Sciopero Scuola Bari: Docenti e ATA del Giulio Cesare-Romanazzi in Piazza
Protesta al Giulio Cesare-Romanazzi: la scuola in piazza per le criticità irrisolte
Docenti e personale ATA dell'Istituto Giulio Cesare-Romanazzi di Bari hanno incrociato le braccia e manifestato questa mattina, lunedì 9 marzo 2026, per denunciare gravi criticità interne all'istituto. La protesta, indetta dalla Flc Cgil, ha visto un'ampia partecipazione nonostante la pioggia battente, evidenziando un profondo malcontento per questioni irrisolte che affliggono la comunità scolastica.
La mobilitazione si è svolta nel capoluogo pugliese, trasformando la piazza in un simbolo della determinazione. Nonostante le avverse condizioni meteorologiche, con una pioggia insistente che ha accompagnato l'intera mattinata, la partecipazione ha superato ogni aspettativa. Questo ha testimoniato la gravità della situazione percepita da chi vive quotidianamente la realtà scolastica.
Il segretario generale della Flc Cgil Bari, Vito Fumai, ha espresso grande soddisfazione per l'adesione, dichiarando: «Siamo andati ben oltre le aspettative». Ha sottolineato come non solo il personale scolastico abbia risposto all'appello, ma anche gli studenti e alcuni loro familiari si siano uniti al presidio, con la solidarietà di insegnanti provenienti da altre scuole, rafforzando il messaggio di unità e la portata della vertenza.
La decisione di proclamare uno stato di agitazione presso il Giulio Cesare-Romanazzi non è stata presa alla leggera. Si tratta di un evento di eccezionale rarità nel panorama scolastico italiano. Vito Fumai ha evidenziato come questo sia il primo caso in Puglia e il secondo a livello nazionale, affermando che, nonostante ciò, la misura è stata «una conseguenza inevitabile, una misura necessaria».
Le ragioni alla base di questa forte mobilitazione sono molteplici e complesse. Tra le più pressanti, spiccano le continue modifiche all'orario scolastico. Dall'inizio dell'anno accademico, sono stati ben sedici i cambiamenti imposti, creando un clima di incertezza e disorganizzazione che ha compromesso la didattica e la vita degli studenti.
Queste variazioni, spesso comunicate all'ultimo minuto, hanno reso il lavoro di programmazione per i docenti estremamente arduo, se non impossibile. La capacità di pianificare le attività didattiche in modo efficace è stata gravemente compromessa. Allo stesso modo, gli alunni hanno incontrato enormi difficoltà nella gestione dello studio a casa, con ripercussioni negative sul loro percorso formativo.
Un punto di svolta significativo è stato raggiunto con la riapertura del tavolo di contrattazione. Fumai ha confermato: «Abbiamo raggiunto la riapertura del tavolo di contrattazione». Questo risultato è stato accolto con un cauto ottimismo dalla Cgil, che lo considera un passo fondamentale verso la risoluzione delle criticità. La ripresa del dialogo tra le parti è essenziale per affrontare le questioni aperte e trovare soluzioni condivise.
Inoltre, il personale ATA è stato convocato per definire il piano delle attività, un'azione concreta per migliorare l'organizzazione interna dell'istituto. Sono stati anche sbloccati alcuni progetti precedentemente in stallo. Tuttavia, Fumai ha rimarcato che «diversi punti, però, restano irrisolti», sottolineando la complessità della situazione.
Tra i nodi irrisolti, la questione dei doppi turni ha rappresentato una delle maggiori preoccupazioni. L'attivazione di questa modalità, spesso imposta senza adeguata preparazione, ha generato ulteriore stress e disagi. La gestione degli spazi e dei tempi è diventata una sfida quotidiana, con impatti diretti sulla qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento.
Una soluzione concreta per alleggerire la pressione sui doppi turni sembra ora delinearsi. Si prevede l'attivazione, nel più breve tempo possibile, del plesso della ex scuola Carlo del Prete. Questa struttura, situata in corso Benedetto Croce, nel Municipio 2 di Bari, è stata individuata come risorsa chiave per ampliare gli spazi disponibili e distribuire meglio le attività didattiche.
La decisione è maturata in seguito a un incontro tenutosi nei giorni scorsi presso la Città Metropolitana. A questo tavolo di confronto hanno partecipato anche le rappresentanze sindacali, contribuendo a definire un percorso condiviso. L'obiettivo è rendere la struttura operativa in tempi rapidi, attraverso l'esecuzione di lavori di adeguamento definiti «lampo».
Il consigliere delegato della Città Metropolitana per l'edilizia scolastica, Marco Bronzini, ha fornito rassicurazioni in merito. Ha affermato che «il cronoprogramma stabilito per la disponibilità dei locali della Del Prete sarà pienamente rispettato». Questa dichiarazione infonde fiducia nella possibilità di vedere la nuova sede operativa entro la metà del mese corrente, offrendo un respiro alla comunità scolastica.
L'apertura della ex Carlo del Prete rappresenta un passo significativo per alleviare la pressione logistica. Consentirà una migliore organizzazione delle classi e degli orari, riducendo la necessità di ricorrere ai doppi turni. Questo dovrebbe tradursi in un ambiente di apprendimento più sereno e produttivo per tutti, studenti e docenti.
Nonostante i progressi ottenuti, la Flc Cgil e la comunità scolastica del Giulio Cesare-Romanazzi rimangono vigili. La riapertura del dialogo e le soluzioni parziali sono un inizio, ma la piena risoluzione di tutte le problematiche richiede un impegno costante. L'attenzione resta alta sulle questioni ancora irrisolte, con l'obiettivo di garantire condizioni di lavoro e studio ottimali.
La protesta di oggi ha dimostrato la forza della mobilitazione collettiva di fronte a disagi prolungati. Ha messo in luce la necessità di ascoltare le voci di chi vive la scuola ogni giorno. L'istituto Giulio Cesare-Romanazzi, con la sua azione, ha posto un precedente importante, non solo a livello locale ma anche nazionale, per la difesa dei diritti e della qualità dell'istruzione.
La battaglia per una scuola efficiente e funzionale è un processo continuo. Richiede la collaborazione di tutte le parti coinvolte: istituzioni, sindacati, personale scolastico, studenti e famiglie. Solo attraverso un impegno congiunto sarà possibile superare le sfide e costruire un futuro migliore per l'educazione. La comunità di Bari ha dimostrato di essere pronta a lottare per questo obiettivo.