Condividi

Attivisti chiedono la chiusura del consolato israeliano a Bari dopo il sequestro di navi umanitarie. Previsti presidio e corteo per il Primo Maggio con slogan contro la guerra.

Richiesta di chiusura del consolato israeliano

L'organizzazione Global Sumud Flotilla Puglia ha inviato una richiesta ufficiale. Si rivolgono al Sindaco di Bari, al Presidente della Provincia e al Presidente della Regione Puglia. Chiedono di considerare il consolato israeliano a Bari una «presenza di guerra». La motivazione risiede nei legami con il settore economico e militare pugliese. Questa posizione è emersa da un comunicato diffuso dal gruppo. Esso si dichiara parte integrante dell'Assemblea unitaria per il Primo Maggio a Bari.

Mobilitazione dopo il sequestro delle navi

Il gruppo rilancia con urgenza la mobilitazione. L'azione è volta a protestare contro l'aggressione subita. La marina israeliana avrebbe compiuto l'operazione in acque internazionali. L'incidente è avvenuto vicino all'isola di Creta. La solidarietà va alle persone sequestrate. Attualmente, secondo le informazioni disponibili, sarebbero in viaggio forzato. La destinazione sarebbe il porto di Ashdod. Tra i sequestrati figura Tony la Piccirella. Egli è un componente dello Steering Committee della Global Sumud Flotilla. È cittadino italiano e residente a Bari.

Lancio della mobilitazione permanente 'We Rise'

Viene lanciata la mobilitazione permanente denominata «We Rise». L'obiettivo è monitorare la navigazione delle imbarcazioni. Si esige l'immediato embargo nei confronti di Israele. Inoltre, si intende sostenere la missione umanitaria. L'equipaggio di terra si riunirà oggi. È previsto un presidio d'urgenza in piazza Umberto. L'appuntamento è dalle ore 18:00. L'iniziativa mira a sensibilizzare l'opinione pubblica.

Il Primo Maggio a Bari: corteo e slogan

In questo contesto, il Primo Maggio assume un significato particolare. La giornata di lotta si estenderà a tutta Italia. A Bari è previsto un corteo. La partenza è fissata per le ore 10:00 da Piazza della Libertà. Il percorso terminerà presso il consolato onorario israeliano. La sede si trova in via Calefati. Gli organizzatori si dichiarano pronti a scendere in piazza. Lo slogan scelto è «Insorgiamo, Resistiamo, Blocchiamo tutto - Per la Palestina e contro ogni guerra».

Critiche al governo e determinazione

La nota denuncia anche le posizioni del governo Meloni. Viene definita una complicità silenziosa. Si fa riferimento alle azioni precedenti di Trump e Netanyahu. Il governo sembra essersi mosso solo di fronte a una crisi internazionale ormai conclamata. L'organizzazione ribadisce la propria determinazione. Non si fermeranno di fronte all'illegalità e alla violenza. Insisteranno, resisteranno e bloccheranno ogni cosa. L'obiettivo finale è la liberazione di Gaza e di tutti i popoli oppressi.