Cronaca

Sciopero docenti e ATA a Bari: Giulio Cesare-Romanazzi in protesta

9 marzo 2026, 15:01 5 min di lettura
Sciopero docenti e ATA a Bari: Giulio Cesare-Romanazzi in protesta Immagine da Wikimedia Commons Bari
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Mobilitazione al Giulio Cesare-Romanazzi: la scuola chiede risposte

Docenti e personale ATA dell'istituto Giulio Cesare-Romanazzi di Bari hanno incrociato le braccia lunedì 9 marzo 2026. La mobilitazione, indetta dalla FLC Cgil, ha portato in piazza numerosi manifestanti per denunciare una serie di problematiche irrisolte che affliggono la quotidianità scolastica.

Nonostante una pioggia battente, la manifestazione ha visto una partecipazione significativa. L'adesione ha superato le aspettative degli organizzatori, segno di un disagio diffuso all'interno della comunità scolastica.

Al presidio non erano presenti solo insegnanti e personale amministrativo, tecnico e ausiliario. Hanno partecipato anche numerosi studenti e alcuni loro familiari, a testimonianza del coinvolgimento dell'intera comunità.

La solidarietà è giunta anche da docenti di altre scuole, che hanno voluto esprimere il loro sostegno. Questa unione di intenti ha rafforzato il messaggio di richiesta di attenzione verso le difficoltà del sistema educativo.

Il segretario generale della FLC Cgil Bari, Vito Fumai, ha espresso soddisfazione per la massiccia adesione. Ha sottolineato come la partecipazione abbia dimostrato la gravità delle questioni sollevate.

La proclamazione dello stato di agitazione per il Giulio Cesare-Romanazzi rappresenta un evento di particolare rilievo. Si tratta del primo caso in Puglia e del secondo a livello nazionale, rendendo la protesta un segnale forte e inequivocabile.

Fumai ha descritto la decisione come «una conseguenza inevitabile, una misura necessaria» di fronte alle difficoltà. La scelta di ricorrere allo sciopero è stata l'ultima spiaggia dopo mesi di tentativi di dialogo.

Al centro delle rivendicazioni vi è la gestione degli orari e delle attività didattiche. Dall'inizio dell'anno scolastico, l'istituto ha subito ben 16 cambiamenti d’orario, un numero che rende impossibile una programmazione efficace.

Questa instabilità ha un impatto diretto sulla qualità dell'insegnamento. I docenti faticano a pianificare le lezioni e le attività extra-curriculari, compromettendo la continuità didattica.

Anche gli studenti risentono pesantemente di questa situazione. La gestione dello studio a casa diventa un'impresa ardua, con continue modifiche che alterano le loro routine e capacità di organizzazione.

Un altro punto critico riguarda l'attivazione dei doppi turni, una misura spesso adottata per far fronte a problemi strutturali o di sovraffollamento. Questa soluzione, sebbene necessaria in alcuni contesti, genera ulteriori disagi per studenti e famiglie.

I doppi turni implicano orari scolastici prolungati o spezzati, che possono incidere negativamente sul rendimento degli alunni. Limitano inoltre il tempo per attività extrascolastiche e per la vita familiare.

Nonostante le difficoltà, la mobilitazione ha già portato a risultati concreti. La Cgil ha espresso un cauto ottimismo riguardo agli sviluppi successivi alla protesta.

Uno dei successi più importanti è la riapertura del tavolo di contrattazione. Questo passo è fondamentale per avviare un dialogo costruttivo tra le parti e cercare soluzioni condivise.

È stata inoltre convocata una riunione per il personale ATA, con l'obiettivo di definire il piano delle attività. Questo permetterà una migliore organizzazione del lavoro e una maggiore chiarezza sui compiti.

Parallelamente, sono stati sbloccati alcuni progetti che erano in fase di stallo. Questo sblocco rappresenta un segnale positivo e un primo passo verso la normalizzazione della situazione.

Tuttavia, Vito Fumai ha ribadito che diversi punti rimangono irrisolti. La questione dei continui cambiamenti d'orario, in particolare, continua a essere una spina nel fianco per l'istituto.

La ricerca di soluzioni strutturali è quindi prioritaria per garantire un ambiente scolastico sereno ed efficiente. La stabilità degli orari è un prerequisito per un'offerta formativa di qualità.

Per affrontare la problematica dei doppi turni, è stata individuata una soluzione logistica. Si prevede l'attivazione del plesso della ex scuola ‘Carlo del Prete’, situata in Corso Benedetto Croce, nel Municipio 2.

Questa struttura, attualmente non utilizzata, dovrebbe essere resa operativa al più presto. La sua riapertura mira a decongestionare gli spazi del Giulio Cesare-Romanazzi e a eliminare la necessità dei doppi turni.

Nei giorni scorsi, un incontro presso la Città Metropolitana ha permesso di trovare un accordo su questa soluzione. Al tavolo di confronto hanno partecipato anche i rappresentanti sindacali, contribuendo alla definizione della strategia.

L'utilizzo della ex ‘Carlo del Prete’ richiederà l'esecuzione di alcuni lavori di adeguamento. Si tratta di interventi rapidi, definiti «lavori lampo», per rendere la struttura agibile in tempi brevi.

Il consigliere delegato della Città Metropolitana per l'edilizia scolastica, Marco Bronzini, ha assicurato il rispetto del cronoprogramma. Ha affermato che «il cronoprogramma sulla disponibilità dei locali della Del Prete sarà rispettato».

L'operatività del nuovo plesso è prevista a partire da metà mese. Questa tempistica suggerisce un impegno concreto delle istituzioni per risolvere rapidamente le criticità logistiche.

La comunità scolastica attende con fiducia l'implementazione di queste misure. La speranza è che possano portare a una maggiore stabilità e a un miglioramento delle condizioni di lavoro e di studio.

La protesta del Giulio Cesare-Romanazzi ha acceso i riflettori sulle sfide che molte scuole devono affrontare. La collaborazione tra istituzioni, sindacati e comunità è essenziale per garantire il diritto a un'istruzione di qualità.

Il dialogo avviato e le soluzioni proposte rappresentano un passo importante. Tuttavia, la vigilanza e l'impegno costante saranno necessari per assicurare che le promesse si traducano in miglioramenti duraturi per tutti.

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