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L'intelligenza artificiale è una leva strategica per le imprese e la pubblica amministrazione. Un evento a Bari ha esplorato opportunità e criticità, sottolineando come governare il cambiamento per migliorare efficienza e innovazione.

L'IA come leva strategica per le aziende

L'intelligenza artificiale non è più una visione futura. È una realtà concreta. Essa rappresenta una leva strategica fondamentale. Già oggi incide sui processi decisionali. Modifica i processi produttivi e la competitività delle aziende.

Questo tema è stato al centro di un importante incontro. Si è svolto presso la Camera di commercio di Bari. L'evento si intitolava 'Innovare per crescere. Il ruolo dell'Ai nel futuro delle imprese'.

L'iniziativa è stata promossa dal Punto impresa digitale. Questo ente fa capo alla Camera di commercio. Ha collaborato con l'università Aldo Moro. L'obiettivo era stimolare un dialogo costruttivo. Si è voluto creare un confronto tra imprenditori. Hanno partecipato anche studenti e altri stakeholder.

L'incontro ha analizzato l'impatto dell'intelligenza artificiale. Si è discusso della sua influenza nella vita quotidiana. Sono state esaminate sia le opportunità che le criticità. Particolare attenzione è stata dedicata ai processi economici e formativi.

Gestire il cambiamento tecnologico con saggezza

Ha aperto i lavori Angela Partipilo. È segretario generale della Camera di Commercio di Bari. Ha descritto l'intelligenza artificiale come uno strumento. Ha affermato che «non deve far paura».

Secondo Partipilo, questo strumento può aiutare le imprese. Può supportare anche la pubblica amministrazione. L'obiettivo è migliorare l'efficienza operativa. L'IA può liberare risorse preziose. Questo avviene sottraendo tempo alle attività ripetitive. Favorisce così la qualità e l'innovazione dei servizi.

Alberto Fornasari, docente di Pedagogia sperimentale. Proviene dall'università di Bari. Ha sottolineato l'impatto delle tecnologie digitali. Ha evidenziato la loro influenza sui processi educativi. Ha spiegato che «la finalità è conoscere il fenomeno per governarlo».

L'obiettivo è che l'IA possa affiancare il lavoro umano. Non deve però sostituirlo. Questo equilibrio è cruciale per il futuro. La tecnologia deve essere uno strumento al servizio dell'uomo.

Un futuro inevitabile da accogliere

Vito Macina, digital specialist del Pid Bari, ha parlato di una «fase di non ritorno». Ha chiarito che il cambiamento tecnologico è inevitabile. Va quindi accolto con consapevolezza. Deve essere accompagnato all'interno delle organizzazioni aziendali.

La trasformazione digitale richiede un approccio proattivo. Le aziende devono prepararsi ad integrare queste nuove tecnologie. La gestione del cambiamento è fondamentale per il successo.

Gaetano Contento, ceo e founder di Never before Italia, ha concluso i lavori. Ha sottolineato l'importanza di affrontare l'intelligenza artificiale. Ha suggerito una prospettiva umanistica. Ha però messo in guardia dal rischio di umanizzare le macchine.

Contento ha spiegato che si tratta di sistemi basati su dati. Sono alimentati da informazioni. Il pensiero critico, invece, rimane una prerogativa umana. L'uomo deve mantenere il controllo e la capacità di giudizio.

L'incontro ha offerto spunti preziosi. Ha evidenziato la necessità di un approccio equilibrato. L'intelligenza artificiale è uno strumento potente. Il suo utilizzo richiede visione strategica. Necessita di una guida umana consapevole.

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