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L'Italia registra un preoccupante aumento degli infortuni sul lavoro nei primi otto mesi del 2026, con oltre 700 decessi. L'Anmil chiede l'introduzione del reato di omicidio sul lavoro per garantire maggiore sicurezza.

Aumento degli infortuni e delle vittime sul lavoro

I dati relativi ai primi otto mesi del 2026 mostrano un quadro preoccupante per la sicurezza sul lavoro in Italia. Sono state registrate circa 404.809 denunce totali di infortuni occorsi durante l'attività lavorativa. Questo dato rappresenta un incremento del 5,4% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

L'Associazione fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro (Anmil) ha evidenziato questi numeri in occasione della 76ª Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro. L'associazione sottolinea come le denunce di infortunio con esito mortale siano aumentate del 2,9%. Questo dato smentisce qualsiasi lieve flessione positiva registrata nei mesi precedenti.

Da gennaio ad oggi, il bilancio è tragico: 701 lavoratori hanno perso la vita. Parallelamente, si registra un incremento del 16,3% nelle denunce di malattia professionale, che hanno raggiunto quota 74.542. Questi numeri evidenziano una situazione di emergenza che richiede interventi immediati.

La richiesta dell'Anmil: reato di omicidio sul lavoro

Di fronte a questa escalation di tragedie, l'Anmil lancia un appello urgente: istituire un reato autonomo di 'omicidio sul lavoro' all'interno dell'ordinamento giuridico italiano. Il presidente Amedeo Bozzer ha chiarito che non si tratta di una richiesta di 'giustizialismo'.

Bozzer ha ricordato la proposta di legge depositata alla Camera il 19 marzo 2026, attualmente all'esame della Commissione Giustizia. L'obiettivo è inaugurare una nuova fase di giustizia sociale. Questa nuova era dovrà basarsi su fondamenta solide per ripristinare la fiducia dei cittadini nella capacità dello Stato di garantire la tutela dei lavoratori.

L'associazione auspica un riconoscimento concreto della dignità della salute e sicurezza sul lavoro. Questo passaggio fondamentale passerebbe attraverso la creazione di una Procura Nazionale del Lavoro. Tale organismo avrebbe il compito di centralizzare e uniformare le indagini, superando l'attuale frammentazione territoriale che risulta dannosa.

La Procura sarebbe guidata da un team di magistrati specializzati nella complessa materia della sicurezza sul lavoro. L'intento è quello di creare un centro di eccellenza che possa realmente fare scuola, andando oltre la mera apparenza.

Celebrazioni a Longarone nel ricordo del Vajont

Le celebrazioni per la Giornata nazionale si sono svolte quest'anno a Longarone, in provincia di Belluno. La scelta della località è un omaggio alla memoria del tragico disastro del Vajont. L'evento ha ricevuto il patrocinio del Comune di Longarone, della Regione del Veneto e della Provincia di Belluno.

Queste celebrazioni servono a ricordare le vittime e a sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza della prevenzione. La sicurezza nei luoghi di lavoro rimane una priorità assoluta per garantire il benessere dei cittadini.

Le cifre presentate dall'Anmil sono un campanello d'allarme che non può essere ignorato. La richiesta di un reato specifico per l'omicidio sul lavoro mira a rafforzare la deterrenza e a garantire pene più severe per chi non rispetta le norme di sicurezza. Questo è un passo necessario per costruire un futuro lavorativo più sicuro per tutti.

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