Misure cautelari per estorsione a Bari
Bari - Tre persone sono finite in manette nell'ambito di un'indagine su tentata estorsione aggravata. L'operazione è stata condotta dai Carabinieri di Casamassima. Il provvedimento è stato emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.
Gli arrestati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di tentata estorsione con l'aggravante del metodo mafioso. Per alcuni di loro figurano anche le accuse di ricettazione e calunnia. Le indagini preliminari sono ancora in corso.
Dettagli dell'operazione e modus operandi
L'esecuzione delle misure cautelari è avvenuta il 22 settembre. I militari della Stazione Carabinieri di Casamassima hanno coordinato l'operazione. Hanno ricevuto supporto dal Nucleo Cinofili di Modugno e dal 6° Nucleo Elicotteri di Bari Palese.
L'ipotesi investigativa riguarda una serie di condotte illecite. Queste sono state perpetrate nei comuni di Casamassima e Turi. Gli indagati avrebbero esercitato pressioni sulla vittima per ottenere beni e denaro.
Tra le azioni contestate figurano minacce verbali, danneggiamenti e aggressioni fisiche. Alcuni degli indagati erano già noti alla persona offesa. L'obiettivo era costringere la vittima a cedere beni, tra cui un'autovettura, e somme di denaro.
La vittima viveva nel terrore
Le azioni degli indagati hanno generato un clima di forte ansia e paura nella vittima. La persona offesa temeva per la propria incolumità. In alcune circostanze, la vittima è stata persino inseguita per strada.
Le minacce non si sono fermate nemmeno di fronte alla detenzione. Uno degli indagati, attualmente in carcere, avrebbe continuato a esercitare pressioni tramite un telefono cellulare. In un'occasione, ciò ha portato a una violenta aggressione.
La vittima, a seguito dell'aggressione, ha dovuto ricorrere a cure mediche. La gravità degli episodi ha spinto gli inquirenti a intervenire con misure cautelari.
Tentativo di depistaggio delle indagini
Un ulteriore elemento emerso dalle indagini riguarda un presunto tentativo di depistaggio. Uno degli indagati avrebbe sporto denuncia contro la vittima. L'accusa sarebbe stata di minaccia, ma si tratterebbe di un'accusa infondata.
Lo scopo di questa denuncia sarebbe stato quello di travisare la realtà dei fatti. L'intento era quello di sviare le indagini e nascondere le proprie responsabilità nell'ambito dell'estorsione.
Presunzione di innocenza
Si ricorda che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Gli elementi raccolti e le misure cautelari hanno carattere provvisorio. La responsabilità penale sarà accertata solo con sentenza definitiva.
Le persone indagate sono da considerarsi innocenti fino a prova contraria. La legge garantisce il diritto alla difesa e al riesame delle misure cautelari.
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