La villa confiscata al capomafia Salvatore Bevilacqua a Barrafranca sarà trasformata in un centro diurno per disabili gestito da una cooperativa. Un'iniziativa che segna un nuovo corso per la comunità.
Nuova vita per la villa confiscata
La sontuosa residenza appartenuta all'avvocato Salvatore Bevilacqua, figura di spicco della mafia ennese e già esponente della Democrazia cristiana, ha trovato una nuova destinazione. L'immobile, sottratto alla criminalità organizzata, è stato consegnato a una cooperativa locale. La struttura diventerà un centro diurno dedicato alla socializzazione per persone con disabilità.
Salvatore Bevilacqua, deceduto nel maggio 2023 mentre era detenuto in un ospedale milanese, vedeva così uno dei suoi beni riacquistare valore per la collettività. Il bene confiscato era stato precedentemente assegnato al Comune di Barrafranca, che ha poi proceduto all'affidamento alla cooperativa.
Un segnale di cambiamento per Barrafranca
Il sindaco Giuseppe Lo Monaco ha sottolineato l'importanza di questo passaggio. «Riconsegnare questo bene alla comunità significa dire che Barrafranca cambia», ha affermato il primo cittadino. Ha evidenziato come l'obiettivo sia quello di sottrarre spazi alla criminalità per restituirli ai cittadini, in particolare a coloro che necessitano di maggiore supporto.
L'amministrazione comunale, insediatasi da poco, ha posto tra le sue priorità la trasformazione dei beni confiscati in servizi concreti per la cittadinanza. Il centro diurno rappresenta il primo tangibile risultato di questo impegno. Viene descritto come un luogo destinato all'accoglienza, alla costruzione di relazioni e alla promozione della dignità umana.
Questa iniziativa viene vista come un «segnale forte di discontinuità col passato», un modo per voltare pagina e costruire un futuro diverso per la città. La cooperativa incaricata della gestione si occuperà di creare un ambiente stimolante e inclusivo.
Servizi e attività per i disabili
Il nuovo centro diurno accoglierà circa dieci persone con disabilità. Saranno offerte loro opportunità di socializzazione e partecipazione ad attività specifiche. Particolare attenzione sarà dedicata ai laboratori, pensati per stimolare le capacità individuali e favorire l'espressione creativa.
L'obiettivo è creare un ambiente sereno e produttivo, dove i partecipanti possano sentirsi valorizzati e integrati. La scelta di destinare la villa a un servizio così importante dimostra una chiara volontà di investire nel benessere sociale del territorio. La cooperativa Pietro Farinato si è detta pronta a mettere in campo tutte le risorse necessarie per garantire il successo del progetto.
L'assegnazione del bene confiscato a una realtà del terzo settore sottolinea l'importanza della collaborazione tra enti pubblici e associazioni per il raggiungimento di obiettivi sociali ambiziosi. La trasformazione della villa di un noto capomafia in un luogo di inclusione e speranza è un messaggio potente per l'intera comunità ennese.
Domande frequenti
Cosa diventerà la villa confiscata a Salvatore Bevilacqua a Barrafranca? La villa confiscata al capomafia Salvatore Bevilacqua a Barrafranca sarà trasformata in un centro diurno di socializzazione per persone con disabilità. La gestione sarà affidata alla cooperativa Pietro Farinato.
Chi ha promosso questa iniziativa a Barrafranca? L'iniziativa è stata promossa dall'amministrazione comunale di Barrafranca, guidata dal sindaco Giuseppe Lo Monaco, in collaborazione con la cooperativa Pietro Farinato. L'obiettivo è riutilizzare i beni confiscati alla criminalità per scopi sociali.