Condividi

La percezione della sicurezza influenza fortemente le abitudini di acquisto degli italiani. La maggioranza dei consumatori sceglie aree considerate sicure, con un impatto significativo sul commercio di prossimità.

Sicurezza e abitudini di consumo

Un'indagine condotta dal Censis in collaborazione con Confcommercio ha messo in luce un dato rilevante. La maggior parte degli italiani, pari al 72,4%, orienta le proprie scelte di acquisto verso zone che percepisce come sicure. Questo dato sottolinea l'importanza della sicurezza nella decisione di dove spendere il proprio denaro.

Non solo per gli acquisti, ma anche per le attività ricreative. Il 61,4% degli intervistati dichiara di valutare attentamente il livello di sicurezza di un'area prima di decidere di recarsi in un ristorante. La tranquillità diventa quindi un fattore determinante per la fruizione dei servizi.

Questi risultati emergono da uno studio approfondito sul commercio di prossimità e sulla vivibilità delle città. La ricerca è stata presentata a Bari, durante un evento organizzato da Confcommercio. L'analisi si focalizza sulle interconnessioni tra sicurezza urbana e dinamiche economiche.

Cresce l'allarme microcriminalità

La ricerca evidenzia un aumento della preoccupazione sociale, specialmente nei centri urbani. Circa quattro italiani su dieci ritengono che la microcriminalità sia in crescita nelle loro zone di residenza. Il dato preciso è del 42,8%.

Anche la percezione di insicurezza generale è in aumento. Il 39% degli intervistati avverte un peggioramento della sicurezza. A questo si aggiunge la percezione di degrado, segnalata dal 38,8% dei cittadini.

Queste percentuali tendono ad aumentare nei comuni con una popolazione superiore ai 30mila abitanti. Le aree più densamente popolate sembrano soffrire maggiormente di questi fenomeni, acuendo il senso di insicurezza.

L'indagine Censis-Confcommercio analizza anche i fattori che contribuiscono a rendere un quartiere più sicuro. Una buona illuminazione pubblica è considerata fondamentale dal 72% dei cittadini. La presenza visibile delle forze dell'ordine è citata dal 62,4%.

Anche i negozi aperti giocano un ruolo importante. Il 40,7% degli intervistati ritiene che la loro presenza contribuisca alla sicurezza. Le telecamere e i sistemi di videosorveglianza sono indicati dal 39,1%.

Il ruolo dei commercianti per la sicurezza

I commercianti sono visti come attori chiave nella promozione della sicurezza urbana. L'83,9% dei cittadini riconosce il loro contributo al decoro e alla sicurezza del territorio. La loro presenza attiva può fungere da deterrente.

La collaborazione tra diverse entità è considerata essenziale. L'88,7% degli intervistati ritiene fondamentale rafforzare il legame tra istituzioni locali, forze dell'ordine e associazioni. Questo attraverso protocolli di sicurezza condivisi e iniziative congiunte.

La ricerca sottolinea anche la forte preferenza per i negozi di prossimità. Il 95,7% degli italiani dichiara di effettuare acquisti in questi esercizi commerciali. La vicinanza e la familiarità sono elementi apprezzati.

La presenza di negozi e locali aperti contribuisce a un senso di maggiore sicurezza. L'85,9% dei cittadini si sente più protetto in aree vivaci. Al contrario, l'83,2% ritiene che la chiusura di questi esercizi favorisca il degrado urbano.

In situazioni di necessità, poter contare sulla presenza di commercianti, baristi e ristoratori è considerato importante dall'85,8% degli intervistati. Questo rafforza il concetto di comunità e di mutuo supporto.

Dati sui furti e rapine

Lo studio Censis-Confcommercio ha anche fornito dati preoccupanti sui reati nei negozi. I furti negli esercizi commerciali si avvicinano ai livelli registrati prima della pandemia. Tra il 2019 e il 2025, si è registrato un calo dell'1,4%.

Le rapine, invece, hanno superato i valori pre-Covid. Nel 2025, si è osservato un aumento del 10,6% rispetto al 2019. Questi dati indicano una recrudescenza di questo tipo di reato.

Nel 2025, un esercizio commerciale su dieci ha denunciato un furto subito. Cinque esercizi su mille hanno invece denunciato una rapina. Questi numeri evidenziano la vulnerabilità del settore.

L'indagine si inserisce in un contesto più ampio di dibattito sulla sicurezza urbana e sulla qualità della vita nelle città italiane. La percezione di sicurezza, infatti, non riguarda solo la criminalità, ma anche la presenza di servizi, la pulizia degli spazi pubblici e la vivacità commerciale.

La stretta correlazione tra sicurezza percepita e abitudini di acquisto suggerisce che le politiche urbane dovrebbero considerare questi aspetti in modo integrato. Investire nella sicurezza significa anche sostenere l'economia locale e migliorare il benessere dei cittadini. La collaborazione tra pubblico e privato appare come la strada maestra per affrontare queste sfide complesse.