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A Bari sono iniziati presidi permanenti per chiedere il rilascio di due attivisti detenuti in Israele. La Global Sumud Flotilla Puglia denuncia maltrattamenti subiti dai fermati e sollecita l'intervento del governo italiano e dell'UE.

Presidi per il rilascio degli attivisti

La Global Sumud Flotilla Puglia ha dato il via a presidi stabili a Bari. L'iniziativa risponde a un presunto atto di pirateria avvenuto in acque internazionali. Imbarcazioni dirette a Gaza sarebbero state bloccate da forze navali israeliane. L'operazione ha portato all'arresto di 170 attivisti. I presidi si svolgono in diverse location della città. L'obiettivo è mantenere alta l'attenzione sulla vicenda.

Le prime manifestazioni si sono tenute in largo Alberto Sordi. Successivamente, gli incontri si spostano sul sagrato della chiesa di San Ferdinando. La mobilitazione proseguirà per sensibilizzare l'opinione pubblica. Si chiede un intervento concreto delle istituzioni per la liberazione degli attivisti. La protesta mira a ottenere il rispetto del diritto internazionale.

Denunce di maltrattamenti e violenze

La Global Sumud Flotilla Puglia ha riportato dettagli sulle condizioni dei detenuti. Durante le ore di fermo, gli attivisti avrebbero subito violenze fisiche e psicologiche. Sarebbero stati privati di cibo e acqua. Le testimonianze parlano di percosse brutali. I fermati sarebbero stati costretti a rimanere al freddo su pavimenti bagnati. Queste condizioni sarebbero perdurate per tutta la durata della detenzione.

A causa delle presunte violenze, 34 attivisti avrebbero richiesto cure mediche. Tra questi, 3 cittadini italiani avrebbero riportato ferite e lesioni significative. La situazione evidenzia la gravità delle accuse mosse contro le forze di sicurezza coinvolte. La denuncia mira a far luce su quanto accaduto in mare. Si chiede giustizia per i presunti maltrattamenti subiti.

Appello al governo italiano per Thiago e Saif

L'attivista Tony La Piccirella, originario di Bari, è tra coloro che hanno sollevato la questione. Insieme a Thiago Ávila e Saif Abukeshek, sarebbe stato isolato. Questo sarebbe avvenuto durante la detenzione illegale. Nonostante il rilascio della maggior parte degli attivisti, la situazione di Saif e Thiago rimane critica. Continuano a essere trattenuti in Israele. Le accuse a loro carico non avrebbero fondamento giuridico.

Gsf Puglia sottolinea un aspetto cruciale. Thiago e Saif si trovavano a bordo di due imbarcazioni con bandiera italiana. Questo fatto impone un'azione immediata da parte del governo italiano. Si chiede al governo di intervenire per garantire il rilascio dei due connazionali. La nazionalità delle imbarcazioni rafforza la richiesta di un'azione diplomatica decisa. L'obiettivo è la loro pronta liberazione.

Richiesta di intervento istituzionale

I presidi organizzati a Bari hanno uno scopo preciso. Vogliono sensibilizzare l'opinione pubblica sulla sorte degli attivisti. Vogliono inoltre sollecitare le istituzioni. Si chiede un intervento forte da parte di Italia ed Europa. L'obiettivo primario è assicurare il rilascio immediato di Saif e Thiago. Si invoca il rispetto dei principi del diritto internazionale. La mobilitazione mira a ottenere risposte concrete e azioni efficaci.

La nota di Gsf Puglia conclude con un appello accorato. Si spera che la pressione pubblica porti a una soluzione. La vicenda solleva interrogativi sulla condotta delle operazioni militari. Si chiede trasparenza e rispetto dei diritti umani. La comunità barese si mobilita per sostenere la causa degli attivisti. L'attenzione è ora rivolta alle risposte delle autorità competenti.

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