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Una docuserie innovativa segue otto adolescenti e tre insegnanti in un anno scolastico itinerante attraverso l'Italia. L'esperienza, che unisce apprendimento e viaggio, debutterà ad Alice nella città e sarà trasmessa su Rai 3 e RaiPlay.

Un anno scolastico sui sentieri d'Italia

È nata una nuova docuserie intitolata "Strade Maestre - La scuola in cammino". Il progetto documenta un'esperienza educativa unica. Otto giovani, tra i sedici e i diciotto anni, hanno scelto di abbandonare le aule tradizionali. Hanno intrapreso un anno scolastico interamente percorso a piedi. Tre insegnanti li hanno guidati in questo percorso formativo. L'idea era creare uno scambio proficuo. Si voleva mettere in contatto chi ha già concluso il percorso di studi con chi sta ancora affrontando l'obbligo scolastico. Marco Allegrezza, uno dei registi, ha così riassunto il senso del progetto. La serie è diretta da Marco Allegrezza, Marco Leopardi e Sabrina Scansani. Dopo la presentazione ad Alice nella città, evento collaterale alla Festa del Cinema di Roma, la docuserie arriverà nel 2027. Sarà trasmessa su Rai 3 e successivamente disponibile su RaiPlay. La produzione è di Stemal Entertainment, in collaborazione con Rai Fiction.

Apprendimento esperienziale tra natura e cultura

I protagonisti di questo viaggio sono otto adolescenti: Gioele, Anna, Aron, Lisa Sofia, Edoardo, Ariele, Lolevia e Neri. Al loro fianco, come figure adulte di riferimento, ci sono le guide/insegnanti Roberta Cortella, Marco Saverio Loperfido e Marcello Paolocci. Altri educatori si sono uniti a loro lungo il cammino. L'esperimento trae origine dal progetto educativo 'Strade Maestre'. Questo progetto è promosso dalla cooperativa sociale CamminaMenti. Il programma scolastico è stato perfettamente integrato con la geografia del percorso. La storia è stata studiata nei luoghi di importanti eventi storici. La letteratura è stata esplorata nei paesaggi descritti da vari autori. Le scienze naturali sono state apprese direttamente sul campo. Le giornate erano scandite da camminate quotidiane. Le lezioni e le interrogazioni avvenivano in movimento. Periodi di sosta permettevano approfondimenti tematici. L'itinerario ha attraversato l'Italia, da Orvieto a Civitavecchia. Ha toccato Palermo e la Calabria. Ha percorso la dorsale appenninica fino a Bologna e Venezia, arrivando a Trieste. Il viaggio ha incluso grandi città come Bari, Roma e Firenze, ma anche piccoli borghi.

Le sfide e le scoperte dei giovani viaggiatori

Durante il percorso, emergono le personalità dei ragazzi. Si aprono al dialogo e talvolta al confronto. Mostrano le loro fragilità. Alcuni condividono le loro battaglie personali. C'è chi ha superato disturbi alimentari. Altri provengono da contesti familiari complessi. Non mancano però la dimostrazione di capacità, empatia e speranza. I registi Marco Allegrezza e Marco Leopardi hanno condiviso il viaggio con gli studenti. Percorrevano anche 25 km al giorno. Sabrina Scansani supervisionava il materiale girato e si occupava del montaggio. «Poi insieme, giorno per giorno, cercavamo di capire che cosa riprendere nelle giornate successive», ha spiegato Scansani. I due coregisti hanno accumulato oltre 353 ore di riprese. «Anche con una fatica fisica colossale», ha aggiunto Scansani, «per vivere con i ragazzi le cose nel momento in cui accadevano». L'obiettivo era «seguirli senza mai interferire con il viaggio», ha sottolineato Marco Leopardi. Leopardi è già autore per la Rai della docufiction 'Boez, Andiamo via', incentrata sul cammino come misura alternativa alla detenzione per giovani detenuti. «Questo ci ha permesso di essere completamente inglobati fra di loro. Eravamo parte del viaggio, quindi è bastato abbastanza poco per poter essere 'invisibili'».

Il cammino come collante sociale e umano

La serie evidenzia come le dinamiche tra i ragazzi e con gli adulti abbiano rafforzato la coesione. Nonostante qualche inevitabile attrito, è emerso un forte senso di famiglia. «Credo che il cammino sia la chiave di tutto», ha osservato Leopardi. «Questa è un'esperienza che ti porta ad avere attenzione l'uno per l'altro, a prendere delle decisioni comuni. È inevitabile: se vuoi stare insieme devi trovare dei compromessi e degli accordi. Il cammino è veramente il collante, secondo me, di questa unione». Rispetto alla scuola tradizionale, "Strade Maestre" potrebbe apparire come un'utopia. «Roberta Cortella da tempo esporta questa esperienza, con gite orientate al cammino fatte a inizio dell'anno scolastico», ha commentato Leopardi. «I risultati che ottiene sono assolutamente positivi. Bastano tre giorni e il senso d'amicizia nella classe si consolida». Tuttavia, un'esperienza più lunga e strutturata come quella documentata nella serie offre spunti di riflessione più profondi sull'educazione e sulla crescita personale.

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