Condividi

La percezione di sicurezza incide pesantemente sulle abitudini di acquisto degli italiani. Oltre il 72% dei cittadini predilige aree considerate sicure per fare acquisti, mentre il 61% valuta la sicurezza di un quartiere prima di scegliere un ristorante. L'indagine Censis-Confcommercio evidenzia anche un aumento dell'allarme sociale legato a microcriminalità e degrado, soprattutto nei centri urbani.

Percezione di sicurezza guida le scelte dei consumatori

La sicurezza percepita da un cittadino gioca un ruolo cruciale nelle sue decisioni di acquisto. Un'indagine condotta da Censis e Confcommercio ha rivelato che una percentuale significativa di italiani, pari al 72,4%, sceglie di effettuare acquisti esclusivamente in zone che ritiene sicure. Questo dato sottolinea come la tranquillità e l'assenza di pericoli siano fattori determinanti per la spesa quotidiana.

Non solo per lo shopping, ma anche per le attività ricreative. Il 61,4% degli intervistati dichiara di valutare attentamente il livello di sicurezza di un'area prima di decidere dove andare a mangiare fuori, optando per ristoranti situati in contesti percepiti come protetti.

Questi risultati emergono da uno studio che ha analizzato il commercio di prossimità, la sicurezza e la vivibilità delle città italiane. La presentazione è avvenuta a Bari, durante un evento organizzato da Confcommercio denominato "inCittà". L'indagine mira a fornire un quadro chiaro delle preoccupazioni dei cittadini e dell'impatto di tali preoccupazioni sul tessuto economico e sociale.

Cresce l'allarme sociale per microcriminalità e degrado urbano

La ricerca mette in luce un crescente sentimento di allarme sociale tra gli italiani. Questo malessere è particolarmente accentuato nelle aree urbane, dove la percezione di un peggioramento delle condizioni di vita è diffusa. Circa quattro italiani su dieci ritengono che la microcriminalità sia in aumento nella propria zona di residenza.

La percentuale sale al 42,8% per quanto riguarda la microcriminalità. L'insicurezza generale è segnalata dal 39% degli intervistati, mentre il degrado urbano preoccupa il 38,8%. Questi dati diventano ancora più allarmanti se si considerano i comuni con una popolazione superiore ai 30mila abitanti, dove la quota di cittadini che percepisce un peggioramento di queste condizioni è ancora più elevata.

L'aumento della microcriminalità e del degrado urbano non solo influisce sulla qualità della vita dei residenti, ma ha anche ripercussioni dirette sulle attività commerciali. La sensazione di insicurezza può scoraggiare i potenziali clienti, limitando il flusso di persone e, di conseguenza, le vendite.

Fattori chiave per la sicurezza percepita nei quartieri

Lo studio ha anche cercato di identificare quali elementi contribuiscono maggiormente a rendere un quartiere un luogo sicuro agli occhi dei cittadini. Una buona illuminazione pubblica è considerata fondamentale, citata dal 72% degli intervistati come fattore determinante per la sicurezza.

Altrettanto importante è la presenza visibile delle forze dell'ordine sul territorio, indicata dal 62,4% dei partecipanti come elemento rassicurante. La vitalità dei quartieri, data dalla presenza di negozi aperti, è un altro indicatore di sicurezza, menzionata dal 40,7%. Anche le moderne tecnologie di sorveglianza, come telecamere e sistemi di videosorveglianza, giocano un ruolo, essendo citate dal 39,1%.

Questi elementi, combinati, creano un ambiente urbano che i cittadini percepiscono come più sicuro e vivibile. La loro assenza, al contrario, può alimentare sentimenti di insicurezza e abbandono, con conseguenze negative sull'attrattività delle aree residenziali e commerciali.

Il ruolo fondamentale dei commercianti nella sicurezza urbana

I commercianti emergono come attori centrali nella promozione della sicurezza e del decoro urbano. L'83,9% dei cittadini riconosce il loro contributo quotidiano nel mantenere le aree commerciali ordinate e sicure. La loro presenza costante, l'attenzione ai dettagli e l'interazione con la clientela creano un senso di comunità e controllo sociale informale.

Per rafforzare ulteriormente questi aspetti, l'88,7% dei cittadini ritiene essenziale potenziare la collaborazione tra le istituzioni locali, le forze dell'ordine e le associazioni di categoria. L'implementazione di protocolli di sicurezza condivisi è vista come una strategia efficace per affrontare le sfide legate alla criminalità e al degrado.

Inoltre, il report evidenzia come il 95,7% degli italiani continui ad acquistare nei negozi di prossimità, dimostrando un forte legame con il commercio locale. La presenza di attività commerciali aperte è percepita come un segnale di vitalità e sicurezza: l'85,9% degli intervistati dichiara che negozi e locali aperti li fanno sentire più sicuri. La loro chiusura, al contrario, è vista come un fattore che favorisce il degrado urbano (83,2%).

Infine, la disponibilità dei commercianti a fornire supporto in caso di necessità è un altro aspetto molto apprezzato. L'85,8% dei cittadini considera importante poter contare su commercianti, baristi e ristoratori in situazioni di emergenza o bisogno, rafforzando il ruolo sociale di queste figure professionali.

Furti e rapine: un quadro in evoluzione

L'indagine Censis-Confcommercio ha anche fornito dati specifici sull'andamento dei reati nei confronti degli esercizi commerciali. I furti nei negozi si attestano su livelli vicini a quelli registrati prima della pandemia di Covid-19. Tra il 2019 e il 2025, si è osservata una diminuzione dell'1,4%. Questo dato potrebbe suggerire un parziale recupero della situazione pre-pandemica per quanto riguarda i furti.

Tuttavia, il quadro cambia radicalmente se si considerano le rapine. Queste ultime, infatti, hanno superato i valori del 2019, registrando un incremento del 10,6% nel 2025. Questo dato è particolarmente preoccupante e indica una recrudescenza di questo tipo di reato, che ha un impatto più grave sia sul piano economico che psicologico per gli esercenti.

Nel dettaglio, nel corso del 2025, un esercizio commerciale su dieci ha sporto denuncia per furto. Per quanto riguarda le rapine, la percentuale è più bassa ma comunque significativa: cinque esercizi commerciali ogni mille hanno subito questo tipo di aggressione. Questi numeri evidenziano la persistente vulnerabilità del settore commerciale di fronte a determinate forme di criminalità.