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Un uomo di 68 anni è stato trovato morto nel suo negozio a Bari. Le indagini puntano su una lite per un piccolo debito, culminata in omicidio. Un 42enne cinese è stato fermato.

Omicidio nel negozio di Bari

Un tragico epilogo ha segnato la scoperta di un corpo senza vita a Bari. La vittima è Michelangelo Scamarcia, un uomo di 68 anni. Il suo ritrovamento è avvenuto nel quartiere Carbonara, all'interno del suo esercizio commerciale denominato 'Moda Casa'.

Le prime ricostruzioni suggeriscono che un diverbio, scaturito da un debito di appena 30 euro, possa aver innescato la violenta aggressione. Questa disputa avrebbe portato al soffocamento e alla conseguente morte dell'uomo. Le circostanze sono emerse dal decreto di fermo emesso dai carabinieri.

La figura centrale delle indagini è Wei Lin, un cittadino cinese di 42 anni. È stato arrestato e posto in custodia cautelare. Le accuse nei suoi confronti sono pesanti: omicidio volontario, occultamento di cadavere e uso improprio di strumenti di pagamento.

La ricostruzione dei fatti

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il 42enne e la vittima avrebbero stretto un accordo particolare. Scamarcia avrebbe utilizzato la sua carta del reddito di inclusione per effettuare una transazione di 600 euro tramite il POS del negozio di Lin. Questa carta permette solo acquisti, non prelievi di contante.

In cambio, Lin avrebbe dovuto restituire a Scamarcia 530 euro in contanti. La restante somma, 70 euro, sarebbe stata trattenuta come commissione per l'operazione. Tuttavia, sembra che Lin abbia restituito solo 500 euro, innescando la discussione fatale.

Il contrasto sarebbe poi degenerato, portando al soffocamento di Michelangelo Scamarcia. La vittima è stata rinvenuta all'interno di alcuni sacchi, in uno stato di avanzata decomposizione. L'odore nauseabondo proveniente da un piccolo deposito ha destato sospetti.

Le indagini e i dettagli

I carabinieri sono stati allertati da un forte e sgradevole odore. Durante una perquisizione effettuata nella mattinata del ritrovamento, hanno notato un liquido giallastro fuoriuscire dalla porta di un deposito. Questo ha portato alla scoperta del corpo.

Wei Lin era già stato sentito dagli investigatori in precedenza. Era stato interrogato il 13 e il 30 aprile per fornire chiarimenti sulle transazioni effettuate presso il suo negozio. Successivamente, i carabinieri hanno scoperto che Lin aveva tentato di effettuare prelievi con le carte di Scamarcia.

Questi tentativi di prelievo, avvenuti il 27 e il 28 aprile presso un ufficio postale, non sono andati a buon fine. L'errore nel codice PIN ha impedito il completamento delle operazioni. Questo dettaglio rafforza l'ipotesi di un movente economico.

Prossimi passi e sviluppi

Nelle prossime ore, il Pubblico Ministero Claudio Pinto presenterà la richiesta di convalida del fermo. Sarà inoltre disposta l'autopsia sul corpo della vittima. L'esame autoptico fornirà elementi cruciali per determinare le cause esatte del decesso e la dinamica dell'aggressione.

La comunità di Bari è scossa da questo evento. La brutalità del gesto, scatenato da una somma irrisoria, lascia sgomenti. Le indagini proseguono per chiarire ogni aspetto della vicenda e confermare le responsabilità di Wei Lin.

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