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Nuovi sensori sviluppati a Bari conferiscono il senso del tatto ai robot e alle protesi, aprendo la strada a interazioni più avanzate. La tecnologia recupera anche energia dal movimento.

Nuovi sensori tattili per robotica

Un importante passo avanti nella robotica è stato compiuto a Bari. Qui sono stati creati sensori ad alta tecnologia. Questi dispositivi sono capaci di replicare il senso del tatto. Trasformano il contatto fisico in segnali elettrici. L'obiettivo è dotare le pinze robotiche di questa sensibilità. Anche le protesi potranno beneficiare di questa innovazione. Il progetto mira a migliorare l'interazione uomo-macchina.

La tecnologia è frutto del lavoro di un team di ricerca. Coinvolge il dipartimento interuniversitario di Fisica. Le università coinvolte sono l'Università Aldo Moro e il Politecnico di Bari. La professoressa Anna Maria Coclite guida il gruppo di studio. È stato inaugurato un nuovo laboratorio dedicato. Si chiama ThinFilm Lab. Questo spazio permetterà di proseguire la ricerca.

La ricerca era iniziata precedentemente in Austria. Si è svolta presso l'università di Graz. Ora prosegue nella città pugliese. La professoressa Coclite ha portato con sé la strumentazione. La sua cattedra è attiva dal 5 febbraio 2024. La sua esperienza è notevole. Si è laureata in Chimica. Ha ottenuto il dottorato a Bari. Ha lavorato al MIT di Boston. Successivamente è passata alla Graz University of Technology.

Applicazioni e prospettive future

Le applicazioni immediate di questa tecnologia sono molteplici. Il gruppo di ricerca punta sull'agritech. Questo settore beneficerà della maggiore precisione. Anche la produzione di energia è un campo di interesse. I sensori possono recuperare energia dal movimento. Ad esempio, dalle suole delle scarpe. Questo avviene mentre si cammina o si corre. Si tratta di un sistema innovativo per l'energia cinetica.

L'applicazione in campo biomedico è un obiettivo a lungo termine. Si prospetta un futuro in cui le protesi avranno un senso del tatto. Questo migliorerà significativamente la qualità della vita. Permetterà un controllo più fine dei movimenti. La professoressa Coclite ha sottolineato l'importanza. «Dare il tatto alle macchine», ha affermato, «cambia il modo in cui robot, protesi e dispositivi indossabili interagiscono con il mondo».

Un altro aspetto cruciale è la miniaturizzazione. I ricercatori hanno reso possibile la trasmissione del segnale. Non più solo tramite cavo, ma anche via Bluetooth. Questo sviluppo è fondamentale. Consente la creazione di prototipi portatili. Questi dispositivi possono essere mostrati facilmente. La loro dimostrazione avviene anche al di fuori dell'ambiente di laboratorio. La portabilità apre a scenari d'uso più ampi e flessibili.

Il ThinFilm Lab di Bari

Il nuovo laboratorio ThinFilm Lab rappresenta un polo d'eccellenza. La sua inaugurazione segna un momento importante per la ricerca pugliese. Erano presenti all'evento figure di spicco. Tra loro, la professoressa Anna Maria Coclite. C'era anche il rettore dell'Università di Bari, Roberto Bellotti. Presente anche il direttore del dipartimento, Sebino Stramaglia. La loro partecipazione sottolinea l'importanza del progetto.

I sensori sono realizzati con materiali piezoelettrici. Questi materiali hanno la proprietà di generare una carica elettrica. Questo avviene quando sono sottoposti a stress meccanico. Viceversa, si deformano se sottoposti a un campo elettrico. Nel caso specifico, la pressione o il tocco generano un segnale elettrico. Questo segnale viene poi interpretato dai sistemi di controllo.

La ricerca sui film sottili è un campo in rapida evoluzione. Questi materiali offrono vantaggi unici. Possono essere depositati su substrati flessibili. Questo li rende ideali per applicazioni indossabili o integrate in oggetti complessi. La loro leggerezza e sottigliezza sono ulteriori punti di forza. Il laboratorio ThinFilm Lab si concentrerà su questi aspetti.

Contesto scientifico e accademico

La collaborazione tra l'Università di Bari e il Politecnico di Bari è un modello virtuoso. Dimostra come la sinergia tra istituzioni accademiche possa portare a risultati significativi. La professoressa Coclite porta a Bari un'esperienza internazionale di prim'ordine. La sua carriera, che include collaborazioni con istituzioni prestigiose come il MIT, arricchisce il panorama scientifico locale.

Il trasferimento di tecnologia è un altro aspetto chiave. La capacità di portare prototipi funzionanti fuori dal laboratorio è un segnale positivo. Indica la maturità della ricerca. Suggerisce la vicinanza a possibili applicazioni industriali. L'agritech e la produzione di energia sono i primi settori individuati. Questi hanno un impatto economico e sociale notevole.

La robotica, in particolare la robotica avanzata, richiede sempre più sensori sofisticati. Il senso del tatto è uno dei sensi più complessi da replicare. Permette di percepire texture, temperatura, forza e forma. L'integrazione di questi sensori nei robot li renderà più versatili. Potranno svolgere compiti più delicati e precisi. Pensiamo alla chirurgia robotica o alla manipolazione di oggetti fragili.

La capacità di recuperare energia dal movimento, nota come raccolta di energia (energy harvesting), è altrettanto promettente. Potrebbe alimentare dispositivi indossabili o sensori autonomi. Questo ridurrebbe la dipendenza da batterie o fonti di alimentazione esterne. In un mondo sempre più connesso e pieno di dispositivi elettronici, l'energia è una risorsa fondamentale.

La ricerca continua nel ThinFilm Lab. L'obiettivo è ottimizzare i materiali. Migliorare la sensibilità e la robustezza dei sensori. Ampliare il range di applicazioni. La collaborazione con partner industriali sarà cruciale per la commercializzazione. Bari si conferma così un centro di innovazione tecnologica di rilievo nazionale.