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Il servizio di elisoccorso Aiut Alpin Dolomites ha concluso la sua operatività estiva con un bilancio di 602 persone soccorse. Gli interventi hanno riguardato emergenze sanitarie, infortuni e ricerche in montagna.

Servizio di elisoccorso estivo completato

Il periodo operativo di Aiut Alpin Dolomites per la stagione estiva si è concluso il 31 ottobre 2026. L'attività è iniziata il 7 giugno precedente. L'organizzazione ha operato in stretta collaborazione con l'amministrazione provinciale e i servizi sanitari regionali. L'obiettivo principale è stato garantire interventi rapidi ed efficaci in situazioni di emergenza.

Durante questi mesi, il team ha risposto a numerose chiamate di soccorso. La copertura del servizio è stata estesa a diverse aree geografiche per massimizzare l'efficacia dell'intervento. L'impegno è stato costante per rispondere alle esigenze della popolazione e dei turisti.

L'efficienza del servizio è stata possibile grazie alla preparazione del personale e all'utilizzo di tecnologie avanzate. La base operativa di Pontives ha rappresentato un punto strategico per la rapida mobilitazione dei mezzi. La collaborazione con le autorità locali ha permesso di ottimizzare le risorse disponibili.

Bilancio degli interventi di elisoccorso

Complessivamente, sono stati registrati 595 interventi di elisoccorso. Questi interventi hanno coperto un'ampia gamma di emergenze. Tra queste figurano emergenze sanitarie di varia natura. Sono stati soccorsi anche escursionisti e alpinisti infortunati durante le loro attività. Incidenti legati ad altre attività ricreative e lavorative sono stati gestiti con prontezza.

Le operazioni hanno incluso anche interventi su strade e attività di ricerca di persone disperse. La diversità degli scenari ha richiesto un'elevata professionalità da parte di tutto il personale coinvolto. Ogni intervento è stato pianificato per minimizzare i tempi di risposta e massimizzare le possibilità di successo.

Il numero totale di persone soccorse ammonta a 602. Questo dato riflette l'intensità dell'attività svolta durante il periodo estivo. La maggior parte degli interventi ha riguardato emergenze sanitarie, che hanno richiesto un'assistenza medica immediata. Altri interventi hanno riguardato persone ferite a seguito di incidenti.

Distribuzione geografica e tipologia dei soccorsi

Gli interventi sono stati distribuiti su diverse province. In Alto Adige sono stati effettuati 558 interventi. La provincia di Trentino ha visto 23 interventi. L'area di Belluno ha registrato 14 interventi. Questo dato evidenzia la concentrazione delle operazioni nell'area alpina.

Analizzando la tipologia delle persone soccorse, si contano 316 emergenze sanitarie. Sono state 218 le persone ferite a seguito di incidenti. In 44 casi, le persone sono state soccorse ma risultavano illese. Purtroppo, si sono registrati anche 24 decessi. Di questi, 18 sono riconducibili a emergenze sanitarie. I restanti 6 decessi sono stati causati da traumi vari.

La nazionalità delle persone soccorse è prevalentemente italiana, con 392 cittadini italiani assistiti. Di questi, 259 sono stati soccorsi in Alto Adige. Questo dato sottolinea la forte presenza di turisti e residenti italiani nelle zone montane durante la stagione estiva.

Collaborazione e ringraziamenti

Aiut Alpin Dolomites ha voluto sottolineare la proficua collaborazione con l'Azienda sanitaria dell'Alto Adige. Fondamentale è stato anche il supporto della Centrale provinciale d'emergenza e di Heli elisoccorso Alto Adige. Queste sinergie hanno permesso di coordinare al meglio le operazioni di soccorso.

Un sentito ringraziamento è stato espresso ai volontari del Soccorso alpino. Un plauso speciale è andato ai piloti, ai verricellisti, ai medici, agli anestesisti e ai tecnici di elicottero. Queste figure professionali hanno garantito il servizio di pronto intervento dalla base di Pontives. La loro dedizione quotidiana è stata cruciale per il successo delle missioni.

Il servizio Aiut Alpin Dolomites riprenderà la sua operatività per la stagione invernale. La ripartenza è prevista per il 4 dicembre 2026. L'attesa è già alta per garantire la sicurezza nelle aree montane anche durante i mesi più freddi.

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