Condividi
AD: article-top (horizontal)

Il direttore artistico del Bifest, Oscar Iarussi, paragona la struttura del festival a quella di un giornale, enfatizzando il legame con l'attualità. L'edizione si chiude con numeri positivi e un'attenzione particolare al pubblico giovane.

Il festival come specchio dell'attualità

Oscar Iarussi, direttore artistico del Bifest, ha rivelato la sua peculiare visione del festival cinematografico barese. Egli concepisce la manifestazione come un vero e proprio giornale, ponendo l'accento sul legame indissolubile con la realtà e l'attualità. Questa prospettiva guida le scelte programmatiche, come dimostra l'omaggio improvvisato a Gino Paoli. Iarussi, giornalista di lungo corso e già direttore della Gazzetta del Mezzogiorno, porta la sua esperienza nel mondo dell'informazione all'interno del festival.

La sua carriera non si limita al giornalismo; è anche saggista, critico cinematografico e autore di diverse pubblicazioni. Tra queste spiccano titoli come «C'era una volta il futuro. L'Italia della Dolce Vita», «Andare per i luoghi del cinema» e «Amarcord Fellini. L'alfabeto di Federico». Nato a Foggia nel 1959, Iarussi ha assunto la direzione artistica del Bifest due anni fa, succedendo a Felice Laudadio. Ha gestito la manifestazione con discrezione e competenza, consolidando la sua reputazione nel settore.

La sua filosofia si discosta da un approccio puramente cinefilo. Il punto di partenza, spiega, non è la passione per il cinema in sé, sebbene sia profonda e radicata in una vita dedicata alla visione e alla critica di film. Piuttosto, è il rapporto con la realtà e l'attualità a dettare le linee guida. Questo approccio si traduce in una programmazione dinamica e reattiva, capace di cogliere gli spunti offerti dal presente. L'omaggio a Gino Paoli, realizzato all'ultimo minuto, ne è un chiaro esempio. Questa flessibilità permette al festival di rimanere connesso con il suo tempo.

La sua esperienza come cronista si riflette nella gestione del festival. Iarussi intende il Bifest come uno strumento per raccontare il mondo contemporaneo attraverso il cinema. La scelta di temi e film è quindi influenzata dalla volontà di offrire uno spaccato della società attuale. Questo legame con la realtà rende il festival un evento non solo culturale, ma anche socialmente rilevante. La sua eredità giornalistica permea ogni aspetto della sua direzione artistica.

Bilancio positivo e sguardo al futuro

La diciassettesima edizione del Bifest, che si è conclusa il 28 marzo, ha registrato risultati molto incoraggianti. Oscar Iarussi ha espresso soddisfazione per i numeri sia in termini di presenze che di bilancio economico. Questo successo si estende anche alle proiezioni mattutine, iniziate il lunedì, e a quelle pomeridiane tenutesi presso il Teatro Petruzzelli, una struttura capace di ospitare circa mille spettatori. L'affluenza è stata notevole, confermando l'interesse del pubblico per la proposta del festival.

Iarussi attribuisce parte di questo successo al lavoro svolto nelle scuole e nelle università. L'obiettivo è stato quello di avvicinare un pubblico sempre più giovane al cinema d'autore e alle tematiche proposte dal festival. La linea editoriale di quest'anno ha mantenuto la sua focalizzazione sull'orizzonte europeo e mediterraneo. Questa scelta riflette l'identità del territorio pugliese e contribuisce a rafforzarla. Il Bifest si pone quindi come un elemento chiave per la valorizzazione dell'identità di Bari e della Puglia.

Le dichiarazioni positive degli operatori turistici, che hanno segnalato un significativo aumento delle presenze, confortano ulteriormente la direzione intrapresa. Questo riscontro esterno conferma l'impatto positivo del festival sull'economia locale. Il Bifest non è solo un evento culturale, ma anche un motore di sviluppo per il turismo regionale. La sua capacità di attrarre visitatori dimostra la vitalità del settore e l'efficacia delle strategie promozionali adottate.

Guardando alla prossima edizione, Iarussi intende potenziare la proposta di film classici del passato. La risposta entusiasta del pubblico, anche quello più giovane, alla serata dedicata a «Nuovo Cinema Paradiso» con le musiche di Ennio Morricone, ha evidenziato l'importanza di riscoprire i capolavori del cinema. La commozione generale, inclusa quella del regista Giuseppe Tornatore, testimonia la forza intramontabile di queste opere. L'intenzione è quella di offrire al pubblico l'opportunità di rivivere emozioni intense attraverso la visione di film che hanno segnato la storia del cinema.

Il cinema italiano tra vitalità e sfide

Interrogato sulla situazione attuale del cinema italiano, Oscar Iarussi individua una notevole vitalità nel settore del documentario. Egli paragona questo momento a quello del dopoguerra, quando il documentario rappresentava una vera e propria palestra creativa, capace di produrre opere di grande valore. Questa rinascita del documentario è un segnale positivo per l'industria cinematografica nazionale, dimostrando la sua capacità di innovazione e adattamento.

Tuttavia, Iarussi solleva anche la questione spinosa del tax credit cinematografico. Questo strumento, oggetto di un'infinita polemica politica, ha visto una recente stretta che ha ridotto le opportunità per il settore. Pur riconoscendo la necessità di correggere eventuali eccessi e dismisura che si erano verificati in passato, Iarussi ritiene che l'intervento del governo sia stato forse troppo drastico. Una correzione così radicale rischia di paralizzare l'intero comparto produttivo.

La sua preoccupazione principale, in qualità di direttore artistico di un festival, è quella di non perdere per strada ospiti importanti. D'altro canto, ciò che più lo gratifica è l'interazione informale che si crea a margine del festival. I momenti in cui il pubblico si avvicina, scambia opinioni, fa complimenti o esprime critiche, sono quelli che più arricchiscono l'esperienza. Queste interazioni spontanee sono la linfa vitale di un evento culturale, creando un legame autentico tra gli organizzatori, gli artisti e il pubblico.

La sua visione del cinema italiano è quindi complessa, caratterizzata da una vivace creatività in alcuni settori, ma anche da sfide strutturali e politiche che richiedono attenzione. Il Bifest, sotto la sua guida, cerca di navigare queste acque, offrendo una programmazione che sia al contempo radicata nella realtà e proiettata verso il futuro del cinema. La sua esperienza pluriennale nel mondo della cultura e dell'informazione gli consente di avere una prospettiva ampia e critica.

AD: article-bottom (horizontal)