In Puglia persiste un marcato divario retributivo di genere, con le donne che guadagnano mediamente il 27,2% in meno degli uomini. Questo dato, emerso da un'analisi Inps, evidenzia anche significative differenze nel settore pensionistico e nell'occupazione.
Il divario retributivo in Puglia
La retribuzione media giornaliera delle donne in Puglia si attesta a 64,8 euro. Gli uomini, invece, percepiscono in media 89 euro al giorno. Questo si traduce in un divario salariale del 27,2% a sfavore delle lavoratrici. La media nazionale italiana per questo divario è leggermente inferiore, attestandosi al 25,7%.
Anche nel settore pubblico pugliese la disparità è evidente. La paga media giornaliera femminile raggiunge i 113,8 euro. Per i colleghi uomini, la cifra sale a 143,6 euro. Questi dati provengono dal Rendiconto regionale di genere 2025 dell'Inps.
La presentazione del rapporto è avvenuta a Bari, presso la sede dell'Acquedotto Pugliese. Erano presenti figure di spicco dell'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale. Tra questi, il presidente del Civ Inps Roberto Ghiselli. Presenti anche la direttrice regionale Inps Puglia Benedetta Dito e la presidente del Comitato regionale Inps Puglia Cosima Nadia Polito.
Pensioni e occupazione: le cifre del divario
Il documento dell'Inps rivela che la differenza di genere si estende anche al sistema pensionistico. Le pensioni femminili risultano mediamente inferiori del 44% rispetto a quelle maschili. Questo divario pensionistico si attesta al 28% tra i dipendenti pubblici. Tra i lavoratori autonomi, la differenza raggiunge il 35%.
Per quanto riguarda l'occupazione, il tasso femminile in Puglia è fermo al 37,9%. Al contrario, quello maschile si attesta al 64,2%. Il divario occupazionale è quindi del 26,3%. Si tratta di un lieve miglioramento rispetto al 27,3% registrato nel 2024. Tuttavia, questo dato rimane ben al di sopra della media nazionale, fissata al 17,4%.
A livello regionale, il tasso di disoccupazione femminile raggiunge l'11,5%. Questo valore supera di 2,4% quello maschile. La forbice si allarga ulteriormente tra le fasce più giovani. Nella fascia d'età tra i 15 e i 24 anni, il tasso di disoccupazione femminile tocca il 36,6%. Tra gli uomini della stessa età, è del 30,1%.
Inattività e lavoro part-time: un quadro preoccupante
Il divario di genere si accentua considerando il fenomeno dell'inattività. Tra i 15 e i 64 anni, le donne inattive in Puglia sono il 57,1%. Ciò significa un 27,9% in più rispetto agli uomini. In pratica, una donna pugliese su due in età lavorativa non è occupata e non cerca attivamente un impiego. Questo dato è significativamente superiore alla media nazionale, che si attesta al 15%.
Un'altra criticità riguarda la diffusione del lavoro part-time tra le donne. Nel 2024, il 56,9% delle dipendenti ha scelto questa modalità lavorativa. Tra gli uomini, la percentuale è molto più bassa, attestandosi al 24,7%.
Nel frattempo, si registra un aumento delle domande per il Reddito di libertà nel 2025, con 591 richieste pervenute e 292 accolte. Crescono anche le domande di congedo per donne vittime di violenza, che nel 2025 sono state 97. Un dato positivo, invece, riguarda i congedi parentali richiesti dagli uomini, che nel 2024 sono stati 5.360. Si tratta di un incremento del 73% rispetto al 2022.