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A Molfetta nasce un'intesa storica tra ASL Bari, associazioni datoriali e sindacati per potenziare la sicurezza dei pescatori pugliesi. L'obiettivo è superare la burocrazia e promuovere una prevenzione efficace sul campo.

Nuovo Patto per la Sicurezza dei Pescatori

Un importante accordo quadro vedrà la luce il prossimo 25 marzo. La firma avverrà presso la Capitaneria di Porto di Molfetta. L'intesa mira a ridurre significativamente gli infortuni occorsi durante le attività di pesca in mare. Si vuole inoltre promuovere una cultura della prevenzione realmente applicata nella vita lavorativa quotidiana. Questo patto segna un passo avanti concreto per la tutela dei lavoratori del settore ittico.

Le parti coinvolte sono molteplici e rappresentano l'intero comparto. La ASL Bari partecipa attivamente tramite il suo Dipartimento di Prevenzione, specificamente l'area SPESAL Area Nord. Accanto all'ente sanitario, ci sono le principali associazioni datoriali del settore. Non mancano i sindacati di categoria, che rappresentano gli interessi dei lavoratori. Questa sinergia è fondamentale per affrontare le complesse problematiche della sicurezza in mare.

Il settore della pesca in Puglia rappresenta un'eccellenza economica, ma anche un'area di grande fragilità. Conta circa 3.300 addetti impiegati su una flotta di 1.511 pescherecci. Questi numeri posizionano la regione al secondo posto a livello nazionale per dimensioni. La sola provincia di Bari contribuisce con un numero considerevole di imbarcazioni, stimato tra le 200 e le 300 unità attive. Queste operano principalmente nei porti di Molfetta, Monopoli e nel capoluogo stesso.

Il valore economico generato da questo comparto supera i 290 milioni di euro annui. Nonostante la sua importanza, il settore ittico pugliese rimane uno dei comparti con la più alta incidenza di infortuni sul lavoro. Le particolari dinamiche del lavoro in mare rendono spesso difficile la corretta rilevazione e gestione di tali eventi. L'accordo mira proprio a colmare queste lacune.

Reti di Collaborazione per la Prevenzione

L'intesa coinvolge una vasta e fitta rete di sigle sindacali e associazioni di categoria. Tra queste figurano realtà importanti come Federpesca, Legacoop Agroalimentare, Fedagri–Confcooperative e Agci-Agrital. Sono presenti anche Coldiretti Pesca, Flai CGIL, Fai Cisl e Uila Pesca. Non mancano i Gruppi di Azione Locale (GAL) come Gal Costa dei Trulli e Gal Terre di Mare, oltre a UNCI Agroalimentare. Questa ampia partecipazione garantisce una copertura capillare delle esigenze del settore.

Il direttore generale della ASL Bari, Luigi Fruscio, ha sottolineato l'importanza dell'iniziativa. «Intervenire nel settore della pesca significa entrare in uno degli ambienti di lavoro più complessi», ha dichiarato. «Il rischio è parte della quotidianità per questi lavoratori». Ha poi aggiunto che l'accordo mira a mettere a sistema competenze, istituzioni e rappresentanze. L'obiettivo è costruire risposte concrete e non solo teoriche. Si parla di formazione mirata, modelli organizzativi più sicuri e promozione della salute. La prevenzione nei luoghi di lavoro diventa così un elemento strutturale, non un mero adempimento formale.

I rischi a bordo dei pescherecci sono ben noti, ma spesso difficili da arginare efficacemente. Tra i più comuni si annoverano gli scivolamenti sul ponte, specialmente in condizioni meteo avverse. Vi sono poi i pericoli legati agli schiacciamenti dovuti al funzionamento dei macchinari di bordo. La movimentazione dei carichi pesanti rappresenta un altro fattore di rischio significativo. Infine, non va sottovalutato il pericolo costante di caduta in mare, con conseguenze potenzialmente fatali.

L'intesa punta su percorsi di addestramento pratico, che vadano oltre la teoria. Si promuoveranno modelli organizzativi semplificati, più adatti alla realtà operativa delle imbarcazioni. Fondamentale sarà anche lo scambio di dati tra i vari attori. Questo permetterà un monitoraggio più efficace delle malattie professionali e degli infortuni. L'obiettivo è creare un quadro completo della situazione per intervenire in modo mirato.

Focus sui "Near Miss" per Anticipare gli Incidenti

Una particolare attenzione verrà dedicata ai cosiddetti "near miss". Questi sono i "quasi infortuni", eventi che non hanno causato danni ma che avrebbero potuto farlo. Monitorare e analizzare queste situazioni è cruciale. Permette infatti di anticipare potenziali incidenti gravi e di intervenire prima che si verifichino. La prevenzione passa anche attraverso l'apprendimento dagli errori sfiorati.

Giorgio Di Leone, coordinatore SPESAL Area Nord del Dipartimento di Prevenzione, ha evidenziato un altro aspetto chiave. «La sicurezza nella pesca deve essere costruita a partire dall'esperienza reale di chi lavora a bordo», ha affermato. Questo accordo permette di strutturare interventi concreti e continuativi. La formazione pratica sarà centrale, così come le procedure condivise tra tutti gli operatori. Saranno sviluppati strumenti semplici ma efficaci per riconoscere e gestire i rischi. Lavorare sui quasi infortuni significa anticipare gli eventi. Si vuole trasformare ogni situazione critica in un'occasione di prevenzione attiva.

Questa iniziativa non nasce dal nulla, ma si inserisce in un percorso già avviato dallo SPESAL. Negli ultimi tempi, l'ente ha promosso anche campagne di screening dermatologico. Queste sono state dedicate specificamente ai pescatori. Essi sono esposti prolungatamente ai raggi solari e ai danni attinici correlati. L'attenzione alla salute dei lavoratori si estende quindi a diverse problematiche, non solo quelle strettamente legate agli incidenti.

L'accordo di Molfetta rappresenta un modello di collaborazione. Dimostra come la sinergia tra istituzioni sanitarie, rappresentanze datoriali e sindacati possa portare a risultati tangibili. La sicurezza in mare è una priorità assoluta. Questo patto segna un impegno concreto per garantirla, andando oltre la semplice formalità burocratica. La salute e la sicurezza dei pescatori baresi sono ora al centro di un piano d'azione strutturato e condiviso.

Il settore della pesca, pur essendo fondamentale per l'economia locale e nazionale, presenta sfide uniche. Le condizioni ambientali estreme, le lunghe ore di lavoro e la natura intrinsecamente pericolosa delle operazioni richiedono un approccio proattivo alla sicurezza. L'accordo di Molfetta risponde a questa esigenza, promuovendo una cultura della prevenzione che coinvolga attivamente tutti gli attori. La formazione continua e l'aggiornamento delle competenze saranno elementi chiave per raggiungere questi obiettivi. Si punta a creare un ambiente di lavoro più sicuro e sostenibile per i professionisti del mare.

La cooperazione tra la ASL Bari e le organizzazioni di categoria è essenziale. Permette di adattare le strategie di prevenzione alle specificità del lavoro in mare. L'analisi dei dati sugli infortuni e sui quasi infortuni fornirà informazioni preziose. Queste informazioni guideranno lo sviluppo di protocolli di sicurezza sempre più efficaci. L'obiettivo finale è ridurre drasticamente il numero di incidenti e malattie professionali nel comparto ittico pugliese. Un impegno che guarda al futuro e alla tutela dei lavoratori.

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