Salute

Tumore al seno: rete oncologica del Sud per cure più vicine

16 marzo 2026, 18:06 2 min di lettura
Tumore al seno: rete oncologica del Sud per cure più vicine Immagine da Wikimedia Commons Bari
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Sanità meridionale: uniti contro il tumore al seno

Un nuovo progetto, denominato Beacon, mira a migliorare l'accesso alle cure per le pazienti affette da tumore al seno nel Mezzogiorno. L'iniziativa collega tre importanti istituti oncologici situati in Campania, Basilicata e Puglia.

L'obiettivo principale è ridurre la cosiddetta «mobilità sanitaria», ovvero gli spostamenti forzati di pazienti fuori regione per ricevere trattamenti adeguati. Ogni anno, decine di migliaia di persone sono costrette a viaggiare per accedere a cure oncologiche di qualità.

Beacon: la rete di eccellenza oncologica

Il progetto Beacon mette in sinergia l'Irccs Pascale di Napoli, il Crob di Rionero in Vulture e il Giovanni Paolo II di Bari. Questi centri rappresentano un punto di riferimento per la cura del tumore al seno nel Sud Italia.

L'iniziativa, promossa da Novartis con il supporto di Iqvia, nasce da un'idea dell'ex direttore dell'Istituto dei tumori di Napoli, Attilio Bianchi, nell'ambito dell'Alleanza Mediterranea Oncologica in Rete (A.M.O.Re.). Si punta a creare una rete clinica solida attraverso la condivisione di competenze, dati e l'uso di tecnologie digitali e telemedicina.

Cure oncologiche accessibili e di qualità

«La qualità delle cure non può dipendere dalla geografia», ha sottolineato Michelino De Laurentiis, coordinatore del progetto e capo dipartimento di Senologia all'Istituto dei tumori di Napoli. L'unione di questi centri d'eccellenza mira a offrire trattamenti avanzati vicino alle pazienti, evitando i disagi e i costi dei lunghi spostamenti.

Il progetto prevede la valutazione di indicatori specifici in cinque fasi cruciali del percorso oncologico: screening e diagnosi precoce, intervento chirurgico, esiti della malattia, gestione degli effetti collaterali delle terapie e qualità della vita delle pazienti.

Un modello per il futuro della sanità

Il direttore generale del Pascale, Maurizio di Mauro, ha annunciato che la prossima fase sarà la sperimentazione operativa all'interno della rete A.M.O.Re. Se il modello si dimostrerà efficace, potrà servire da esempio per altre realtà sanitarie in Italia, contribuendo a colmare le disparità territoriali nell'accesso alle cure.

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