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La Corte d'Assise di Bari ha condannato all'ergastolo Salvatore Vassalli per l'omicidio premeditato del fisioterapista Mauro Di Giacomo. L'aggressione avvenne nel dicembre 2023 a Bari, con movente legato a presunti errori nel trattamento della figlia dell'imputato.

Omicidio premeditato a Bari: ergastolo per Vassalli

La sentenza di ergastolo è stata emessa dalla Corte d'Assise di Bari. L'imputato, Salvatore Vassalli, operaio originario di Canosa di Puglia, è stato ritenuto colpevole dell'omicidio di Mauro Di Giacomo. Il professionista, un noto fisioterapista, fu ucciso la sera del 18 dicembre 2023. I giudici hanno stabilito che l'azione non fu frutto di un'aggressione improvvisa. Al contrario, l'omicidio fu pianificato con largo anticipo.

Le motivazioni della sentenza, estese su 92 pagine, evidenziano la premeditazione del gesto. Vassalli avrebbe serbato il suo proposito omicida per un periodo di tempo considerevole. La Corte ha riconosciuto nei suoi confronti le aggravanti della premeditazione, della crudeltà e dei futili motivi. Questi elementi hanno contribuito a determinare la pena massima.

L'aggressione avvenne nei pressi dell'abitazione della vittima. Vassalli attese Di Giacomo in via Tauro, nel quartiere Poggiofranco di Bari. L'attacco fu brutale: sei colpi di pistola esplosi contro il fisioterapista. La violenza non si fermò nemmeno quando la vittima era già a terra. Vassalli colpì Di Giacomo anche con il calcio dell'arma. Successivamente, l'assassino si allontanò in auto, facendo ritorno a Canosa di Puglia.

Il movente: rancore per un presunto errore terapeutico

I giudici della Corte d'Assise di Bari, presieduta da Sergio Di Paola e con Michele Parisi come estensore, hanno delineato un movente preciso. La radice dell'omicidio risiede nel profondo risentimento di Vassalli. L'imputato riteneva che Di Giacomo avesse commesso un errore nel trattamento fisioterapico della propria figlia, Ornella. Questo presunto errore avrebbe causato danni permanenti alla giovane.

A seguito di questi eventi, era stato avviato un processo civile. L'obiettivo era ottenere un risarcimento per i danni subiti da Ornella Vassalli. La controversia legale era ancora in corso al momento dell'omicidio, con un procedimento ripreso nei confronti degli eredi. Tuttavia, una consulenza tecnica disposta nel corso del processo aveva significativamente ridimensionato l'entità del danno lamentato.

Nel 2019, Ornella Vassalli si era sottoposta a una manipolazione da parte del fisioterapista. La donna sosteneva che tale intervento avesse compromesso irrimediabilmente la sua salute. La versione dei fatti presentata da Vassalli durante le indagini è stata ritenuta inattendibile dai giudici. La sua confessione, avvenuta nel maggio 2024, fu accompagnata da dichiarazioni che i giudici hanno definito irragionevoli e contraddittorie.

Le indagini e la confessione dell'imputato

Le indagini che hanno portato alla condanna di Vassalli sono state condotte dalla squadra mobile di Bari. Le attività investigative sono state coordinate dal procuratore aggiunto Ciro Angelillis e dal pubblico ministero Matteo Soave. Al termine delle ricerche, Vassalli fu arrestato. Durante l'interrogatorio, confessò l'omicidio.

Tuttavia, l'operaio tentò di giustificare il suo gesto. Sostenne di essersi recato a Bari con l'intenzione di parlare con Di Giacomo. Affermò di aver reagito a minacce, insulti e a un'aggressione fisica da parte del fisioterapista. Questa narrazione è stata rigettata dai giudici. La Corte ha ritenuto la sua versione inverosimile e smentita dalle prove raccolte durante il processo.

La Corte ha sottolineato come Vassalli non abbia incontrato la vittima per caso. Si è recato volontariamente sotto la sua abitazione. L'ha atteso, armato di una pistola illegalmente detenuta. Questo comportamento rafforza l'ipotesi della premeditazione. L'intenzione omicida era presente ben prima dell'esecuzione materiale del delitto.

Il contesto dell'omicidio e le parti coinvolte

L'omicidio di Mauro Di Giacomo ha scosso la comunità di Bari. Il fisioterapista era una figura conosciuta e rispettata nel settore sanitario locale. La sua morte violenta ha sollevato interrogativi sulla sicurezza e sulle dinamiche che possono portare a gesti estremi. La vicenda evidenzia come dispute personali, anche se apparentemente legate a questioni mediche, possano sfociare in tragedie.

Nel corso del processo, i familiari di Mauro Di Giacomo sono stati rappresentati dagli avvocati Michele Laforgia e Antonio Del Vecchio. La loro assistenza legale ha contribuito a portare alla luce la verità e a ottenere giustizia per la vittima. La sentenza di ergastolo rappresenta un punto fermo in una vicenda dolorosa per la famiglia Di Giacomo.

La città di Bari, e in particolare il quartiere Poggiofranco, sono stati teatro di un evento drammatico. L'episodio ricorda l'importanza di affrontare i conflitti in modo pacifico e legale. Le motivazioni della sentenza sottolineano la gravità del reato e la determinazione dei giudici nel punire atti di violenza premeditata. L'ergastolo inflitto a Vassalli è una risposta ferma alla criminalità e alla violenza.

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