Il Gip di Enna ha respinto per la terza volta una richiesta di patteggiamento nell'ambito dell'omicidio stradale del 15enne Gabriele Giadone. La decisione apre la strada a un dibattimento per chiarire la dinamica dell'incidente.
Rigetto del terzo patteggiamento per incidente mortale
La giustizia di Enna ha nuovamente negato la possibilità di un accordo in sede di patteggiamento. Riguarda il tragico incidente che ha causato la morte del giovane Gabriele Giadone, appena quindicenne. Il giudice per le indagini preliminari, Ornella Zelia Futura Maimone, ha rigettato l'ennesima proposta. Questa volta si trattava di una pena di un anno e otto mesi.
È la terza volta che un tentativo di patteggiamento viene bloccato. L'accusa è di omicidio stradale. Il giovane Gabriele Giadone perse la vita mentre era alla guida del suo ciclomotore. Un'auto, condotta da Giuseppe Paternò, lo travolse mentre percorreva una via di Barrafranca in senso vietato.
La difesa punta al dibattimento
Il legale di Giuseppe Paternò, l'avvocato Paolo Piazza, ha espresso il suo punto di vista. «Abbiamo cercato il patteggiamento per evitare un processo lungo e mediatico», ha dichiarato. Ha aggiunto che la loro intenzione non era sottrarsi alle proprie responsabilità. «Ora andremo a dibattimento», ha specificato il legale. «Si chiarirà così la vera dinamica dell'incidente», ha concluso.
I precedenti due rigetti erano stati disposti dall'allora gip Giuseppe Noto. Egli aveva rinviato gli atti al pubblico ministero Maria Chiara Tribulato. La richiesta era di considerare l'aggravante della guida contromano. Questa circostanza doveva essere valutata nella determinazione della pena.
Familiari e associazioni chiedono giustizia
In tribunale erano presenti i genitori della vittima, Lucia e Angelo. Erano assistiti dai loro legali, gli avvocati Giusy Nicoletti e Gaetano Giunta. La loro presenza testimonia il profondo dolore e la ricerca di giustizia per la perdita del figlio.
Fuori dal palazzo di giustizia, amici e familiari di Gabriele hanno organizzato un sit-in. Hanno manifestato insieme ai rappresentanti dell'Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada. La loro richiesta era chiara: giustizia e verità per la tragica scomparsa del giovane.
Nuova perizia sulla velocità del ciclomotore
Il rigetto del patteggiamento e la conseguente restituzione degli atti al pubblico ministero aprono nuovi scenari. Tra questi, la possibilità di disporre una nuova perizia tecnica. L'obiettivo è fare chiarezza sulla velocità del ciclomotore guidato da Gabriele al momento dell'impatto. Le perizie finora presentate hanno fornito dati discordanti.
Il perito della procura aveva stimato la velocità in circa 67 chilometri orari. Al contrario, i periti di parte hanno indicato una velocità di 38 chilometri orari. Questa differenza potrebbe essere cruciale per definire le responsabilità nell'incidente.
Questa notizia riguarda anche: