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Il piano casa approvato dal Consiglio comunale di Bari è stato criticato dai Democristiani 5.0. Il partito lamenta interventi limitati a specifiche aree, complessità degli incentivi e assenza di un sostegno concreto ai condomini, proponendo un approccio più inclusivo e partecipato per la rigenerazione urbana.

Critiche al piano casa barese

Un recente provvedimento del Consiglio comunale di Bari, denominato Piano Casa, ha suscitato forti perplessità. Sebbene rappresenti un passaggio formale di rilievo, la sua efficacia nel produrre un miglioramento tangibile per la città e i suoi abitanti è messa in discussione. La questione centrale non è tanto l'approvazione in sé, quanto la reale capacità del piano di incidere positivamente sulla vita delle persone e sulla qualità dei quartieri. La valutazione dei Democristiani 5.0 è che, nella sua forma attuale, il piano non sarà sufficiente a raggiungere gli obiettivi sperati.

Questo giudizio si basa su tre criticità fondamentali emerse dall'analisi del provvedimento. La prima riguarda la limitazione geografica degli interventi di rigenerazione urbana. Tali azioni sono state circoscritte ai soli Municipi III e IV. Questa scelta esclude aree centrali e semicentrali della città, come i quartieri Libertà, Carrassi, San Pasquale e Poggiofranco. Queste zone presentano un patrimonio edilizio datato, con elevate dispersioni energetiche e spesso problematiche di sicurezza. Inoltre, la domanda di miglioramento della qualità urbana è particolarmente elevata in queste aree. L'esclusione crea una netta divisione nella città, con zone destinate a interventi e altre dove si continua a convivere con il degrado e la carenza di servizi.

La seconda criticità concerne gli standard urbanistici. La decisione di bloccare la monetizzazione nei Municipi I, II e V, pur apparendo condivisibile in linea teorica, si traduce in un ostacolo concreto. In molti di questi quartieri, infatti, mancano aree edificabili libere da destinare a compensazione. Senza un Piano dei Servizi dettagliato e una mappatura precisa dei bisogni cittadini, si rischia di impedire interventi potenzialmente benefici. Non vengono infatti offerte alternative praticabili per superare questo blocco.

Il terzo limite identificato riguarda la complessità degli incentivi previsti. La combinazione di bonus volumetrici, legati a miglioramenti sismici ed energetici, unita alla richiesta di una quota del 35% di alloggi a canone calmierato, appare teoricamente valida. Tuttavia, la sua applicabilità pratica per molti operatori economici e singoli condomini risulta problematica. Esiste il concreto rischio che il Piano Casa rimanga un mero esercizio teorico, con un numero esiguo di realizzazioni effettive sul territorio.

Proposte alternative per la rigenerazione urbana

I Democristiani 5.0 ritengono che si sarebbe potuto agire in modo più efficace e completo a favore dei cittadini baresi. La loro proposta, denominata “Rigenerazione Vicina alle Persone”, articola una serie di punti che, secondo il partito, il Consiglio comunale avrebbe dovuto considerare. Questi punti rimangono attuali e ritenuti necessari per una rigenerazione urbana realmente incisiva.

Il primo punto fondamentale è l'estensione degli interventi di rigenerazione anche ai quartieri centrali e semicentrali. Questo dovrebbe avvenire attraverso la demolizione e ricostruzione controllata degli edifici esistenti. Tali interventi dovrebbero essere vincolati al miglioramento delle prestazioni sismiche ed energetiche degli immobili, oltre a prevedere un incremento dei servizi urbani disponibili. Non si tratta di una richiesta ideologica, ma di una questione di equità e giustizia urbana. Lasciare quartieri come il Libertà in uno stato di immobilismo strutturale non è più sostenibile.

Il secondo punto chiave è l'introduzione di un Piano dei Servizi di Quartiere. Questo piano dovrebbe essere pubblico, costantemente aggiornato e definire con precisione le aree dove sono necessari interventi specifici. Si parla di creazione di nuovi parchi, realizzazione di parcheggi, costruzione di scuole, allestimento di spazi sociali polivalenti e realizzazione di centri dedicati agli anziani e alle famiglie. Senza uno strumento di pianificazione così dettagliato, gli standard urbanistici rimangono mere cifre astratte, incapaci di tradursi in servizi concreti per la collettività.

Il terzo elemento proposto è l'istituzione di un Fondo Comunale per la Rigenerazione dei Condomini. Questo fondo avrebbe lo scopo di fornire un sostegno economico mirato agli interventi di efficientamento energetico, adeguamento sismico, installazione di ascensori e abbattimento delle barriere architettoniche. Questo aspetto è considerato decisivo: senza un supporto diretto ai condomini, la rigenerazione urbana rischia di rimanere un concetto astratto, senza penetrare realmente nelle abitazioni dei cittadini.

Il quarto punto riguarda la semplificazione degli incentivi. Si propone un bonus volumetrico unico, pari al 20%, per chiunque realizzi miglioramenti in termini di sicurezza e efficienza energetica. A questo si aggiungerebbe un ulteriore 10% di bonus per chi destina una parte delle nuove unità immobiliari ad affitti calmierati, con contratti di lunga durata. Questa struttura di incentivi sarebbe più lineare, più facile da comprendere e più praticabile sia per i singoli cittadini che per le imprese e i professionisti del settore.

Infine, il quinto punto sottolinea l'importanza di una governance partecipata. Si propone la creazione di un tavolo permanente di confronto. Questo tavolo dovrebbe includere rappresentanti degli Ordini professionali, dell'ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili), dell'Università, delle associazioni di categoria e delle rappresentanze dei cittadini. Parallelamente, è necessario implementare un sistema di monitoraggio pubblico dei risultati ottenuti. La rigenerazione urbana non può essere un'imposizione dall'alto, ma deve configurarsi come un processo condiviso, trasparente e verificabile nei suoi esiti.

Un piano casa insufficiente per Bari

I Democristiani 5.0 ribadiscono che i punti da loro proposti avrebbero potuto trasformare il Piano Casa in uno strumento realmente utile per i cittadini e per il bene comune. Nonostante non siano stati accolti, queste proposte restano sul tavolo come un'opzione seria, concreta e immediatamente attuabile. Per queste ragioni, il partito afferma con chiarezza che il Piano Casa approvato rappresenta solo un primo passo, ma non quello decisivo per il futuro di Bari.

I Democristiani 5.0 intendono proseguire il loro impegno per una rigenerazione urbana che vada oltre la mera dimensione normativa. L'obiettivo è promuovere un processo che sia contemporaneamente sociale, urbano e comunitario. Una rigenerazione che sia in grado di penetrare nei quartieri, nei condomini e nella vita quotidiana delle persone, senza lasciare indietro nessuno. Bari necessita di una classe politica che non si limiti ad approvare delibere, ma che si assuma la piena responsabilità di garantirne l'effettiva attuazione e il buon funzionamento.

Il partito si dichiara pronto a fare la propria parte, mettendo in campo competenza, serietà e una visione politica che pone al centro la persona e il bene collettivo. L'auspicio è che la politica barese possa evolvere verso un approccio più pragmatico e inclusivo, capace di rispondere alle reali esigenze della cittadinanza e di promuovere uno sviluppo urbano sostenibile e diffuso. La critica mossa dai Democristiani 5.0 mira a stimolare un dibattito costruttivo e a promuovere soluzioni concrete per migliorare la qualità della vita a Bari.

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