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La Procura di Rimini ha sequestrato il Grand Hotel di Riccione. L'ex amministratore e collaboratori sono indagati per bancarotta fraudolenta e gestione in nero. Il valore del sequestro ammonta a 29 milioni di euro.

Sequestro penale del Grand Hotel di Riccione

Le autorità giudiziarie di Rimini hanno disposto il sequestro penale del celebre Grand Hotel. L'operazione ha coinvolto anche beni mobili e disponibilità finanziarie. Il valore totale dei beni sottoposti a vincolo ammonta a circa 29 milioni di euro. La Guardia di Finanza ha eseguito il provvedimento.

L'indagine mira a fare luce su presunte irregolarità nella gestione della struttura alberghiera. Sono state perquisite diverse proprietà. Gli accertamenti hanno interessato anche immobili situati in altre province. Le perquisizioni hanno riguardato Rimini, Milano, Monza-Brianza e Bari. Un cane specializzato nella ricerca di denaro contante ha supportato le operazioni.

Bancarotta fraudolenta e gestione illecita

Al centro delle indagini vi è l'ipotesi di bancarotta fraudolenta. Sei persone risultano formalmente indagate. Tra queste figura l'ex amministratore, Gianni Andreatta. Quest'ultimo, sebbene residente a Cuba, era domiciliato a Riccione. Viene considerato il principale artefice delle presunte operazioni illecite.

La società che gestiva il Grand Hotel è fallita da tempo. Secondo le accuse, l'amministratore avrebbe dovuto consegnare la struttura al curatore fallimentare. Invece, si sarebbe protratta una gestione occulta. Questa attività illecita sarebbe avvenuta nonostante la revoca delle licenze. Gli incassi venivano prevalentemente occultati.

Storia e futuro del Grand Hotel

Il Grand Hotel di Riccione vanta una storia prestigiosa. Fu inaugurato il 15 agosto 1929. La sua costruzione richiese appena cento giorni. L'architetto Rutilio Ceccolini ne curò il progetto. L'imprenditore Gaetano Ceschina ne volle la realizzazione. Divenne rapidamente un simbolo di mondanità durante il periodo fascista.

Gianni Andreatta assunse la gestione dopo la scomparsa della vedova di uno dei Ceschina. Il Tribunale ha dichiarato il fallimento della società nel 2023. Nonostante ciò, la gestione continuava in modo irregolare. La struttura, priva di licenze valide, era ancora operativa. Il prossimo 23 settembre l'hotel sarà messo all'asta. La base d'asta prevista è di circa 24 milioni di euro.

Al momento del sequestro, all'interno dell'hotel erano presenti alcuni turisti. Anche l'ex amministratore, Andreatta, risiedeva nella struttura. Le indagini proseguono per chiarire l'intera vicenda e recuperare i beni.

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