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Il Consiglio Comunale di Bari è chiamato a discutere il nuovo Piano Casa, basato sulla legge regionale 36/2023. Il centrodestra esprime forti preoccupazioni, paventando un imminente blocco del settore edilizio cittadino a causa delle nuove disposizioni.

Nuove regole urbanistiche a Bari

La seduta del Consiglio Comunale di Bari si preannuncia lunga e complessa. L'ordine del giorno include decisioni cruciali per il futuro della città. Tra i punti principali spicca il recepimento della legge regionale 36 del 2023. Questo provvedimento mira a superare il precedente ‘Piano Casa’. Vengono introdotte nuove e stringenti regole per la realizzazione di edifici. L'obiettivo è governare lo sviluppo edilizio in maniera più sostenibile e controllata.

Oltre alla discussione urbanistica, l'assemblea cittadina affronterà anche altre tematiche di rilievo. Saranno esaminate le proposte relative alla gestione dello stadio San Nicola. Verrà discussa anche la delibera concernente lo stadio del Nuoto. Tuttavia, l'attenzione maggiore è concentrata sul nuovo provvedimento urbanistico. Questo segue di poche settimane un'altra importante decisione. L'assemblea aveva infatti approvato misure per la tutela di 200 edifici moderni e contemporanei. La nuova normativa urbanistica promette di incidere profondamente sul settore delle costruzioni.

Centrodestra: "Blocco edilizio in vista"

La coalizione di centrodestra ha organizzato una conferenza stampa mattutina. L'incontro si è tenuto presso Palazzo della Città. L'obiettivo era illustrare la propria ferma opposizione alla delibera in discussione. Un punto cardine del provvedimento è lo stop alla monetizzazione delle aree a standard. Questa misura riguarda specificamente le zone comprese nei municipi 1, 2 e 5. Si tratta di aree che coprono circa il 75% della popolazione barese. La monetizzazione permette alle imprese di versare una somma al Comune. Questo avviene quando non sono disponibili aree verdi o servizi nel lotto di intervento. La nuova norma, invece, ne consentirebbe l'applicazione solo per progetti nei municipi 3 e 4. Questa restrizione è vista come un freno insormontabile per l'edilizia locale.

Il consigliere comunale Giuseppe Carrieri, esponente della Lega, ha sottolineato la gravità della situazione. «È una limitazione importante», ha dichiarato Carrieri durante la conferenza stampa. Ha aggiunto che zone come il quartiere Libertà necessitano di interventi urgenti. La rigenerazione urbana è fondamentale per queste aree. Tuttavia, il nuovo provvedimento rischia di paralizzare ogni sviluppo. La sua applicazione limitata è fonte di grande preoccupazione per gli operatori del settore. La sua analisi è condivisa dai colleghi di partito.

Un altro aspetto critico sollevato dal centrodestra riguarda gli incentivi volumetrici. La delibera propone un aumento del 10% per l'adeguamento energetico. Un ulteriore 10% è previsto per altri adeguamenti. Si arriva fino al 35% per contratti di affitto a lungo termine, con una durata minima di 10 anni. È proprio quest'ultimo vincolo a suscitare perplessità. «Un vincolo che rappresenta un problema per i costruttori», ha affermato Carrieri. Ha aggiunto che la misura non incontra il favore neppure della sua coalizione. «Troppi paletti inseriti», ha concluso, evidenziando la rigidità del testo.

Critiche alla maggioranza e proposte di emendamento

Carlo Patruno, esponente di Romito Sindaco, ha evidenziato un'altra criticità. «Di fatto tre quarti della città non saranno interessati dal provvedimento», ha spiegato. Ha definito l'occasione una «occasione persa». Bari possiede infatti numerose costruzioni datate, risalenti agli anni '50 e '60. Queste necessiterebbero di interventi di riqualificazione. Patruno ha inoltre notato una mancanza di dettagli sull'edilizia residenziale sociale. «Il discorso sull'edilizia residenziale sociale è menzionato nelle note introduttive», ha osservato. Tuttavia, nel corpo del provvedimento non vi sono riferimenti chiari. Mancano persino indicazioni sui canoni concordati. Questa assenza di specificità rende il testo ancora più vago e potenzialmente problematico.

Anche Pino Viggiano di Fratelli d'Italia ha espresso il suo dissenso. Ha definito la situazione attuale «incongruente». Ha annunciato la presentazione di numerosi emendamenti, stimati intorno alla decina. Questi saranno proposti in vista della seduta consiliare. L'obiettivo è cercare di modificare alcuni aspetti del provvedimento. La volontà è quella di renderlo più equo e funzionale per il territorio. La critica si estende anche alla maggioranza, accusata di scarsa coesione. «Al momento non si capisce chi sia il regista dell'operazione», ha sostenuto Carrieri. Ha aggiunto che all'interno del centrosinistra serpeggiano «diversi malumori a riguardo». Questa presunta divisione interna indebolirebbe la posizione della maggioranza.

La maggioranza: "Siamo compatti e guardiamo al futuro"

Dalla maggioranza di centrosinistra, al momento, non emergono segnali di divisione interna. Il provvedimento in discussione potrebbe comunque subire modifiche attraverso emendamenti proposti anche dai consiglieri di maggioranza. Pierluigi Introna, esponente della lista Leccese Sindaco, ha espresso un parere positivo. «Per me la delibera è perfetta», ha dichiarato Introna. Ha aggiunto che la proposta si basa su una solida analisi della realtà cittadina. Ha spiegato che la monetizzazione degli standard sarà possibile solo dove ancora applicabile. «Dove gli standard non sono più utilizzabili, perché c'è più cemento che aria da respirare, non si potrà applicare il bonus del 35%», ha chiarito. Introna ha ribadito la priorità degli interessi pubblici rispetto a quelli privati. «All'aula non possono interessare piccoli interessi privati rispetto a quelli pubblici», ha affermato con fermezza.

Il consigliere ha poi proiettato lo sguardo al futuro. «Stiamo preparando il nuovo Piano Urbanistico Generale», ha annunciato. Ha aggiunto che, a suo parere, sarebbe stato sufficiente non applicare in termini assoluti la legge 36. La Regione Puglia ha richiesto ai Comuni di regolamentare e individuare le zone specifiche. Introna ha menzionato una missiva ricevuta dall'Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili). «Posso capirlo da un punto di vista commerciale», ha ammesso. Ha però concluso sottolineando che «la politica è la gestione del territorio». La sua visione privilegia una pianificazione a lungo termine.

Anche il consigliere del Movimento 5 Stelle, Italo Carelli, ha espresso la posizione del suo gruppo. Ha affermato che i pentastellati hanno fornito «indicazioni sul futuro». Ha confermato l'attesa per il nuovo Piano Urbanistico Generale (PUG). Per il M5S è fondamentale che questo Piano venga utilizzato come riferimento. L'obiettivo è regolamentare il consumo di suolo. Si punta anche a gestire in modo più oculato le eventuali concessioni edilizie. La loro posizione è allineata con la necessità di una pianificazione attenta e sostenibile. La discussione in Consiglio Comunale si prospetta quindi animata. Le diverse posizioni riflettono visioni differenti sullo sviluppo futuro di Bari.

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