse figure istituzionali. Tra questi, il consigliere comunale delegato all'Avvocatura civica, Paolo Romor. Presente anche l'assessore alla Coesione sociale, Simone Venturini. Entrambi hanno espresso il loro sostegno all'iniziativa.

Simone Venturini ha evidenziato come il centro non sia solo un supporto al settore della giustizia. Ha sottolineato il suo valore come aiuto concreto per le persone. Offre un'opportunità di ripartenza, distinguendosi dalla rigidità dei processi formali. Questo approccio umanizza ulteriormente il percorso di giustizia.

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