Due proposte di centrali idroelettriche sorgono vicino al sito del Vajont, una in Veneto e una in Friuli. Entrambe generano dibattito e opposizione, sollevando questioni storiche e ambientali.
Progetto centrale idroelettrica a Longarone
La Compagnia energetica bellunese (Ceb) ha inoltrato una richiesta formale. L'istanza è stata presentata alla Provincia di Belluno nel novembre 2024. L'obiettivo è la realizzazione di un nuovo impianto idroelettrico. La localizzazione prevista è nel comune di Longarone. Si trova a brevissima distanza dalla confluenza del torrente Vajont con il fiume Piave. La notizia è stata diffusa dal quotidiano Il Gazzettino.
Questo progetto si affianca a un'altra iniziativa simile. La società Welly Red, con sede a Pordenone, intende costruire una piccola centrale idroelettrica. Questa sorgerà in territorio friulano. La posizione è poco sopra la diga del Vajont. Si parla di poche centinaia di metri in linea d'aria.
Dettagli tecnici e critiche
L'impianto proposto dalla Ceb sfrutterà una briglia esistente. Il salto d'acqua previsto è di circa 24 metri. La portata massima di prelievo sarà di 4.500 litri al secondo. La potenza nominale stimata è di 378 kW. Questo tipo di intervento è definito «puntuale» nel gergo tecnico. Non dovrebbe richiedere una valutazione di impatto ambientale. Sarà praticamente invisibile, integrato all'interno della briglia.
L'iter autorizzativo per questo progetto è attualmente in sospensione. La stessa Ceb ha richiesto questa pausa. Attende di presentare una documentazione più completa. Tuttavia, la richiesta non è mai stata ritirata ufficialmente. La situazione rimane quindi in evoluzione.
Opposizione e polemiche
Nel frattempo, il progetto della Welly Red in territorio friulano prosegue il suo iter. A Longarone, tuttavia, la contrarietà a queste iniziative è diffusa. Si oppone fermamente il comitato superstiti e sopravvissuti del Vajont. Questo gruppo ha già annunciato l'intenzione di presentare un ricorso. Si tratterebbe di un ricorso di natura etico-morale. Sarà indirizzato al Presidente della Repubblica. Le motivazioni si basano sulla memoria storica del disastro del 1963. L'obiettivo è bloccare l'avanzamento del progetto.
Anche il sindaco di Erto e Casso, Antonio Carrara, esprime forte criticità. Egli si dichiara invece favorevole al progetto della Welly Red. Parlando con Il Gazzettino, Carrara solleva dubbi sull'attenzione delle istituzioni. Si chiede se il Presidente Mattarella verrà coinvolto per una sola centralina o per entrambe. Sottolinea come la memoria del Vajont meriti rispetto. Non si può distinguere tra un progetto e l'altro. L'acqua, in entrambi i casi, è la stessa. Eppure, si sente dipinto come il «cattivo» della situazione. La sua posizione evidenzia una potenziale disparità di trattamento.
Domande e risposte
Perché si parla di centrali idroelettriche vicino al Vajont?
Si discute di nuove centrali idroelettriche a Longarone e in Friuli a causa di proposte presentate da due diverse società energetiche. Queste iniziative mirano a sfruttare risorse idriche locali per la produzione di energia, ma sorgono in un'area segnata dalla tragedia del Vajont, generando dibattito.
Quali sono le principali opposizioni ai progetti?
Le principali opposizioni provengono dal comitato superstiti e sopravvissuti del Vajont. Si teme che la realizzazione di nuovi impianti possa mancare di rispetto alla memoria storica del disastro del 1963. Anche il sindaco di Erto e Casso solleva perplessità riguardo alla gestione delle autorizzazioni e alla coerenza delle decisioni.