Presentazione libro "Il Colpevole" a Bassano
L'imprenditore Sergio Cusani presenterà il suo libro autobiografico “Il Colpevole”, edito da Rizzoli, martedì 24 marzo alle ore 18 presso la libreria Palazzo Roberti di Bassano. All'incontro parteciperà anche Carlo Sama.
Il volume, che si estende per quasi quattrocento pagine, esplora la vita di Cusani, figura centrale nella stagione di Mani Pulite, attraverso un racconto che si configura come autobiografia, confessione e atto d'accusa.
Cusani: la politica attuale e il giudizio su Mani Pulite
Nel suo libro, Cusani sostiene che la politica odierna sia peggiore rispetto al passato e descrive l'operato di Mani Pulite come uno spettacolo mediatico più che un'autentica ricerca della verità. L'imprenditore, che ha trascorso un periodo in carcere a seguito del processo Enimont, rivendica la sua scelta di non sottrarsi alle responsabilità, accettando il ruolo di "colpevole" attribuito a lui in quel periodo storico.
Cusani riflette sulla sua formazione, iniziata nel clima del Sessantotto milanese e proseguita negli ambienti della finanza, attraversando mondi apparentemente distanti come il maoismo studentesco e i salotti del capitalismo italiano. Il suo percorso, dall'università Bocconi al gruppo Ferruzzi, è visto come emblematico dell'ascesa dell'Italia negli anni Ottanta, un'epoca caratterizzata dall'intreccio tra industria, politica e finanza.
Il libro: verità, giustizia e il caso Enimont
“Il Colpevole” non si presenta come un'autodifesa, ma come un tentativo di ricomporre un quadro storico complesso, in cui la verità processuale è solo una delle tante possibili. Cusani critica il metodo dei magistrati di Mani Pulite, ritenendo che lo scandalo mediatico abbia prevalso sugli approfondimenti necessari, portando a un esito giudiziario da lui definito "misero".
L'imprenditore sottolinea come la trasmissione televisiva del processo Enimont abbia contribuito ad "accecare la verità sotto i riflettori", impedendo una reale comprensione della vicenda. Riguardo al finanziamento illecito ai partiti, Cusani lo descrive come un fenomeno strutturale, radicato nei rapporti di potere e considerato illegittimo ma di uso comune.
Confrontando l'attuale rapporto tra politica e imprese con quello della Prima Repubblica, Cusani afferma che la situazione è peggiorata, con la politica sempre più legata al sistema imprenditoriale. Nel libro, vengono analizzate le figure di Serafino Ferruzzi e Raul Gardini, descritti come opposti: il primo un grande imprenditore, il secondo un finanziere incline all'azzardo, la cui immagine ha prevalso sulla sua funzione.
Il carcere come "nuova libertà"
Cusani descrive l'esperienza del carcere non solo come una privazione, ma quasi come una "nuova libertà", un luogo in cui si è liberato parzialmente dalle proprie prigioni interiori. Questa prospettiva radicale sul periodo di detenzione suggerisce un profondo cambiamento nel suo modo di guardare alla vita e al futuro.