Operai in protesta su un'impalcatura a Torricella Sicura per stipendi arretrati ottengono un accordo. L'impresa committente si fa carico dei pagamenti e propone la riassunzione diretta dei lavoratori.
Protesta operaia per stipendi non pagati
Una decina di operai italiani ha manifestato la propria protesta. Sono saliti su un'impalcatura nel cantiere di Piano Grande. La loro rivendicazione riguardava stipendi arretrati. Ogni lavoratore attendeva circa settemila euro. L'episodio è avvenuto a Torricella Sicura. La situazione si è sbloccata grazie a una trattativa. L'incontro si è svolto sul posto. Hanno partecipato il sindacato Filca Cisl e le forze dell'ordine. L'obiettivo era garantire la sicurezza dei lavoratori. Si cercava una soluzione economica.
Accordo raggiunto con l'impresa committente
Il segretario generale interregionale Filca Cisl, Giancarlo De Sanctis, ha guidato le negoziazioni. L'impresa committente locale, Casa Attiva, ha mostrato grande responsabilità. Nonostante avesse già saldato i lavori eseguiti, ha deciso di intervenire. L'azienda ha erogato un acconto immediato di 2.000 euro a ciascun operaio. Questo pagamento è avvenuto tramite bonifico. L'iniziativa è volta a sopperire all'assenza del subappaltatore. Quest'ultimo, con sede a Modugno, in provincia di Bari, risulta irrintracciabile. La sua scomparsa ha creato la crisi.
Indagini sulla ditta subappaltatrice
La trattativa ha sollevato dubbi sulla gestione della ditta pugliese. Il sindacato ha denunciato irregolarità. «Un'azienda che non sembra affatto in regola», ha affermato De Sanctis. È emerso che i lavoratori erano stati licenziati settimane prima. Non ne erano stati informati. Continuavano a lavorare ignari della loro posizione. Sono state avviate verifiche. Si controlleranno i dati presso la Cassa Edile, l'INPS e l'INAIL. L'obiettivo è recuperare le differenze retributive dovute. Si vuole fare chiarezza sulla situazione.
Proposta di riassunzione e allarme contagio
L'impresa Casa Attiva ha offerto la riassunzione diretta. Tutti i dipendenti verrebbero assunti senza intermediari. Questa proposta è in fase di valutazione da parte dei lavoratori. La decisione arriverà dopo aver ricevuto l'acconto. La situazione era critica per molti padri di famiglia. Erano rimasti senza stipendio per mesi. Molti avevano accumulato debiti significativi. Il sindacato lancia però un allarme. Il rischio di un effetto contagio è concreto. La ditta barese opera anche in altri cantieri nel Teramano. Altri operai, inclusi quelli egiziani ripartiti il giorno precedente, potrebbero trovarsi in condizioni simili. La possibilità di nuove proteste estreme nelle prossime ore è elevata. La crisi potrebbe estendersi.
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